La velista Greta Thunberg arriva a Genova su una Classic Boat
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“A bordo si muove come un gatto… si vede che è una che ha navigato tanto“.
La velista Greta Thunberg
La velista Greta Thunberg, 22 anni, è appena scesa dal Grand Soleil 39 “Mirit”, una classic boat di 12,5 metri progetto del 1983 Alain Jezequel. Siamo a Genova, nella Darsena di fronte al Galata Museo del Mare, davanti a una folla urlante in occasione del maxi-sciopero di trasporti, scuola e sanità e che ha coinvolto anche migliaia di attivisti per la Palestina.

Il nostro “insider” è l’armatore della barca, Lucio Ruocco, che ha ospitato a bordo della sua barca la giovane attivista svedese: “In barca parla poco (come i veri marinai), ma di barche se ne capisce“.

A Lucio è bastato poco meno di un miglio per rendersene conto: Greta Thunberg, che ieri è arrivata a Genova, dove ha cenato con alcuni attivisti e portuali del Calp (Collettivo Autonomo Operatori Portuali) e con la relatrice Onu Francesca Albanese, è salita a bordo di Mirit, assieme all’Albanese e a Thiago Avila (l’attivista brasiliano che è stato tra gli organizzatori della Global Sumud Flotilla), sui pontili di calata Mandraccio, nel porto Antico di Genova.

L’imbarcazione ha accompagnato il corteo genovese (a cui Greta ha partecipato in prima mattinata) sfilando via mare, in acque portuali, dal Mandraccio al Galata.
Traversate atlantiche e missioni
Ma noi lo sapevamo già che Greta è una vera marinaia, e ha tante miglia sulle spalle. La Thunberg, che oltre a lottare contro il cambiamento climatico sostiene da tempo la causa palestinese, è stata uno dei volti della Global Sumud Flotilla e ha provato a raggiungere la striscia di Gaza a bordo del ketch “Madleen”, poi fermato dalla marina militare israeliana.

Nel 2019 aveva invece concluso la traversata atlantica, dall’Inghilterra a New York (Usa), a bordo dell’Imoca 60 ”Malizia 2” per prendere parte a un summit sul clima organizzato dalle Nazioni Unite.
Una buona Classic Boat per Greta Thunberg
Per l’odierna manifestazione genovese, Greta Thunberg – lasciatecelo dire – si è scelta una buona barca, una vera propria regina delle Classic Boat: lo chiamavano “Spaghetti Swan” perché aveva la colorazione simile a quella del cantiere finlandese, ma il Grand Soleil 39 dimostra invece come gli italiani fossero in grado di realizzare barche “premium”, con il tocco Made in Italy.

Lungo 12 metri e mezzo e largo 3,76, il design è di quel genio del francese residente in Italia che si chiamava Alain Jezequel. Le sue quotazioni per l’usato oscillano tra i 40 mila e i 50 mila euro per una barca in discrete condizioni, che arrivano fino a 80 mila se è tenuta come un gioiellino…
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12 commenti su “La velista Greta Thunberg arriva a Genova su una Classic Boat”
Ma che fa la Thunberg per mantenersi? È una benestante? Ragazza fortunata.
Molti vengono in Italia tanto sanno che qualsiasi cosa facciano restano impuniti. Ma questa storia non potrà continuare a lungo.
Molto fortunata. Ma non solo fortunata. La Thunberg è cresciuta in una famiglia della media borghesia artistica svedese. Ha cominciato ad attivarsi a 15 anni, promuovendo cause ambientali e civili che sono condivise e sostenute, anche economicamente, da cittadini, associazioni e organizzazioni che ne riconoscono il valore. Il suo impegno non è orientato all’arricchimento economico personale o a fare “la bella vita”. Più volte si è spostata in barca a vela invece che in aereo, anche per ridurre la propria impronta ecologica. Questi sono solo fatti. Buona giornata.
Bel GDV di comunisti radical chic ignoranti.
Greta Thunberg e l’Albanese, bella coppia, complimenti a voi e a tale Ruocco.
Andate a lavorare!!!
Una volta c’era il GdV… ora sembra di leggere l’Unita!
Greta una velista… ma per piacere…
La vela non è uno spot da radical chic… quanta ipocrisia.
Leggo commenti di tante pecorelle. Non di velisti. Di gente che pensa che la vela sia solo regate, crociere e cavolate varie. Greta, piaccia o no, essendo svedese, ha una buona esperienza marinara. E sottolineo marinara. Nel senso che prima che velisti bisogna essere marinai. I marinai non lasciano crepare in mare gente che scappa dalle carestie per esempio. Leggo di gente che la reputa “fortunata”… Fortunati siete voi ad avere gente che mette la propria vita e faccia in gioco, per fare ciò che dovremmo fare tutti.
Molti vengono in Italia tanto sanno che qualsiasi cosa facciano restano impuniti. Ma questa storia non potrà continuare a lungo.
Non c’e’ da essere orgogliosi a scrivere un articolo come questo
Vada via il cul
Sono esterrefatto dello spazio dato ad una “non notizia” dal GdV. Pare Novella 2000!
Per fortuna non si è spinto a pubblicizzare affermazioni faziose della Albanese.
Leggendo i commenti, non solo qui c’e da constatare come siano passati i tempi della vela ai Glenans, del rispetto delle idee e dell’impegno sociale altrui.
Grazie per la cronaca, bella barca e brave quelle donne.
Tutti quelli che hanno scritto quelle brutte parole sono gente da barche a motore