Sogno ARC, le voci dall’Oceano di Picomole, Remax One e GG
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Siamo entrati nella fase conclusiva di questa ARC Rally Atlantic for Cruisers, l’avventura per chi sogna attraversare l’Oceano Atlantico, dalle Canarie a Santa Lucia, anche con barche “normali”, magari provando a fare una traversata autenticamente sportiva.
Continua a essere una regata eccellente per le barche italiane, che ricordiamo sono 9 con bandiera o equipaggi nostrani, sulle oltre 140 partite dalle Canarie, e almeno tre di queste stanno facendo una navigazione decisamente positiva nella parte alta, o in testa, alla flotta.
Abbiamo raggiunto telefonicamente, mentre sono ormai a circa 2 giorni dall’arrivo, gli equipaggi del Solaris 74 GG di Niccolo Maisto (attualmente in testa alla categoria Cruising), del Rapido 53 Picomole di Aldo Fumagalli (in testa tra i multiscafi), e quello del Baltic 65 Remax One di Dario Castiglia (secondo nella Racing). Ci hanno raccontato del clima a bordo, dei problemi che hanno affrontato, e di come per molti di loro l’ARC sia una regata vera e propria.
A bordo di Remax One con Dario Castiglia

Siamo con 20-25 nodi, raffiche fino a 29 di vento, con l’A4, situazione molto sportiva. Per fortuna abbiamo Diogo Cayolla, timoniere pazzesco, in queste condizioni preferisco che timoni lui, io sono un timoniere ma serve anche gente capace di gestire la barca in questa modalità molto dura.

Abbiamo fatto tira e molla con lo Swan 76 di Jean Pierre Dick, li abbiamo avuti un po avanti, poi avanti noi, ma sempre poche miglia di distacco, 4-5. Poi l’onda è scesa un po’ e abbiamo messo l’A4 e li abbiamo staccati un po’. Prima avevamo fiocco e code Zero, quest’ultimo è scoppiato come un A2. Se si spinge è normale anche che si perda qualche vela, è una maratona di 2700 miglia, siamo nella racing division dove la filosofia è più sportiva. Siamo costantemente 24 ore su 24 in gara. Non stiamo solo facendo un0’avventura, abbiamo uno spirito molto competitivo, con un equipaggio fatto di velisti forti, come Diogo e Gaetano Figlia di Granara, che stanno dando un eccellente contributo. Abbiamo anche Antonio Fuentes, un velista che ha grossa esperienza di regate oceaniche. Siamo in 10 in totale, inclusi me e mia moglie e il comandante.
Il secondo giorno abbiamo rischiato, perché abbiamo fatto una straorza un po’ piu brutta delle altre, si era incattivita una delle scotte, non siamo riusciti quindi a lascare il gennaker, ed è quello che abbiamo poi rotto. Siamo stati sdraiati per tanti minuti, forse quasi 15, abbiamo anche imbarcato acqua. Abbiamo lavorato con secchi e pompe, saranno entrati forse 500 litri di acqua di mare, e hanno fatto qualche danno a bordo a due batterie. Poteva andare peggio, siamo riusciti ad andare avanti anche con 4 delle 6 batterie. Quello è stato il momento più brutto fino a ora, anche perché era notte.
La velocità massima registrata dalla barca è stata 22,7 nodi, massimo di vento fino a 34-35 con un’onda di poco meno di 4 metri. Il vento adesso dovrebbe ridursi leggermente, intorno ai 18-20, e l’onda inizierà a scendere, già ne abbiamo solo un paio di metri. Abbiamo un altro A2 che presto andrà su.
Cerchiamo di fare almeno un pasto ben fatto al giorno. La cambusa non manca, anche come barrette e roba veloce da consumare, però certo i pasti non sempre sono regolari, anche se mia moglie ha fatto le polpette una sera.
A bordo di Picomole con Aldo Fumagalli

Siamo a 400 da St.Lucia, e marciamo a scartamento ridotto per via di un’avaria alla drizza che la bloccato la randa con le due mani prese. Adesso con l’amantiglio a fare da drizza abbiamo una sola mano presa ma Picomole trotterella allegramente a 12 knot on 14 nodi di vento su una angolo 140 con conde zero e trinchetta. Non vediamo l’ora di finire il lavoro , Pietrino Dali ci metterà ancora un paio d’ore, poi daremo tutta randa e tutto A2.5, una configurazione che ci ha permesso di prendere il vantaggio sulla flotta con l’eccezione dell’imprendibile NextGen, lo stupendo Volvo Ocean 65 col quale abbiamo combattuto per metà della regata. Nel tentativo di tenergli dietro abbiamo prima esploso l’A3 e poi l’A2, alimentiamo l’industria velica!

La regata è stata come al solito innanzitutto sul piano delle strategie, con una ventina di barche che hanno scelto la rotta Nord piu ventosa fra le perturbazioni e le altre che hanno preferito la rotta Sud o la rotta diretta. Possiamo dire che la rotta nord ha favorito in maniera decisiva, bravo Gianni Binchini che ci ha ben consigliato! Arriveremo probabilmente domani prima dell’alba fallendo l’obiettivo di festeggiare alla grande la sera del 3 Dicembre, uffa! Infatti Picomole fa subito in Martinica dove Patrick Phelipon ci attende per finire la preparazione per l’avventura Antartica che ci aspetta a Febbraio.
Ci teniamo a finir bene perché questa è probabilmente l’ultima nostra traversata atlantica con Picomole, a cui troveremo un nuovo proprietario, dedicandoci alla costruzione di Millimole che speriamo di mettere in acqua all’inizio del 2027. Picomole merita di chiudere in bellezza ma ci sarà ancora un’occasione alla Newport Bermuda a Giugno. Quindi grande spirito competitivo e grinta anche nelle numerose difficoltà. Stavamo per tornare dopo soli due gironi di navigazione per un’avaria al motore/generatore che appariva irreparabile fino a che Gaetano Mura e Ugo Giordano si sono inventati una soluzione da inventore pazzo, cannibalizzando un pò di meccanica di bordo….
Morale altissimo grazie alla classifica, sostenuto da una parte gastronomica davvero eccellente a dalla solita piacevole compagnia multietnica, multigenerazionale e con un mix di mostri della vela e neofiti. A bordo Ugo Giordano (Ita), Pietrino Dali (Ita), Aldo Fumagalli (ITA), Diego DeMoreno (Brasil), Sami (Florida) e Gaetano Mura (Ita).
A bordo di GG con Niccolo Maisto e Tommaso Oriani

Siamo ormai a meno di 1000 miglia di Santa Lucia, a una media di 11-12 nodi di velocità. Adesso abbiamo rimesso l’A2 perché per un po’ abbiamo navigato solo col fiocco, c’erano tanti groppi in giro che sono stati un po’ una costante di questa ARC, e volevamo rimanere accorti mentre li evitavamo. Abbiamo avuto un brutto momento l’altra sera, un problema al collegamento del timone che si era allentato, ma abbiamo risolto abbastanza prontamente.

Per il resto si procede bene, siamo stati abbastanza costanti nelle medie, c’è questo Aliseo complessivamente ben sviluppato, che oscilla dai 15 ai 30 nodi a seconda delle giornate, che ci ha accompagnato da poco dopo la partenza. La difficoltà più grossa sono stati i groppi, e gli aumenti repentini di vento che potevano portare in alcuni casi, per cui bisognava farsi trovare preparati con la corretta configurazione di vele onde evitare troppi rischi. Il clima a bordo è ottimo, riusciamo a mangiare anche bene, la barca è comoda e confortevole anche in condizioni di onda dura e a bordo si vive bene.
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