Classic Cult | Dublin Bay 21, orgoglio irlandese ‘vecchia scuola’ 

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Dublin Bay 21
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Come rendere accessibile, senza snaturarla, l’essenza della regata di classe?
Una sfida complessa, ma egregiamente raccolta da Alfred Mylne e dal Dublin Bay Sailing Club che, nel 1902, offrono una risposta a dir poco lucida, oggi icona cult della vela Irlandese: il Dublin Bay 21. Nato dalla precisa volontà di ‘democratizzare’ la vela d’altura in acque dominate da tradizioni profonde e istituzioni ‘ingombranti’, nasce così uno scafo che va oltre il mero esercizio stilistico, manifestandosi in una classe a dir poco eccezionale, oggi un cult. Capace di resistere alle mode e alle spinte tecnologiche, non per niente, si tratta di un  caso unico nella storia dello yachting internazionale: la classe di cruiser-racer one-design più antica al mondo.

Classic Cult | Dublin Bay 21, orgoglio irlandese ‘vecchia scuola’ 

Originariamente ad armo aurico completo di controranda (jackyard topsail), lungo 9.90 metri (32’6”), il Dublin Bay 21 nasce nel 1903 dando vita a una classe di 7 scafi, le ‘Sette Sorelle’. Sono Estelle, Garavogue, Naneen, Maureen, Oola, Inisfallen e Geraldine –cuore pulsante di una classe destinata a conquistare il cuore d’ogni velista dublinese. Ma la vera conquista del DB21 è da trovarsi altrove: a centoventi-erotti anni dal primo varo, quella di Mylne non risulta solamente Classe ancora attiva –già di per sé eccezionale– ma sarà anche presto nuovamente completa di ogni scafo… Con cinque Dublin Bay 21 naviganti e due in restauro, si tratta di un caso unico, primato di cui la vela irlandese può andar più che fiera.

Dublin Bay 21
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Dublin Bay 21 | Genesi e Vita Operativa

Eccezionale rappresentazione di una monotipia di primo Novecento, il Dublin Bay 21 viene appositamente concepito per coniugare prestazioni ed equità, dando vita ad uno scafo che, senza perdere in eleganza, sapesse essere contemporaneamente performante e accessibile, offrendo comunque spazio per l’occasionale crociera.
Costruita tra il 1903 e il 1908, nasce così come classe azzeccatissima, eccezionale in bolina e particolarmente marina, presto vero e proprio orgoglio del paesaggio marino irlandese, dove rimarrà di casa per diversi decenni a seguire, sopravvivendo agli anni della grande crisi prima e al secondo conflitto mondiale poi. Saranno però gli anni Sessanta a dare lei una prima e vera battuta d’arresto.

Dublin Bay 21
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Nel 1964, infatti, nel tentativo di  ammodernare la classe, si decide di sostituire l’armo aurico originale con uno bermudiano, sostituendo quindi anche l’albero con una variante riprogettata e realizzata in alluminio. Una scelta, a posteriori, poco lungimirante. Da un lato capace infatti di portare subitanee nuove prestazioni, dall’altro lato, il cambio di armo e rig impone nuove sollecitazioni agli scafi, sollecitazioni, peraltro, eccessive, che inevitabilmente danneggiano le strutture, segnando l’inizio della crisi. Saranno però gli anni ‘80 a definirne il declino.

Nel 1986, infatti, l’uragano Charley infligge un colpo fatale alla classe: due barche affondano, le regate cessano e le rimanenti cinque DB21 vengono ricoverate presso il cantiere Tyrrell di Arklow, dove rimarranno relegate per oltre trent’anni.

Dublin Bay 21

Dublin Bay 21 | Rinascita

Per oltre trent’anni, le “Sette Sorelle” riposano abbandonate, sospese tra memoria e oblio. Eppure, dove la tradizione sembra a rischio, interviene la passione. Dall’iniziativa di Hal Sisk e Fionán de Barra, insieme ad un ristretto nucleo di appassionati e storici, a trent’anni dal ricovero prende forma nuova vita: una delle rinascite più inattesa e significative della vela irlandese.
Nel 2017 nasce ufficialmente la Dublin Bay 21 Footer Class Association, una realtà che raccoglie competenze, entusiasmo e risorse per affrontare un progetto di restauro ambizioso e totalmente votato alla tutela filologica. La priorità è chiara: non si tratta solo di riportare a galla degli scafi, ma di rivitalizzare un patrimonio tecnico e sociale, restituendo alla Baia il suo monotipo originale, nella configurazione più autentica e rispettosa possibile.

Dublin Bay 21

Alla guida delle operazioni viene chiamato Stephen Morris, maestro d’ascia del Kilrush Boatyard, cui spetta il compito di ricostruire ogni barca, partendo dalle componenti originali rimaste e integrando le tecniche più evolute del restauro. Ovviamente, con la massima fedeltà ai disegni di Alfred Mylne e ai materiali originali conservati, armo compreso, rigorosamente aurico (però volta privo di topsail e spinnaker, a tutela della robustezza e manovrabilità). 

Dublin Bay 21


Contemporaneamente, la Classe viene organizzata secondo rigidi criteri associativi. Tra i più rilevanti: la proprietà degli scafi è collettiva, la gestione condivisa tra i membri, le barche ruotano nei turni di utilizzo e si promuove una cultura partecipativa  di “custodia attiva” capace di coinvolgere velisti, storici, tecnici e il pubblico locale.
Ad oggi le regate sono riprese e cinque scafi sono tornati in acqua—Geraldine, Oola, Estelle, Naneen, Garavogue—mentre Maureen e Inisfallen sono in fase di completamento, pronte a restituire al golfo irlandese il suo spettacolo originario.
Ma la rinascita del Dublin Bay 21 va oltre: non si tratta di un semplice salvataggio, bensì di una più vasta operazione  di tutela della memoria collettiva. Un esempio, forse, a cui guardare con attenzione

Badge della Dublin Bay 21 Footer Class Association

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