“Più Oceano in Mediterraneo e più iscritti alle regate con il nuovo rating facile”. La ricetta FIV per promuovere la vela d’altura

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Luca Rosetti (a sinistra) e Matteo Sericano: sono due dei velisti coinvolti da Maurizio Buscemi, Consigliere della FIV con delega all’altura e all’offshore, nella “Commissione Offshore” della Federvela e nei progetti “Casa Vela” e MED Sailors Genova, finalizzati alla promozione della vela offshore in Italia.

Con l’onda oceanica italiana protagonista della Transat Café l’Or, la vela d’altura nostrana sta vivendo una stagione di entusiasmo crescente, che può fungere da traino per tutto il movimento. La Federazione Italiana Vela negli ultimi anni ha dimostrato quindi un’attenzione crescente verso la vela d’altura, tanto da muoversi adesso con delle iniziative mirate, che si ispirano anche un po’ al mondo francese, e che potrebbero aiutare a garantire lo sviluppo della vela offshore in Italia sul lungo periodo.

Ne abbiamo parlato in un’intervista con Maurizio Buscemi, Consigliere della FIV con delega all’altura e all’offshore (e appassionato velista) che ci ha illustrato cosa sta nascendo a Genova con i progetti Casa Vela e MED Sailors Genova. E non solo: grandi cambiamenti anche nel mondo delle regate a compenso, con l’arrivo di un nuovo sistema di compenso per mettere le barche che partecipano tutte “alla pari”

Cosa sono Casa vela e il Med Sailors Genova?

Il progetto Casa Vela è quello di un centro federale che possa servire da finestra sulla vela italiana in tutte le sue sfaccettature. Proprio perché la Federazione forse in passato attenzionava meno il mondo dell’altura, mi sono speso perché all’interno di Casa Vela ci fosse anche il famoso progetto MED Sailors Genova (acronimo di Mediterranean Experience Dome Sailors Genova, ndr), un centro dove prenderà il via tutta l’attività di formazione per l’avviamento all’altura, grazie alla partnership con realtà come la Classe Mini 650 italiana che avrà un ruolo con le sue barche in questo progetto. Il MED è nato con l’intervento del Presidente Ettorre, che ha fatto sì che fossero stanziati dei fondi PNRR pari a circa quattro milioni, per questo progetto.

All’interno di Casa Vela e del MED ci saranno anche corsi sullo studio dell’alimentazione per le varie discipline veliche, sul sonno, sul meteo, sulla tele medicina, il rigging e anche i corsi legati alle Offshore Special Regulations. Casa Vela ci sarà consegnata entro dicembre 2025, ed è ubicata all’interno del Waterfront di levante di Genova”.

Maurizio Buscemi a bordo della sua barca, un Grand Soleil 40 (quello di Paperini). Il Consigliere della FIV con delega all’altura e all’offshore va in barca da sempre. Ha iniziato da giovanissimo con le tavole a vela (e le ha costruite anche, nei primissimi anni ’80), poi Flying Junior, 420, e tantissima altura. La sua prima barca? RossoZiggurat, uno Ziggurat 916, mitico half-tonner progetto Vallicelli.

Come funzionerà praticamente Casa Vela? 

Accedono gli iscritti alla Federazione, che possono aderire a tutti i corsi di formazione. Non sarà un luogo dove potrai portare la tua barca per ormeggiare, noi non diamo posti barca, ma gli iscritti possono uscire con le nostre barche dato che ci saranno i Mini 650 e anche i Class 40.

Un Mini 650 come quelli che saranno a disposizione a Casa Vela.

A Casa Vela ci saranno sale multimediali, palestre, una foresteria, potranno alloggiare squadre o atleti, un luogo dove allenarsi quindi. Ci sarà anche un centro media della FIV. Alcuni dei ragazzi italiani che partecipano alla Transat Café l’Or fanno parte della Commissione offshore, con i quali lavorerò per portare avanti questo progetto: ci sono Alberto Riva, Francesca Clapcich, Giancarlo Pedote, Luca Rosetti e Matteo Sericano”.

Può nascere a Genova un progetto sullo stile di alcune realtà francesi come Lorient?

“Per mentalità mi ritengo un innovatore, Lorient e altri centri simili hanno un modello e un business plan, ma noi poco ci allontaniamo da quello, vorremmo italianizzare qualcosa di simile ma molto più formativo e meno lucrativo, e sarà una realtà federale a differenza di molti casi francesi. E abbiamo anche vicino delle aree che possono diventare delle zone di rimessaggio, ma sempre per iniziative legate a imbarcazioni che hanno progetti all’interno di Casa Vela”.

Regate per tutti: Rating FIV. Ci sono delle novità…

Stiamo lavorando al progetto di revisione del rating FIV, che si chiamerà FIV rating powered by ORC, lavoro impostato insieme all’ORC ma è un progetto tutto italiano, che viene fuori dal lavoro di una commissione per l’altura. A differenza del vecchio rating FIV, col nuovo c’è la possibilità per le imbarcazioni di partecipare anche alle regate ufficiali ORC. L’unica attenzione che va fatta è che le barche non partano insieme alle altre.

Non è l’ORC club ma un altro rating. Gratuito, serve solo la tessera FIV, rilasciato dalle segreterie dei circoli che organizzano le regate, si richiede l’iscrizione del circolo all’UVAI il quale rilascerà le credenziali per potere accedere al sito dell’ORC, dove si potranno ottenere i certificati stessi. Gli unici dati richiesti sono la tipologia della vela da andature portanti, e sapere se la barca ha il motore o meno, che tipo di elica, il modello, l’anno della barca e il pescaggio. L’ORC ha già popolato un database di centinaia di imbarcazioni che aiuta le segreterie al rilascio immediato del certificato.

L’obiettivo è alzare il numero dei partecipanti alle veleggiate e alle regate, e dare la possibilità anche ai neofiti di confrontarsi gradualmente con i più bravi, penso per esempio ai nuovi armatori”.

A proposito di regate… Vai spesso in barca?

“Quelle le faccio sempre, per fortuna, nonostante la mia carica “istituzionale”. Oggi navigo su un Grand Soleil 40 (quello di Paperini) ma vado in barca, ahimè (ride, ndr) da tempo immemorabile. Ho iniziato da giovanissimo con le tavole a vela (e lo ha costruite anche, a partire dal 1982), poi sono passato alle derive. Flying Junior, 420, e dopo tantissima altura. La mia prima barca è stata Rosso Ziggurat, uno Ziggurat 916, mitico half-tonner progetto di Vallicelli”.

Mauro Giuffrè

 

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3 commenti su ““Più Oceano in Mediterraneo e più iscritti alle regate con il nuovo rating facile”. La ricetta FIV per promuovere la vela d’altura”

  1. Non feci più il certificato orc per non sottostare all obbligo di pagare anche l iscrizione all uvai che fu imposta da un certo punto in poi . Quindi ottimo rating fiv per le regate di circolo ….non si deve vincere la coppa america ma vincere lo sport per tutti . PS altro grande scoglio…posti barca onesti per chi fa sport velico…i porti sono di tutti e non da sfruttare dai concessionari come cosa propria …

  2. Buona la proposta del rating semplice per regate di circolo, ma a mio avviso, se si basa su un’autodichiarazione dell’armatore, questa stessa (dislocamento, superficie velica) per ovvi motivi, non deve discostarsi più di 1/2 % dai valori dichiarati dal costruttore e poi quanto dichiarato deve essere visibile a tutti gli iscritti….

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