Elan Sixtyfive (21,35 m) è la scommessa del cantiere sloveno sul carbonio
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Dopo una profonda ristrutturazione industriale durata sei mesi, il cantiere sloveno Elan Yachts torna nel mercato della nautica da diporto con un’ambizione decisa: conquistare il segmento premium della crociera oceanica veloce. Non adatta i vecchi modelli, non ritocca linee storiche. No. Cancella tutto e ricomincia da zero!
A inaugurare la nuova era è Elan SixtyFive, un 65 piedi full carbon caratterizzato da tecnologie mutuate dai sistemi di regata IMOCA e dall’America’s Cup, firmato dalla collaborazione tra J&J Design e l’architetto navale francese Guillaume Verdier, progettista di riferimento per le classi IMOCA.
Elan Sixtyfive: una rottura radicale con il passato
È facile dirlo, ma Elan ha davvero bruciato i ponti alle spalle. Elan abbandona completamente i modelli storici che lo avevano reso celebre. Addio alla linea Impression che piaceva alle famiglie, addio all’E-line cruiser-racer con i celebri E4 e E5, addio alla gamma GT pensata per le lunghe distanze. Tutto sparito. Gli stampi, i tooling e la ricerca stilistica di decenni verrano conservati in archivio, ma mai più utilizzati, per posizionarsi in una fascia completamente diversa.
David Rajapaksa, il responsabile marketing di Elan, lo dice con franchezza: “Abbiamo costruito in carbonio per molto tempo, e crediamo che questo sia il segmento dove la domanda per le nuove barche si dirigerà. Era l’unica scelta logica“. Contemporaneamente si chiude anche una collaborazione ultradecennale con Humphreys Yacht Design, lo storico studio di progettazione che aveva disegnato quasi tutti i modelli Elan dal dopoguerra a oggi. Un cambio di rotta totale, insomma.
Fondato nel 1945 a Begunje, in Slovenia, Elan è stato uno dei pionieri europei nell’uso delle tecnologie composite, applicandole non solo alla nautica, ma anche allo sci, all’aerospaziale e all’eolico. Nel corso della sua storia ha vinto oltre 300 premi internazionali di design e innovazione, oltre a diversi titoli di European Yacht of the Year. Questa eredità costruttiva viene ora canalizzata interamente nella nuova linea SixtyFive, SeventyThree e Eighty, promettendo un salto qualitativo senza precedenti nel segmento della crociera d’altura.
Carbonio, vetro e epossidica: le prestazioni di un ocean-cruiser
SixtyFive è costruito con una combinazione sofisticata di carbonio e fibra di vetro in resina epossidica, applicata con tecnologia di infusione sotto vuoto. I laminati vengono sottoposti a post-cura termica tra 60 e 90 gradi. Il risultato? Una barca incredibilmente resistente e durevole nel tempo. Come spiega Guillaume Verdier: “Elan ci offre l’opportunità fantastica di lavorare su una combinazione ottimale di materiali – epossidica, carbonio e vetro – che rappresenta uno dei migliori compromessi possibili: incredibilmente resistente e durevole nel tempo. Questa barca da crociera continuerà a navigare nel tempo e avrà davvero buone prestazioni“.
Il peso a secco? Soli 17.000 kg. A pieno carico 21.000 kg. I 6.500 kg di zavorra sono concentrati in una chiglia a T in acciaio ad alta resistenza ricavata da un unico blocco massiccio, posizionata a 3,5 metri di profondità. Tanto peso dove serve, leggerezza dove conta.
Per uno yacht da crociera di questa stazza, le performance sono straordinarie: SixtyFive è in grado di planare a partire da 14 nodi di vento vero. Questo grazie all’ottimizzazione della carena e delle appendici firma Verdier, unite al piano velico full carbon straordinariamente ampio: randa con testata quadra, fiocca sovrapponente al 106%, code 0 e spinnaker asimmetrico. Totale: 254 m² di tela, una cifra che sembra più da IMOCA che da cruiser. La randa in carbonio è posizionata particolarmente arretrata, ben dietro il centro geometrico dello scafo, per massimizzare l’efficienza propulsiva.
Per chi naviga da solo (o quasi)
Ecco il punto chiave: SixtyFive è concepito per navigazione con equipaggi ridotti o in solitaria. Non è un aspetto marginale, è il cuore del progetto. J&J Design e Verdier hanno portato direttamente dalle loro esperienze IMOCA la logica del short-handed sailing.
La barca dispone di un pozzetto con timonieria molto avanzata verso prua, una caratteristica presa in prestito dalle barche da regata d’altura oceanica. Da lì puoi controllare un autopilota personalizzato derivato dalla tecnologia IMOCA, regolare le vele con controlli push-button, e avere una visibilità totale della barca, al riparo dagli elementi.
Gli interni: lusso senza eccessi
All’interno, SixtyFive non scende a compromessi sul comfort pur mantenendo il rigore costruttivo e leggerezza. L’accesso tra il pozzetto e il quadrato è garantito da gradini poco ripidi (soli 100 cm di altezza), arredata con pannelli sandwich leggeri che riducono lo spostamento del baricentro senza compromessi sulla qualità della finitura.
La barca offre 3 cabine più la suite dell’armatore con guardaroba walk-in, servizi igienici separati e docce dedicate per tutte le cabine. L’interno è realizzato a mano con cura, mantenendo uno standard di finitura elevato senza eccessi di peso.
I sistemi elettrici sono digitali: commutazione intelligente, integrazione solare, batterie Li-ion, idrogenerazione e predisposizione per motori ibridi. C’è anche un sistema di monitoraggio dei carichi digitale per massimizzare efficienza, controllo e sicurezza. Il motore è un Yanmar da 110 CV (opzione 150 CV), con serbatoi per 500 litri d’acqua dolce e 1.000 litri di gasolio.
Tre barche, un piano decennale
SixtyFive non è il punto di arrivo, è l’inizio di un nuovo percorso. Elan ha già annunciato le versioni da 73 e 80 piedi, mantenendo la stessa filosofia costruttiva e progettuale. Secondo il cronoprogramma ufficiale, il primo scafo del SixtyFive dovrebbe essere varato nei primi mesi del 2027, mentre i modelli più grandi sono previsti per il 2028 e il 2030.
Jeffrey Tirman, nuovo CEO del Gruppo Elan, sintetizza la portata strategica del progetto: “Elan ha le capacità, le persone e la tecnologia per operare al livello più alto dell’ingegneria composita. L’Elan SixtyFive segna l’inizio di questa nuova era, combinando precisione industriale, materiali all’avanguardia e integrità progettuale per stabilire un nuovo standard nella navigazione d’altura a conduzione del proprietario“.
Attualmente, non vi sono ordini fermi, ma il cantiere sta conducendo conversazioni commerciali serie con diversi interessati. Il target è costituito da armatori esperti di navigazione oceanica che ricercano velocità e comfort, con forte attenzione alla gestione autonoma della barca. La presentazione ufficiale è prevista al Cannes Yachting Festival 2026.
Elan Sixtyfive – Scheda tecnica
Lunghezza fuori tutto 21,35 m
Baglio massimo 4,99 m
Pescaggio 3,50 m
Dislocamento leggero 17 t
Superficie velica 256 mq
Motorizzazione 110 CV
Serbatoio carburante 1000 l
Serbatoio acqua 500 l
Designer Verdier/J&J
Cantiere Elan Yachts
Giacomo Barbaro
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