Crociere da incubo: cosa sta succedendo alla piattaforma Boataround?
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Un numero crescente di velisti ha subito esperienze negative con l’agenzia di charter online Boataround, con barche non consegnate, pagamenti trattenuti e rimborsi mancanti. Le analogie con il caso Zizoo e l’importanza di affidarsi agli operatori affidabili quando si affitta una barca.
Il richiamo del mare aperto e la promessa di una crociera indimenticabile a bordo di una barca a vela possono trasformarsi rapidamente in una cocente delusione se s’incappa in operatori poco affidabili e pratiche di mercato tanto aggressive quanto ai limiti della legalità.
Il caso Boataround
Negli ultimi mesi capita per esempio che l’agenzia di charter online Boataround, uno dei più grandi operatori del settore con sede in Slovacchia, stia attirando l’attenzione dei velisti con offerte super allettanti ed extra sconti che arrivano fino al 45 per cento. Tuttavia, dietro a queste promozioni si nascondono, secondo diverse segnalazioni, una serie di problemi per gli utenti: barche prenotate che non vengono consegnate a causa di mancati pagamenti, modelli di cabinati sostituiti all’ultimo minuto senza preavviso, vacanze rovinate da stress e timore di essere stati truffati. Di fronte alle proteste dei clienti, Boataround adduce scuse vaghe, presunti problemi ai sistemi informatici e relativi ritardi nei pagamenti, alimentando ulteriore confusione e frustrazione. Cosa sta succedendo?
La disavventura di Marcus: vacanza in Grecia a rischio
A gettare luce per prima sul caso Boataround è stata la testata tedesca Yacht.de con un articolo a firma di Jochen Rieker dal titolo “Attenzione ai fornitori di charter online poco affidabili!” pubblicato il 10 novembre. Nel testo vengono riportate una serie di testimonianze dirette su esperienze di noleggio a dir poco da incubo.
Come è capitato per esempio a Marcus Neumüller, un medico austriaco appassionato di vela che voleva trascorrere una settimana in Grecia con tre amici a metà di ottobre 2025. Ad agosto aveva trovato online un Bénéteau di 40 piedi vicino ad Atene che aveva solo un anno di vita. Secondo l’offerta pubblicizzata da Boataround la vacanza doveva costare 2.600 euro, compreso uno Stand Up Paddle da utilizzare nelle soste. Allettato dall’offerta, Marcus ha prenotato e trasferito l’intero importo del noleggio lo scorso 24 agosto, dopo avere ricevuto conferma della prenotazione.
Tuttavia, appena un giorno prima della partenza, ha ricevuto di punto in bianco una notizia inquietante. Un compagno di viaggio che era arrivato in Grecia in anticipo era stato informato dall’operatore della flotta di Alimos che la barca non sarebbe stata consegnata. Il motivo: Boataround non aveva pagato l’ultima rata di 1.200 euro, nonostante fosse stata pagata da tempo. “Abbiamo spesso questo tipo di problemi con loro”, ha confessato l’operatore greco all’equipaggio deluso e amareggiato.
Stress e rabbia inaccettabili per una crociera
Quella che è seguita per Marcus Neumüller e il suo gruppo di amici è stata a quel punto una corsa contro il tempo, accompagnata da rabbia e dalla preoccupazione di dover pagare nuovamente l’ultima rata per ottenere lo yacht a noleggio. Tramite e-mail, telefonate e la collaborazione dello stesso operatore della flotta, hanno chiesto a Boataround di adempiere immediatamente ai propri obblighi contrattuali. E la pressione ha avuto effetto. Nel pomeriggio, l’agenzia slovacca ha finalmente trasferito l’importo in sospeso, appena un’ora prima della scadenza del termine finale.
“Nessuno ha bisogno di questo tipo di stress in vacanza! – ha dichiarato Marcus Neumüller – e dopo questa esperienza di certo non prenoterò più con Boataround. Ci sono molte altre agenzie e certificate e apprezzate per la loro qualità. Noi siamo stati semplicemente accecati dal prezzo vantaggioso dell’offerta”.
Altri casi di barche mancanti e rimborsi fantasma
In realtà Neumüller e il suo equipaggio sono stati fortunati. Altri clienti di Boataround sono andati incontro a esperienze peggiori: barche prenotate che non erano più disponibili, rimborsi promessi e mai arrivati, sconti pubblicizzati sulla homepage del sito ufficiale che poi si sono rilevati ingannevoli.
Un altro cliente della compagnia, Nico Gast di Neuenhagen, vicino a Berlino, ha avuto una serie di spiacevoli sorprese. Aveva prenotato e pagato un acconto per un catamarano di 14 metri tramite Boataround per un viaggio da fare a settembre 2025. Poiché il catamarano non era disponibile nel periodo desiderato, gli è stato offerto in sostituzione un modello della concorrenza delle stesse dimensioni. Nico ha quindi pagato le ultime due tariffe di noleggio in luglio e agosto ed è arrivato il 27 settembre pieno di aspettative.
Segnalazioni, email e proteste inascoltate
Tuttavia, anche a lui e al suo equipaggio all’ultimo momento è stata negata la barca sostitutiva perché l’ultima rata non era stata inoltrata. Il responsabile della base ha quindi annullato il contratto e ha noleggiato il 46 piedi ad altri clienti. In questo caso Boataround ha offerto in sostituzione un catamarano di 40 piedi molto più piccolo, che però non sarebbe stato disponibile fino al giorno successivo e si trovava a circa 180 miglia di distanza. In questa assurda situazione, Nico Gast è stato costretto ad accettare lo scambio, quindi ha noleggiato un’auto ed è partito con il suo equipaggio.
I costi aggiuntivi per l’auto e il giorno di navigazione perso non gli sono stati rimborsati, così come la differenza di 906 euro per il noleggio della nuova barca. L’agenzia peraltro ha risposto alle contestazioni solo quando Gast ha fissato una scadenza fino alla fine di ottobre minacciando di presentare una denuncia se il termine non fosse stato rispettato.
Il velista avvocato e la causa: quando la pazienza finisce
Un caso simile è accaduto anche a Florian Koschel, avvocato di professione e velista nel tempo libero. La sua prenotazione è stata cancellata un giorno prima del volo per Corfù con il pretesto deliberatamente falso che la cancellazione era colpa della società di charter e non poteva essere influenzata da Boataround. Ancora peggio, gli hanno offerto un’alternativa molto più costosa da qualche altra parte in Grecia. Dopo una telefonata con la società di charter locale, si è scoperto che il canone di noleggio non era stato completamente inoltrato, anche se a quel punto lo yacht era stato pagato da settimane.
Florian sta ancora aspettando un rimborso da quasi due mesi. E dopo che diverse richieste e scadenze sono state ignorate, ha deciso di fare causa nei confronti della sede di Boataround in Germania e della società madre slovacca.
Strategie aggressive e sul filo della legalità
Insomma cosa sta accadendo e come si spiegano tali comportamenti da parte di un operatore del settore così grande e fino a oggi autorevole? L’ipotesi più accreditata, ma al momento ancora tutta da verificare, è che Boataround stia procedendo a due precise strategie di mercato. La prima è il cosiddetto “price dumping”, una pratica commerciale predatoria (anche se legale) che consiste nel vendere crociere a un prezzo inferiore rispetto al mercato standard, anche a costo di subire perdite. Sull’home page dell’agenzia tali offerte vengono chiamate ”Early bird”. L’obiettivo in questo caso è conquistare quote di mercato, eliminare la concorrenza locale e creare un monopolio per poi aumentare i prezzi una volta raggiunto il controllo del mercato.
L’altra pratica che potrebbe essere attuata da Boataround è il cosiddetto “bait and switch” che consiste nel proporre un’offerta di crociera fuorviante per attirare il cliente che crede di acquistare un prodotto a condizioni vantaggiose. Quando poi il cliente deve ritirare materialmente la barca, gli viene mostrato un cabinato diverso, spesso a un prezzo più alto o con qualità inferiore. L’obiettivo è ottenere un profitto ingiusto sfruttando la buona fede del consumatore che spesso si sente costretto ad acquistare il prodotto “alternativo” per non aver sprecato il tempo e lo sforzo dedicato. Sembra infatti che Boataround promuoveva fino a qualche settimana fa delle cosiddette “offerte segrete” con fino al 50 cento di sconto. Offerte in cui il cliente poteva solo specificare il tipo di barca, la zona e la durata del viaggio, ma non aveva alcuna garanzia su quale barca avrebbe effettivamente ottenuto alla fine e da quale base. Una sorta di appuntamento al buio con la barca. Tale pratica non solo è selvaggia, ma è anche illegale perché si basa su operazioni ingannevoli che inducono in errore i consumatori per ottenere un profitto ingiusto a loro danno.
Boataround, una start up diventata un gigante del mercato
Si tratta di comportamenti che se accertati sarebbero abbastanza clamorosi e paradossali per un’azienda che negli ultimi anni ha rappresentato un vero modello di business nel settore del charter. Fondata nel 2016 da due ex manager di Booking, il Ceco Pavel Přibiš e la Slovacca Jana Escher, Boataround è diventata in pochi anni la piattaforma online leader del charter nautico basata sull’idea di rendere accessibile a tutti l’esperienza in barca, con sistemi di prenotazione e pagamento semplici e veloci, una rigorosa selezione delle flotte sparse in tutto il mondo e un servizio di assistenza e customer care di alto livello. Il tutto basato sulla centralità dell’utente. Un progetto tanto ambizioso quanto innovativo che ha attirato anche importanti investitori, come il gruppo slovacco Investment Holding (SIH) e la piattaforma di “crowd-investing” Slovacca e Ceca Crowdberry che hanno finanziato Boataround con oltre 2 milioni di dollari.
Ad oggi Boataround gestisce una flotta mondiale di quasi 30.000 barche tra catamarani, barche a vela e houseboat in oltre 2.500 marine dislocate in 102 Paesi. Il suo portfolio di operatori annovera 7.862 compagnie di charter locali. Insomma, una start up di successo che in pochi anni ha rivoluzionato il settore ed è diventata un colosso che c’entra con strategie di marketing scorrette e presunte truffe?
Trustpilot: tra recensioni positive e lamentele
A dispetto dei recenti spiacevoli episodi su Trustpilot, portale leader nelle recensioni dei clienti, Boataround continua al momento a godere di una buona valutazione. La stessa agenzia pubblicizza il suo servizio con 4,5 stelle su 5 possibili. Le recensioni più recenti, spesso inviate in forma anonima, sono tutte buone. Tuttavia, chi si prende la briga di dare un’occhiata alle valutazioni a una stella troverà decine di recensioni negative, con un aumento significativo a partire dal mese di agosto.
Non sono poi solo i clienti a lamentarsi sul web. Alcuni degli operatori charter che da anni collaboravano con Boataround negli ultimi mesi hanno interrotto la partnership con l’agenzia. Il motivo? Fiducia interrotta, ritardi ingiustificati, clienti insoddisfatti e reputazione a rischio.
Il precedente caso dell’agenzia Zizoo
Le recenti vicissitudini di Boataround ricordano un altro caso simile capitato nel 2024 a un’altra agenzia di charter online lanciata con decine di milioni di denaro degli investitori e standard elevati: Zizoo. La start-up con sede a Vienna e direzione a Berlino aveva trattenuto per mesi le tariffe dei charter ai clienti nel 2023, prima che la frode venisse scoperta all’inizio dell’anno scorso e venisse avviata una procedura di insolvenza in entrambe le sedi.
Zizoo aveva l’obiettivo di monopolizzare il piccolo mercato dell’intermediazione di barche a noleggio, ancora dominato da molte aziende a conduzione familiare, in modo simile a come Booking.com domina il mercato globale dei viaggi. Con un sito web facile da usare, un marketing aggressivo e sconti elevati, volevano rubare la scena alle agenzie tradizionali e agli operatori di flotta. Ma hanno bruciato denaro più velocemente di quanto abbiano guadagnato quote di mercato. E a quanto pare i fondi dei clienti sono stati utilizzati per coprire le spese operative anziché essere trasferiti tempestivamente ai proprietari di yacht. Un caso che, a quanto pare, è ancora oggetto di indagine.
Trasparenza e fiducia per un futuro sereno nel charter
Speriamo che il caso di Boataround si risolva al più presto e al meglio. Il mondo del charter è in continua crescita quanto a qualità dei servizi e casi del genere non fanno che generare confusione e smarrimento tra gli utenti. Occorre poi tanto tempo da parte delle agenzie che lavorano in modo corretto per ripristinare la fiducia verso i propri clienti. Trasparenza, protezione del deposito a garanzia, conti clienti e pratiche eque devono essere il pilastro di questo tipo di mercato. Legge, tribunali e avvocati a parte, i velisti stessi, per spirito di condivisione, si scambiano informazioni e si mettono in guardia reciprocamente dagli operatori scorretti.
Ma al tempo stesso segnalano anche crociere riuscite, agenzie di qualità e servizi super efficienti. Ed è questa soddisfazione generalizzata per fortuna che nel mercato del charter a vela ancora oggi va per la maggiore. Bisogna assolutamente seguire questa rotta…
David Ingiosi
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