La Chiesa più avanti dello Stato: Papa Leone XIV istituisce l’Apostolato del mare
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Con un documento ufficiale, lo scorso 13 novembre il Pontefice Papa Leone XIV ha istituito il nuovo organismo che avrà il compito di promuovere la cura pastorale della “gente del mare”.
Nasce l’Apostolato del Mare
Mentre in Italia non esiste ad oggi un vero e proprio Ministero del Mare, ci pensano la Chiesa e il Vaticano ad essere più lungimiranti e vicini, almeno a livello spirituale, al popolo dei naviganti. È stato infatti proprio Papa Leone XIV lo scorso giovedì 13 novembre a istituire con un documento ufficiale (chirografo) il cosiddetto “Apostolato del mare” come organismo centrale per coordinare tutte le attività di assistenza pastorale rivolte alla “gente del mare”: naviganti, marittimi, famiglie e tutte le persone le cui vite sono legate alla navigazione e alla pesca su mari, fiumi e laghi.

Con lo stesso atto il Pontefice ha approvato lo Statuto che regola il funzionamento dell’organismo, conferendogli personalità giuridica all’interno della Chiesa cattolica.
Chiesa e naviganti, un legame antico
Da lungo tempo la Chiesa a livello internazionale accompagna la gente del mare, intesa come naviganti, i marittimi e le loro famiglie. Già prima del 1900 esistevano diverse iniziative missionarie cattoliche per fornire assistenza spirituale, sociale e materiale agli equipaggi che facevano scalo nei porti di Londra, Bootle, Montreal, New York, New Orleans e Sydney. Già in Francia, nel dicembre 1894, gli Agostiniani dell’Assunzione avevano fondato la “Società delle Opere del Mare”, per fornire assistenza medica, materiale, morale e religiosa ai marittimi francesi e di altre nazionalità, soprattutto a quelli che praticavano la pesca d’altura al largo dell’Islanda, sui banchi di Terranova, nelle Isole Faroe.
Più tardi, alla fine degli anni 1890, i membri della Società di San Vincenzo de Paoli iniziarono la visita regolare delle navi in numerosi porti della Gran Bretagna. Ma fu solo agli inizi degli Anni ’20, e precisamente nel 1922, che l’attività dell’Apostolato del Mare internazionale, così come la conosciamo oggi, venne ufficialmente approvata Sede Apostolica.
I compiti dell’ente: assistenza, orientamento e formazione
Oggi nel 2025 arriva la costituzione dell’Apostolato del mare, un organo centrale e di coordinamento che, come ha sottolineato lo stesso Papa Leone XIV, nasce dal “vivo desiderio che la cura spirituale della Chiesa nell’ambito della pastorale del mare possa continuare con entusiasmo e generosità”. Secondo lo Statuto l’Apostolato del mare gode della personalità giuridica canonica pubblica ed ha sede all’interno dello Stato della Città del Vaticano. Canonicamente dipende dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha un presidente eletto dall’Assemblea Generale che non può ricoprire la carica per più di due mandati.
A livello di compiti, l’Apostolato del mare coordinerà l’azione delle realtà pastorali locali istituite dalle Conferenze Episcopali con territorio marittimo, fluviale o lacustre, promuovendo l’attenzione delle medesime Conferenze Episcopali e offrendo loro orientamenti pastorali, occasioni formative, accompagnamento e sostegno alle iniziative a favore di persone e comunità dedite alla navigazione, alla pesca e alla cura dei relativi ambienti.
Insomma, in attesa che il tanto famigerato “Piano del Mare” (qui le nostre proposte concrete) voluto dal governo italiano diventi effettivo ed efficiente a livello pratico, per il momento marinai e naviganti possono contare almeno su un supporto spirituale. E guardandosi intorno, ce ne vuole parecchio…
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