L’Alto Adriatico è la capitale mondiale della vela, tra Trieste e Venezia

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A ottobre, l’asse Trieste-Venezia si è confermato l’epicentro assoluto della vela internazionale. Nel giro di due settimane, l’Alto Adriatico ha ospitato una concentrazione di eventi velici senza precedenti: oltre 2.000 barche, più di 15.000 velisti, centinaia di migliaia di spettatori. Un fenomeno unico al mondo che ha trasformato il Golfo di Trieste e la laguna veneziana in un immenso teatro sull’acqua.

Tutto è partito domenica 12 ottobre con la Barcolana 57, organizzata dalla Società Velica di Barcola e Grignano, che ha visto 1.865 imbarcazioni prendere il via dal Golfo di Trieste. Furio Benussi con Arca SGR ha conquistato la vittoria per la terza volta consecutiva, stabilendo un dominio quasi incontrastato sulla regata più partecipata del pianeta.

La Veleziana si trasforma in una Sailing Week

Una settimana dopo, il testimone passava a Venezia, dove dal 16 al 19 ottobre la Veleziana Sailing Week ha trasformato la Serenissima in un palcoscenico velico d’eccezione.​

La manifestazione veneziana ha portato numeri da record: 297 barche iscritte alla XVIII Veleziana del 19 ottobre, evento clou che ha visto ancora una volta trionfare Arca SGR di Benussi, questa volta stabilendo il nuovo record di percorso con un tempo di 40 minuti e 51 secondi. Ma attorno alla regata principale si è sviluppato un calendario fittissimo di eventi che ha coinvolto davvero tutti: dai giovani velisti della Veleziana Opti (27-28 settembre, 41 timonieri) ai maxi yacht della regata La Certosa del 16 ottobre, dalla Cooking Star con chef stellati che si sfidano tra timone e fornelli, all’Italia Cup – Coppa Excelsior riservata agli yacht club gemellati con la Compagnia della Vela, circolo organizzatore della Veleziana.

Non solo: sabato 18 ottobre hanno regatato contemporaneamente le Vele al Terzo, emblema della tradizione marinara veneziana, la Veleziana Dinghy (giunta ormai alla settima edizione e tappa del campionato zonale XII Zona), e la Veleziana Hansa, veleggiata inclusiva dedicata alla vela paralimpica con 26 atleti da tutto il Nord Italia.​

A collegare idealmente le due città, la Trieste-Venezia | Two Cities, One Sea, giunta alla quarta edizione con una formula rinnovata: dal 12 al 18 ottobre, i concorrenti potevano scegliere quando partire da Trieste per arrivare a Venezia in tempo per la Veleziana, con tracking GPS per seguire le traversate​.

Venice Hospitality Challange

Parallelamente, sabato 18 ottobre, lo Yacht Club Venezia ha organizzato la XII edizione della Venice Hospitality Challenge, il Gran Premio Velico di Città di Venezia. Questa regata, totalmente indipendente dalla Veleziana Sailing Week ma svoltasi nello stesso periodo, rappresenta un evento unico: l’unica regata al mondo che si disputa interamente nelle acque interne di una città, con 18 maxi yacht tra i 52 e i 100 piedi che si sfidano nel Bacino di San Marco.

I protagonisti dell’Alto Adriatico

In questo intenso calendario così ricco di eventi, Prosecco DOC Shockwave³, il maxi 90 piedi degli armatori Claudio Demartis e Pompeo Tria, ha dominato la scena veneziana. Sabato 18 ottobre, alla Venice Hospitality Challenge organizzata dallo Yacht Club Venezia, lo skipper Mitja Kosmina, con Michele Paoletti alla tattica e Stefano Spangaro alla randa, ha preso il comando già pochi metri dopo la partenza davanti a Punta della Dogana, mantenendo agevolmente la prima posizione fino al traguardo. Per Prosecco DOC si è trattato del secondo successo consecutivo alla Venice Hospitality Challenge, confermando la barca come una delle più competitive del circuito.

Claudio Demartis, patron di CD Sails e figura di riferimento nel mondo della vela italiana, ha costruito attorno a Prosecco DOC un progetto che unisce esperienza e giovani talenti, con un equipaggio internazionale di 20 velisti. Il maxi 90, progetto Reichel/Pugh costruito interamente in carbonio, vanta oltre 90 vittorie nelle regate più importanti al mondo. Demartis è stato anche tra gli ispiratori della Veleziana, contribuendo alla sua ideazione. Domenica 19 ottobre, alla Veleziana organizzata dalla Compagnia della Vela, Prosecco DOC Shockwave³ ha chiuso al secondo posto assoluto dietro ad Arca SGR.

Inoltre, Anywave Safilens, il Frers 63 del Sistiana Sailing Team armato e timonato da Alberto Leghissa. Leghissa, amministratore delegato di Porto Piccolo e profondo conoscitore del Golfo di Trieste, ha guidato la sua barca a risultati di grande prestigio. Alla Venice Hospitality Challenge dello Yacht Club Venezia, Anywave Safilens ha conquistato per la seconda volta consecutiva il Barcolana Venice Hospitality Trophy, trofeo Challenge che considera i migliori risultati nella Barcolana Maxi Trofeo Portopiccolo e nella Venice Hospitality Challenge.

Perché l’Alto Adriatico è speciale

Cosa rende unico questo concentrato di vela nell’arco di pochi giorni? Anzitutto la densità degli eventi: difficilmente si trova altrove nel mondo una tale concentrazione di regate di altissimo livello in un territorio così circoscritto. Dalla Barcolana, con i suoi numeri da Guinness dei Primati, alla Veleziana che porta le barche a navigare dal mare aperto fino al Bacino di San Marco, passando per la Venice Hospitality Challenge, l’unica regata al mondo che si svolge interamente nelle acque interne di una città.

Poi c’è la varietà delle manifestazioni: si va dai maxi yacht da competizione alle derive giovanili, dalla vela paralimpica alle barche tradizionali al terzo, dagli chef stellati che si sfidano su SB20 agli equipaggi che attraversano il Golfo scegliendo la finestra meteo migliore. Un mix che dimostra quanto la vela sia radicata nella cultura di questi territori.

Infine, la passione del pubblico: a Trieste si stima che oltre 300.000 persone abbiano affollato le rive durante la Barcolana, mentre a Venezia migliaia di spettatori hanno seguito le regate dalle fondamenta del Bacino di San Marco.

In un mondo della vela sempre più globalizzato, l’Alto Adriatico ha dimostrato che ottobre è il suo mese. Tra Trieste e Venezia, sull’asse di quel mare che da sempre unisce popoli e culture, la vela trova la sua dimensione più autentica: sport, spettacolo, tradizione e innovazione in un equilibrio perfetto. Appuntamento al 2026, quando il copione si ripeterà con ancora più partecipanti, ancora più emozioni. Perché quando si tratta di vela, nell’Alto Adriatico non si scherza.

Giacomo Barbaro

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