I trucchi in coperta per godersi la barca in inverno

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La barca in inverno: ecco alcuni preziosi consiglii per attrezzare la coperta per uscite brevi e mini nella stagione secondo l’esperienza personale di Luigi Gallerani (detto Lutz) dopo 3 anni di vita a bordo.

 

BARCA IN INVERNO, I TRUCCHI IN COPERTA

Il mio obiettivo è sfruttare la barca tutto l’anno e mantenerla sempre pronta a navigare. Se d’estate mi diverto a cercare la velocità, macinare miglia e migliorare le tecniche di navigazione, d’inverno preferisco sfruttare quelle giornate (o mezze giornate) per minicrociere senza stress, in cui godere a pieno il paesaggio, navigando lungo costa, facendo scoprire il mare e la vela a ospiti e amici, in confort e sicurezza.  Nelle giornate di maltempo, la barca è per me un confortevole rifugio che regala emozioni e un po ‘di avventura… anche all’ormeggio.

BARCA IN INVERNO: SEMPLIFICARE PER VELOCIZZARE

Spesso le finestre di bel tempo invernali sono veramente di poche ore, e nelle uscite brevi svoglio esser pronto a rientrare in portonin tempi rapidi. Semplifico dunque la coperta, per ridurre  il tempo per armare e disarmare.

La lifeline è sempre armata, Isso dall’ easybag la randa già terzarolata, la tensione giusta della borosa è già marcata sullo stopper.  Le manovre del cunningham e trasto sono addugliate, non le userò.   A prua, in inverno, armo l’autovirante, oppure esco direttamente con la tormentina. Navigo volutamente sottoinvelato, quando arrivano le raffiche sono già pronto. Colgo l’opportunità di  apprezzare un assetto velico diverso. Preferisco la tormentina al fiocco così non ho l’ansia che il rollafiocco si attorcigli e sfrutto una vela, altrimenti sempre chiusa nel gavone, prolungando così la vita del fiocco. Non ci penso proprio al gennaker o al Code0: per due orette di lasco, se si inzuppano, mi ci vorranno giorni interi per asciugarli, quindi via dalla coperta scotte, frulloni, bozzelli, barber, bompresso…

Nelle micro uscite  in solitaria mi limito ad agganciare i parabordi a bordo falchetta senza rimuoverli, lo so sono orrendi. Rimuovo il sensore solcometro e il profondimetro, che andrebbero altrimenti puliti ogni 3 settimane.. Nel menu imposto gli strumenti per utilizzare il SOG come velocità barca, e per la profondità uso il cartografico, comunque mi tengo ben lontano dai bassi fondali.

 

Un telo retinato é la soluzione fai da te migliore per avere un pozzetto asciutto e un riparo in caso di pioggia,

POZZETTO ASCIUTTO FAI DA TE

Cerco di mantenere il pozzetto asciutto e impedisco che entri acqua sottocoperta. Lo sprayhood diventa fondamentale per ripararmi dal freddo. Se piove, preferisco ripararmi li e sfruttare l’autopilota piuttosto che stare al timone. Non avendo il tendalino fisso, uso un telone occhiellato impermeabile del tipo retinato,  si è rivelato robusto e indispensabile anche in porto. Rivesto i divani con un telo impermeabile per proteggere le cuscinerie, potendo così appoggiare borse o cerate umide.

ALIMENTAZIONE

Con la giornata corta, nelle mini crociere invernali il tempo per mettersi a tavola in pozzetto non c’è. Con il freddo nessuno ha mai sete, ma bisogna bere più acqua, il vento disidrata. Porto sempre con me un thermos di tè caldo, un po’ di focaccia o torta salata da scaldare in forno. Frutta secca, cioccolata, biscotti… insomma cose semplici e veloci. La pasta anche no: troppo vapore in dinette, e niente stoviglie da lavare.

ABBIGLIAMENTO

Oltre agli strati maglietta, felpa, giacca a vento, berretto, ammetto che stivali e salopette non li ho mai indossati per uscite diurne in crociera,  mentre ho notato essenziale avere una sacca stagna con dei ricambi asciutti e un asciugamano in microfibra, più un sacco per riporre i vestiti umidi. Ciò che indossiamo esposto al salmastro resterà umido, meglio tenerlo fuori dalla barca ad asciugare.

Gli occhiali da sole trasparenti o giallo-notturni sono ottimi per proteggere dagli UV, dagli spruzzi, dal vento e dalla pioggia.

Con l’acqua fredda e vestiti invernali, tutti indossano sempre l’autogonfiabile

SICUREZZA

L’ acqua fredda del mare, o peggio dei laghi in inverno, pone rischi maggiori di ipotermia o shock termico in caso di caduta in acqua, a cui si aggiunge il rischio annegamento dato dal peso dei vestiti bagnati, per cui, giubbotto autogonfiabile in inverno va sempre indossato e longe collegata alla lifeline.

La zattera di salvataggio: Anche se non è obbligatoria per navigazioni costiere entro le 6 miglia, credo sia molto più utile tenerla a bordo che in garage, specialmente in un’uscita invernale.

ORMEGGIO USANDO LE BARCHE DEI VICINI

In inverno ho un vantaggio: i vicini non escono mai! Per cui lascio le mie cime di ormeggi adagiate, sulle loro battagliole, e aggiungo qualche mio parabordo extra appeso alle loro murate. Al rientro, con macchina indietro, recupero la mia cima sopravento dalla loro battagliola,  do’ volta a poppa e dò macchina avanti, contrastando così l’effetto scarrocciante del vento.

Adduglio alla galloccia i bastardini delle trappe, così non si riempono di fango e non si incocciano. Raddoppio infine gli ormeggi a poppa, ciascuno con la sua molla,   e armo i traversini usando una cima dinamica (elasticità del 10%).

 

Trappe di omeggio, avvolgendo il bando alle bitte si arrestano sia la formazione di organismi acquatici che il deposito del sul fondale

 

 

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