Cosa resterà di questa Coppa America a Napoli?
IL REGALO PERFETTO!
Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Il motivetto di una canzone che faceva la stessa domanda sugli Anni ’80 mi ronza in testa, mentre salgo nell’Aula Magna dell’Università Federico II, in via Partenope a Napoli. Vado all’incontro Motore Italia – Edizione America’s Cup organizzato da Milano Finanza, passando tra un centinaio di contestatori venuti da Bagnoli e le forze di polizia schierate a protezione dell’Ateneo.
Coppa America a Napoli
L’invito recita: “… un evento di alto profilo, arricchito dalla partecipazione di istituzioni, imprenditori, stakeholder e voci autorevoli del territorio”. Tra cui il sindaco Gaetano Manfredi, i Ministri di turismo, dello Sport e dei Giovani, l’attuale e l’ex presidente del CONI, il presidente di Sport e Salute, il vicepresidente della Regione … Ma quasi tutti recitano in remoto: “Buonasera, mi spiace non essere con voi, l’America’s Cup è la regata più antica e importante del mondo, una grande opportunità per Napoli e la Campania”. Qualcuno si distingue chiudendo il video con un Viva l’Italia, ma niente di più. Sentito uno, sentiti tutti.

Due le “istituzioni in presenza”: il vicepresidente della regione Fulvio Bonavitacola, e il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, che ha raccontato la genesi dell’AC a Napoli ed era disposto a scendere per dialogare con i manifestanti. Ma due contestatrici lo anticipano, erano nascoste tra il pubblico e si rivelano urlando che non è la Coppa in contestazione, ma quello che rimarrà sul territorio, cioè nulla per migliorare le condizioni degli abitanti. Il Ministro rimane calmo, affabile, vorrebbe approfondire ma le due signore vengono allontanate con cortese fermezza.
È il turno del Vicepresidente della Regione Bonavitacola: “Cosa faremo per la Coppa? Meglio dire quanto già fatto: abbiamo costruito le condizioni per ospitarla, ripulendo Napoli dai suoi stereotipi negativi, e vi abbiamo pure dato i soldi per organizzarla”!
Credo che almeno in parte abbia ragione, vediamo i numeri a oggi:
– il costo dell’evento velico, stimato in 100 milioni di euro, è perlopiù coperto dallo Stato;
– il Programma di Risanamento Ambientale e Rigenerazione Urbana (PRARU) per Bagnoli-Coroglio ha uno stanziamento di 1,218 miliardi di euro attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC); da questa cifra il Ministero delle Infrastrutture ha impegnato, in vista dell’AC, 152 milioni per opere a terra e a mare, e 65 milioni per l’accessibilità. Vale a dire che parte degli interventi previsti per la Coppa anticipano quelli del piano di riqualificazione di Bagnoli, progettati per essere permanenti e coerenti al contesto più ampio.
Cosa resterà (speriamo) della Coppa America a Napoli
Ma allora, cosa resterà dell’America’s Cup (e non American, mi raccomando “autorevoli voci del territorio”)? Anche se non c’è nulla di certo, proviamo a fare un elenco:
- opere di bonifica di terra e messa in sicurezza dei fondali
- parco urbano e water front (aree verdi, passeggiate)
- strutture tecniche non smantellate dopo l’evento, convertibili in centri per sport d’acqua
- porticciolo/strutture ricettive.
Troppo ottimismo? Forse, ma metterei la firma anche per spuntare, entro giugno 2026, il solo, indispensabile punto 1.
Fabio Ratti
Condividi:
Sei già abbonato?
Ultimi annunci
I nostri social
Iscriviti alla nostra Newsletter
Ti facciamo un regalo
La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!
Può interessarti anche

Sarà la prima Coppa America… senza America. Arriva il “non ci stiamo” degli statunitensi
Sono ore cruciali per l’America’s Cup, che entro il 31 ottobre vedrà chiudersi la finestra temporale per l’iscrizione dei nuovi sfidanti, e che incassa in queste ore il NO di American Magic, che con un secco annuncio ha dichiarato che

Rivoluzione America’s Cup, nasce AC Partnership: ecco come cambia la Coppa
Scadenza delle iscrizioni il 31 ottobre, inizio della America’s Cup Partnership a partire dal 1 novembre, è questo il crono programma che si è data la Coppa America e che vedrà nelle prossime settimane una svolta, vedremo se in bene

Torna Il Processo alla Coppa America: tutto quello che c’è da sapere su Napoli 2027
La Coppa America a Napoli sarà l’evento velico clou del 2027, e uno degli appuntamenti sportivi più importanti che si siano mai disputati in Italia. L’attesa è tanta, l’entusiasmo del pubblico italiano, visti i precedenti dei Louis Vuitton Act di

Come sarà la Coppa America a Napoli. Intervista al “capo” di Team New Zealand Matteo De Nora
Nella storia recente dell’America’s Cup un uomo come lui mancava. Ho visto velisti come John Bertrand, Dennis Conner o Jimmy Spithill dedicare la vita alla Coppa, spinti dalla sola passione per la vela, o un progettista come Ben Lexcen vendere










5 commenti su “Cosa resterà di questa Coppa America a Napoli?”
Perché non si fa qualcosa affinché i tanti velisti appassionati possano accedere ad un prezzo modico con la propria imbarcazione all’area interessata dall’evento? Non si tratta di un paio di giorni ma di una permanenza lunga; chi viene da lontano e sposa l’avventura di vedere l’AC con la propria barca è spesso costretto a rinunciare per il costo esorbitante dei Marina locali o per l’assenza di posti barca. Credo che i velisti dovrebbero essere i primi ad essere agevolati per un evento velico di questa portata.
cari velisti le opere a mare per realizzare un porto per mega imbarcazioni a motore (non sembra che ci siano indicazioni sull’esclusivo approdo dei natanti a vela ..) con i dragaggi previsti metteranno in circolazione sedimenti altamente inquinanti derivanti dalla pluriennale attività del centro siderurgico non a caso l’area di Bagnoli è stata clossificat ape rlegge come S.I.N. Sito di interesse nazionale per la pericolosità delle contaminazioni presenti. Con la scusa della Coppa America molti interessi certamente non legati allo sport e alla salute stanno forzando le procedure legali per ottenere la definitiva non rimozione della colmata sede degli inquinanti più impattivi un nuovo porto per “magnati” compromettendo la salute dei napoletani e il loro diritto ad un accesso al mare non inquinato. La Coppa America è benvenuta ma realizzarla in questo modo è atto criminale.
Buongiorno mi chiamo Carmine e ho un cantiere di barche,vorrei “spero” più servizi e un affluenza di strutture migliori per noi del settore e dei clienti stessi,perché Napoli è circondata dall’80% dal lavoro nautico.Chiedo però alle istituzioni competenti di coinvolgere noi del settore in questo grande evento che ci servirà anche per il futuro per la nostra città.
cari velisti le opere a mare per realizzare un porto per mega imbarcazioni a motore (non sembra che ci siano indicazioni sull’esclusivo approdo dei natanti a vela ..) con i dragaggi previsti metteranno in circolazione sedimenti altamente inquinanti derivanti dalla pluriennale attività del centro siderurgico non a caso l’area di Bagnoli è stata clossificat ape rlegge come S.I.N. Sito di interesse nazionale per la pericolosità delle contaminazioni presenti. Con la scusa della Coppa America molti interessi certamente non legati allo sporte alla salute stanno forzando le procedure legali per ottenere la definitiva non rimozione della colmata sede degli inquinanti più impattivi un nuovo porto per “magnati” compromettendo la salute dei napoletani e il loro diritto ad un accesso al mare non inquinato. La Coppa America è benvenuta ma realizzarla in questo modo è atto criminale.
Buongiorno sono 40 e passa anni che si parla di riqualificare Bagnoli e non si è mai fatto nulla . L’auspicio e’ che sia la volta buona ! A Napoli e dintorni c’è bisogno di nuove Marine …. Facciamone almeno una a Bagnoli bella,organizzata ma soprattutto legalizzata e a prezzi calmierati. Vado per mare da quando ero ragazzo e di Marine in Italia e all’estero ne ho viste tante. Spero di vederne realizzata almeno una prima di quando non sarò più in grado ( per vecchiaia) di gestirmi una barca. Grazie