Classic Boat Club | S&S: 8 cult sotto il segno di Sparkman & Stephens
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1931, la Transatlantic Race è vinta da Dorade. Si tratta del progetto #7 del neonato studio Sparkman & Stephens, fondato nel 1929 da Drake Sparkman –noto broker marittimo– e Olin Stephens –giovane e promettente progettista navale. Una vittoria d’eccezione e, per lo studio, il trampolino di lancio verso l’Olimpo della vela… Da qui nascerà la leggenda e, con lei, l’iconica sigla: S&S… ed è da questa che partiamo oggi, guardando ai cult che, di questa appunto, si fanno rappresentanti nel Registro Ufficiale del Classic Boat Club…
Classic Boat Club | S&S: 8 cult sotto il segno di Sparkman & Stephens
Per arrivare a noi però, alle Classic Boat, il salto in avanti è lungo e, dall’atlantico, ci porterà agli anni ‘60 del Bel paese, agli anni della prima serie in vetroresina e agli anni del RORC. Da qui, tramite lo IOR e i one-off, torneremo così a nord, non in america, bensì sù per Manica e Paesi Bassi, arrivando alla Finlandia… per tornare, alla fine, qui nel Bel paese. Da Benello a Nautor, da Carlini a Royal Huisman, ecco a voi otto scafi S&S d’eccezione, progetti iconici dello studio ed eccellenti milestones di una storia ormai quasi centenaria…

S&S nel Classic Boat Club: gli anni ‘60
A portarci di qua dell’Atlantico troviamo Benello che, a metà anni ‘60, commissiona un progetto d’eccezione, futura pietra miliare della cantieristica italiana e mediterranea: il Gaia.
Cabinato competitivo e robusto, pensato per le regate d’altura e per la crociera, prende così forma il progetto Sparkman & Stephens #1710, dando vita ad una serie di sloop in vetroresina estremamente innovativi, destinati ad esser prodotti in oltre 50 unità, inoltrandosi abbondantemente anche nel decennio successivo. Apprezzatissimi e qualitativamente eccellenti, i Gaia riuscirono nel loro scopo, dando vita ad esemplari d’eccezione quali Nelly, varato nel ‘67 e plurivincitrice tra Mediterraneo e Oceano per l’intero periodo 1967-1975.

Dopo il progetto dei brillanti Gaia, nel 1968 un altro progetto S&S prende forma in Italia, questa volta presso i Cantieri Carlini di Rimini, allora punto di riferimento per lo studio. Commissionato da Charles Holland –trasferitosi in Italia dopo il secondo conflitto mondiale (ex British Special Operations Executive e Devil’s Brigade canadesi operativo in Italia)– si tratta del progetto numero #1922, un eccellente One tonner RORC ispirato dai precedenti successi S&S Roundabout e Clarinet. Sarà, ovviamente, Ojalà –oggi Golondrina, la due volte Campionessa One Ton del Mediterraneo (1970, 1971), nonché prima classificata alla Giraglia 1971… da qui, con il cambio dei tempi, Golondrina passerà poi di mano, riscoprendo le boe solo negli anni ‘90, quando conquisterà una ventina di podi importanti in poco più d’un decennio.

Lo stesso anno di Ojalà porta in Italia un altro progetto S&S destinato alla grande serie ed al successo. Sarà il disegno #1930 dello studio, il Freya. Dietro il progetto, di nuovo, una richiesta lungimirante di Benello, che individua in questo sloop un prima classe d’altura idoneo anche alla crociera. Elegante, veloce e di qualità, Benello firma così una seconda milestone, dando vita ad uno scafo a dir poco esemplare. Eccezionale, in questo senso, l’esemplare nel nostro Registro Ufficiale, Taotaj, varato però nel ‘76.

S&S nel Classic Boat Club: gli anni ‘70 (1)
Con gli anni ‘70 la progettazione navale cambia e, con lei, prendono forma nuove formule, sparagliando carte e giochi al pari di quanto non successe nel ‘65 con il Rabbit di Carter. Sarà però Peterson, nel ‘73, a far cambiare ora il gioco. In questo panorama, però, nuove scuole e cambiamento già si sentono nell’aria e Holland, per restare competitivo, commissiona ad S&S un nuovo progetto. Sarà il disegno #2143, concepito nel 1972 e varato in quel fatidico 1973: Ojalà II. Costruita in alluminio –ora presso Royal Huisman, nei Paesi Bassi– come la precedente, anche Ojalà II sarà un elegante One Tonner, ma a quella fatidica One Ton Cup, poco potrà contro le due grandi rivelazioni di Porto Cervo: Ydra, timonata dall’ammiraglio Straulino, e Ganbare, l’innovativo scafo di Peterson, da poco uscito dallo stesso studio S&S…

Contrapposta allo spirito puramente competitivo richiesto dalla commissione di Holland, la metà anni ‘70 vede un’altra eccellente commissione, destinata a riverberare nel mondo della regata ben oltre quanto il primo sguardo potrebbe suggerire. È il progetto S&S #2201, su commissione finlandese: è lo Swan 47 –entra in campo Nautor Swan, di cui S&S è già firmataria di una decina di modelli. Con lo Swan 47 –di cui Grampus due è testimone a Registro– S&S e Nautor firmano un capolavoro, uno scafo non solo elegante ed eccellente per la crociera, ma incredibile anche in regata, tanto da soppiantare un’altra commissione firmata S& – il NYYC 50– e diventando la base per il NYYC 48, fondamentalmente, uno Swan 47 super-tirato. E questo non sarà l’unica deriva del 47’…

Appunto –dalle odierne sponde del Regno Unito, di là della Manica– un’altro S&S da regata e nato in Italia si affaccia al Classic Boat Club: è il progetto #2222 C2 dello studio, per alcune scelte, sebbene più piccole, ispirato appunto dal 47’. Voluto da Torquato Gennari, varato nel 1976, si tratta di Tramp of Airlie, uno di tre scafi disegnati quali contender per la squadra italiana dell’Admiral’s Cup del ‘77. Realizzata in alluminio dall’Officina Meccanica Navale di Pesaro, eccellente per linee e concezione, sarà però parte di un’avventura sfortunata, rimanendo, insieme con le consorelle –Prospect of Whitby IV e Dorothea– esclusa dalla selezione.

S&S nel Classic Boat Club: gli anni ‘70 (2)
Tornati in Italia, un altro cantiere –già negli anni ‘60, come del resto Benello– si era confrontato con lo studio S&S, dando vita a capolavori indiscussi: Alpa, capace di sfornare con eccellenze quali il 12.70… È così sull’onda di questi successi che, nel 76, alpa torna alla ribalta commissionando ad Olin Stephens il progetto #2242: sarà l’Alpa A34, eccellente scafo da crociera veloce, ultimo modello prodotto dal cantiere di Offanengo e rappresentato, in maniera eccelsa, da Display, varato ne ‘78. Chiuso il cantiere, la bontà del progetto sopravviverà nello Z34, sugli stessi stampi, ora acquisiti da Zuanelli.

A questo, quale progetto S&S #2297, si affianca invece un gigante, eccellenza sia del fronte crociera d’altura, sia del mondo della regata offshore: Matchless –Ex Battlecry, eccellente Swan 57, reduce della leggendaria Fastnet del 1979. Nato presso Nautor Swan, il 57 firmato S&S non è però solo un’eccellente scafo, ma rappresenta, effettivamente, l’ultimo Swan completamente disegnato da Sparkman & Stephens, firmatario di ogni Swan sin dalla nascita dell’azienda nel 1966. Ultimo per varo (1978), chiude (ad ora) l’elenco S&S un’ulteriore One Tonner, Sea Otter, progetto Sparkman & Stephens n° #2062 FG3 e costruito presso i cantieri A. Le Comte nei Paesi Bassi.

Hai uno scafo firmato Sparkman & Stephens, o una Classic Boat d’eccezione? Raccontacene la storia. Scrivi alla redazione Classic Boat alla mail cl*********@***************la.com
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1 commento su “Classic Boat Club | S&S: 8 cult sotto il segno di Sparkman & Stephens”
L’Alpa 42 non la menzionate mai……..perche’?