Beneteau First 36

Beneteau First 36: la crociera ora si fa planando

Con la crociera non ci immaginiamo solo comodità, ma anche facilità d’uso. Il First 36 raccoglie i frutti di anni e anni di esperienza di barche da regata d’altura, appunto con Sam Manuard, ma poggiando le proprie basi, dal punto di vista strutturale, sul lavoro del team di PURE Design & Engineering, che hanno tra le collaborazioni calcoli strutturali per barche di Coppa America, IMOCA e TP-52. Con queste fondamenta ci hanno pensato Lorenzo Argento e Gigodesign, insieme con Beneteau e Seascape, a modellare e attrezzare un’imbarcazione capace di rispondere alle esigenze di crociera e regata. Il punto principale è il peso, molto basso. Come? Con una struttura composita in vetroresina realizzata in infusione sottovuoto, comprese le paratie e la maggior degli interni che di fatto contribuiscono alla resistenza strutturale della barca. Quindi, niente mobili “extra” o altro.

Video

Esterni

Osservandola dalla banchina, i quasi quattro metri di larghezza non si percepiscono fino in fondo. Certo, si nota che il baglio è importante, ma non si ha la sensazione concreta di quanto spazio ci sia a effettivamente bordo, almeno finché non ci si sale sopra. Merito di questa “leggerezza” estetica dello specchio di poppa è individuabile in un escamotage sulle due sedute con un vuoto ricavato sotto che ne alleggerisce la linea. Quello che si capisce subito guardando la coperta è la semplicità e la pulizia. Davanti alle due ruote del timone c’è un winch che permette a chi si trova al timone di gestire la randa e la direzione stando
seduto. Al contempo, proprio sotto questa posizione c’è, da entrambi i lati, lo strozzatore del carrello randa e del paterazzo. Tra i due timoni è presente un gavone centrale per stivare tutti i parabordi. Il pozzetto, come avrete avuto modo di capire, è davvero molto largo e per chi proviene da una barca di vecchia generazione il feeling potrebbe non essere immediato. In modalità race il pozzetto è quasi interamente sgombro. Per la crociera invece possiamo ottenere una grande zona pranzo con tavolo centrale pieghevole (con due sedute aggiuntive). Il drizzista non avrà problemi ad individuare al volo quello di cui ha bisogno: tutto è a vista ed estremamente ordinato.

Interni

Il layout è quello classico a tre cabine. Per massimizzare lo spazio del salone, in particolare del tavolo da carteggio che torna protagonista (complice anche lo “smart working” sempre più diffuso) è stato ridotto al minimo lo spazio usato dal bagno. Come? Con un lavandino abbattibile che permette di concentrare in una superficie minore più funzioni. Scendendo le scale si nota subito di fronte un grande frigorifero isolato. Questo per renderlo più spazioso e profondo, ma per dare anche più spazio di movimento a bordo. Quando si prepara da mangiare un tagliere rimovibile (sotto il forno) permette di collegare l’isola frigo con la cucina creando un piano di lavoro XL. Come sopra, il minimalismo è imperante, ma c’è di più. Al bianco si aggiunge spesso il legno che riveste i bordi di tutto il mobilio, comprese le porte e il frigo. Non è solo una scelta estetica, ma anche pratica in quanto spesso fungono anche tientibene. Le tre cabine risultano spaziose, ma sono anche concepite, in particolare a poppa, come zone non solo per dormire, ma anche per stivare, ad esempio, le vele in regata. Le cuccette possono essere richiuse per un mezzo facendo scivolare le doghe di una metà sotto l’altra parte.

Beneteau First 36 - Interni 3

 

Scheda tecnica

Lunghezza fuori tutto: 11,98 metri
Lunghezza scafo: 11 metri
Baglio scafo e baglio max: 3,8 metri
Dislocamento: 4.800 kg
Capacità carburante: 70 litri
Capacità acqua dolce: 200 litri
Potenza motore: 29 CV

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