Ouzel: trenta metri di modern classic, all’americana
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Maine, Rockport Harbor. Una vista rara per i tempi recenti: un Maxi varato sulle coste atlantiche d’America, anziché in Europa. E il recupero della tradizione non si ferma qui. Lungo 95 piedi (28.96m) Project Ouzel è infatti uno scafo a dir poco interessante, una commissione d’eccezione realizzata in composito ligneo da Rockport Marine, cantiere che, su progetto di Langan Design Partners, ha creato qui un “modern classic” perfettamente integrato, per concept ed estetica, nella tradizione cantieristica e artigiana del territorio…
Ouzel: trenta metri di modern classic, all’americana
Con il termine “modern classic” si identifica quel filone di scafi che mantiene linee, slanci e volumi legati alla grande progettazione novecentesca, integrando, però, tutte le evoluzioni tecnologiche del presente, dai compositi fino alle evoluzioni tecniche più ricercate. In questo senso, Project Ouzel ne è eccellente esempio, portabandiera dell’intersecarsi di queste due ‘anime’, coniugandole in uno scafo che non è nostalgico, ma una raffinata reinterpretazione tecnologica della tradizione locale…

Concept e costruzione
Nell’ottica di reinterpretare la tradizione, rievocando un’estetica senza tempo, la matita di Langdan Design Partner è andata a creare uno scafo dal profilo deciso, forte di slanci tradizionali e di una tuga bassa particolarmente evocativa d’inizio secolo (XIX). Un complesso, però, che restituisce una pura citazione, con linee effettive in realtà ben diverse da quelle cui guardano.

A livello di progetto, infatti, l’intera carena ha un profilo ottimizzato da studi idrodinamici avanzati, abbandonando così la tradizionale chiglia lunga in favore di una pinna con bulbo e pala appesa separata. Ugualmente moderni, ovviamente, rigging ed piano velico, concepiti appositamente per favorire le lunghe navigazioni oceaniche cui la barca è destinata, ma senza dimenticare performance e velocità, che certamente non vogliono essere sacrificate.
Lungo 28,96 metri e largo 6.25 al baglio massimo, lo scafo è stato realizzato tramite cold-molded wood composite –ovvero una stratificazione incrociata di listelli di abete di Douglas e di cedro rosso, abbinati a fibra di carbonio e tessuti di E-glass e foam cores– un sistema capace di risultare in complessi estremamente resistenti, sebbene leggeri, e capaci di sopportare carichi particalrmente elevati senza deformazioni alcune.

Specialità di Rockport Marine, questa realizzazione in composito aggiunge alle qualità prestazionali e di durabilità della vetroresina, il calore, la silenziosità e il comfort tipici delle costruzioni linee, richiedendo però una manutenzione decisamente inferiore rispetto ai sistemi tradizionali in fasciame.

Eredità
Complessivamente, però, questo varo tecnico va oltre il singolo scafo. Avvenuto in una regione –quella del Maine e del New England– la cui cultura cantieristica è indiscutibile, la riuscita di questo progetto si fa anche simbolo di una vitalità e di una visione importanti, capaci di sottolineare come –anche costruendo ai massimi livelli– la cultura progettuale possa evolvere senza rinnegare le sue radici, offrendo a cantieri –anche regionali– vetrine internazionali non indifferenti.

Woodwinds, un Modern Classic per innamorarsi (di nuovo) della vela
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