Gaspare Chiarelli e Ambeco-Cormet: quando la vela insegna

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In occasione dei 50 anni del Giornale della Vela, le grandi eccellenze del mondo della vela si raccontano e svelano i loro progetti. In questa rubrica scoprite tutte le aziende e le persone che hanno fornito un importante contributo all’articolato mondo della vela, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.

In questa puntata, vi portiamo alla scoperta della storia e delle novità di Gaspare Chiarelli, presidente di Cormet, società proprietaria del marchio Ambeco, azienda di logistica ambientale che difende i nostri mari.


La vela insegna, parola di Gaspare Chiarelli

Quando nel 2016 Gaspare Chiarelli decide di sponsorizzare con la sua azienda Ambeco la barca di Ambrogio Beccaria, ancora non sapeva di aver scoperto un talento.

Il racconto di come l’azienda di logistica ambientale Ambeco (oggi Cormet) ha scoperto, sostenuto e poi sfruttato la vela nei suoi processi aziendali. Tutto per un unico motivo: la passione del suo titolare Gaspare Chiarelli.

Se la passione per la vela di un giovane imprenditore incontra la capacità di intuire il potenziale all’interno di diversi progetti interessanti, non possono che nascere grandi cose. È questa la storia che unisce Gaspare Chiarelli, presidente di Cormet, società proprietaria del marchio Ambeco, allo sport che appassiona tutti voi che leggete queste pagine.

La vela vince sul motore

“La mia passione nasce nel 2012”, racconta Chiarelli, “quando un amico mi invitò a passare un weekend in barca per il suo compleanno, su una barca noleggiata a Sanremo con cui abbiamo raggiunto la Costa Azzurra. Avevo 26 anni e stavo conseguendo la patente a motore, ma quella esperienza mi cambiò completamente la prospettiva: avevo scoperto la passione per la vela, e decisi subito di cambiare il corso della patente da motore a vela”. Oggi, a distanza di oltre un decennio, la sua Ambeco (ora confluita in Cormet ma ancora presente come brand) è cresciuta, trasformandosi da piccola impresa, con una ventina di dipendenti, in una realtà importante con circa 100 tra collaboratori e dipendenti e un fatturato di 15 milioni di euro. E nel frattempo la vela è entrata prepotentemente nella sua vita privata e in quella lavorativa, offrendogli preziosi insegnamenti e nuove prospettive.

Gaspare Chiarelli, 40 anni, è presidente di Cormet, azienda che opera nell’ambito della logistica ambientale specializzata in raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali. Da oltre 10 anni è un velista “ossessionato”.

L’esordio nella nautica

Gaspare acquista nel 2013 un Comet 703 a Nizza senza praticamente vederla, ma fu amore a prima vista, anche se…“cadeva a pezzi, non c’era una cosa che funzionava”. Inizia così il suo percorso di armatore, sistemando la barca e imparando l’arte della navigazione. È in questo periodo che – al VELA Festival organizzato dal Giornale della Vela – il suo percorso incrocia quello di Ambrogio Beccaria, un giovane che si era preso una barca abbandonata per realizzare il suo sogno oceanico. Anche in questo caso, è amore a prima vista. “Mi piaceva l’idea di abbinare il nome della mia azienda a un progetto velico” – spiega Gaspare – “Non è che abbia fatto proprio una ricerca, sono venuto a conoscenza della sua storia dalle pagine del Giornale della Vela e mi è subito piaciuta”. La connessione fra Ambeco e Ambrogio è immediata: Beccaria aveva affrontato una sfida logistica complessa, recuperando una barca naufragata ed abbandonata in Portogallo “ancora piena di cibo avariato”: proprio come Ambeco gestisce quotidianamente “le sfide“ della logistica ambientale. Dalla prima regata in acqua, la barca Ambeco di Ambrogio Beccaria ha vinto praticamente tutto quello a cui ha partecipato, affrontando due Mini Transat e vincendone una (nel 2019, con Ambeco come sponsor). Un capitolo particolare della partnership tra Ambeco e il mondo della vela è rappresentato dall’esperienza sul Formula 18, quando Ambrogio Beccaria raccolse la sfida lanciata da Vittorio Malingri. Nel 2016, i due velisti si sfidarono con l’obiettivo di stabilire il record sulla rotta Portofino-Giraglia-Portofino, utilizzando catamarani Formula 18 identici per garantire la massima equità sportiva.

Bernardo Zin (a sinistra) e Ambrogio Beccaria (a destra) a bordo del catamarano Formula 18 Ambeco Record Edition in occasione della sfida Portofino-Giraglia-Portofino.

Una sfida emozionante, un progetto vincente

“Ambrogio aveva raccolto la sfida di Vittorio Malingri per provare a fare questa piccola impresa”, ricorda Chiarelli. “Con Ambrogio abbiamo raccolto la sfida, quindi abbiamo cercato il catamarano, l’abbiamo trovato, comprato, allestito e marchiato. E alla fine l’abbiamo anche vinta”. Lo stesso catamarano Formula 18, ribattezzato per l’occasione Ambeco Record Edition, è stato poi protagonista del progetto Sardinia 360, sviluppato da tre universitari – Alberto Brioschi, Dario Ricci e Davide Papapicco – e sostenuto da Ambeco. In due settimane di navigazione, l’equipaggio ha circumnavigato la Sardegna approdando nelle spiagge più belle per distribuire gratuitamente astucci ecologici portamozziconi di sigaretta e organizzando operazioni di pulizia delle spiagge. Ma la collaborazione con Alberto Brioschi e Davide Papapicco non si è fermata qui. I due studenti del Politecnico, dopo l’esperienza di Sardinia 360, hanno intrapreso un altro progetto ambizioso per la loro tesi di laurea in Design Navale e Nautico: la costruzione di Shard, “la scheggia del mare”, una barca a vela completamente ecologica. “Alberto e Davide erano studenti del Politecnico in Design Nautico e avevano questo progetto per la tesi: costruire questa barca”, racconta Chiarelli. “Io mi sono offerto di dargli lo spazio e il supporto”. Negli spazi del nuovo impianto Ambeco di Via Campazzino, i due laureandi hanno potuto portare avanti la realizzazione di Shard, utilizzando tecniche costruttive non tradizionali. La barca è stata costruita con compensato marino e fibre di basalto, materiali di origine naturale e meno nocivi per l’ambiente rispetto alla vetroresina tradizionale o al carbonio. “Noi eravamo in attesa di ottenere le autorizzazioni per aprire un nuovo impianto di raccolta rifiuti, e loro parallelamente stavano lavorando nei nostri spazi a questa barchetta e quindi abbiamo costruito tutto lo scheletro lì: abbiamo fatto praticamente da cantiere!”. È proprio negli spazi dell’impianto di stoccaggio Ambeco di Via Campazzino 37 a Milano che si è svolta (a distanza) la discussione di laurea di Alberto e Davide, che armati di smartphone hanno anche potuto mostrare alla commissione la loro barca.

Con Sardinia 360 Ambeco ha ripulito le spiagge della Sardegna.

Il coaching aziendale

Grazie alle sponsorship nella vela e in altre discipline sportive, come quella con il campione del mondo di Kick Boxing Giorgio Petrosyan, Gaspare scopre un’altra galassia oggi per lui fondamentale: il coaching aziendale. “Durante queste esperienze ho avuto modo di vedere in prima persona questo che per me è un nuovo strumento di lavoro”, racconta. “E rapportandolo alle difficoltà che incontravo quotidianamente nel mio lavoro, non tanto sulla parte operativa, quanto più su quella “relazionale” come ad esempio riguardo alla scelta delle persone giuste per un determinato ruolo, nella motivazione dei collaboratori o per la gestione dei conflitti, ho deciso di avviare l’Ambeco Academy, ossia un centro permanente di selezione, ascolto, sviluppo delle competenze e del talento delle persone in azienda”. Oggi Ambeco – grazie alla collaborazione con il coach aziendale Giovanni Tavaglione – non solo utilizza internamente questi strumenti, ma li offre ad altre aziende grazie a progetti di Academy e Coaching dedicati. “Abbiamo fatto una pubblicazione sull’arte di fare domande, basata sulla nostra esperienza di centinaia di colloqui svolti, e anche sull’arte del feedback, che è importante almeno quanto le domande”. Il parallelismo con la vela è evidente: “Un’azienda con i propri dipendenti è come se fosse una barca a vela con il suo equipaggio: ci sono le figure che prendono le decisioni ma poi ognuno ha la responsabilità delle sue attività”.

A sinistra: la bandiera di Ambeco a una tappa della VELA Cup 2024, di cui è stata partner. In alto a destra: la barca costruita negli spazi di Ambeco per il progetto Shard. In basso a destra: Alberto Riva a bordo del Mini 6.50 Cellissima-Ambeco con cui ha vinto la 222 MiniSolo nel 2019.

Il futuro dei porti turistici

Ma non è solo l’aspetto sportivo quello che Gaspare ha toccato con mano nel mondo della nautica. La sua esperienza come armatore lo ha portato a identificare una grave lacuna nel sistema portuale italiano. Non tutti i porti e non tutti i marina sono infatti attrezzati a dovere per la quantità e le tipologie di rifiuti prodotti dalle barche, che giocoforza sono costretti a ricevere ogni anno. La soluzione che propone Gaspare è sistemica: “Un porto moderno è come se fosse una piccola città, quindi dovrebbe avere un servizio di raccolta rifiuti adeguato, e con la mia azienda stiamo sviluppando un progetto di consulenza proprio per i porti turistici. La nostra esperienza permette di stilare una sorta di elenco best practice sulla gestione dei rifiuti, fornendo allo stesso tempo anche soluzioni pratiche per individuare e gestire le aree dedicate, la tipologia di contenitori e il sistema di raccolta e smaltimento”. Non solo rifiuti solidi, ma anche reflui: “Ci vuole anche un sistema e delle attrezzature adatte ad accogliere le acque nere, come ad esempio una zona del porto dedicata, dove poter accostare con la barca e con un adeguato sistema di aspirazione vuotare il serbatoio: una sorta di rifornimento al contrario. Senza escludere la possibilità di poter conferire rifiuti potenzialmente pericolosi come batterie, oli esausti e materiali di scarto come residui di vernici, colle, stracci sporchi… Certo, i porti devono migliorare, ma anche il diportista si deve comportare come si comporta nel suo comune di residenza quindi quando è in barca deve fare la raccolta differenziata, ma anche avere il modo di smaltirla correttamente a terra”. Il modello Cormet prevede tre fasi fondamentali. In una prima fase l’azienda effettua un’analisi dettagliata dei flussi di rifiuti del porto, identificando picchi stagionali, tipologie di materiali e criticità logistiche. Successivamente c’è la fase di progettazione delle aree e dei sistemi dedicati alla gestione dei rifiuti, con soluzioni specifiche per ogni tipologia di porto. Infine c’è la fase finale, quella d’implementazione e formazione del personale. Oltre alle infrastrutture, Cormet offre formazione specializzata per il personale portuale ed è in grado di realizzare anche campagne di sensibilizzazione per i diportisti.

Gli specialisti di Ambeco alle prese con lo svolgimento di un’indagine ambientale presso un’area nel comune di Milano.

La lezione della vela

Dopo quasi un decennio di legame con la vela, Gaspare ha maturato una filosofia aziendale precisa: “La vela mi ha insegnato tantissimo perché, come nel nostro lavoro, se una persona sbaglia in una catena di controllo, a bordo come in azienda, poi l’errore ricade su tutto il gruppo. Allo stesso tempo è impossibile raggiungere un obiettivo senza il lavoro di ogni componente della squadra”. Il team building in barca è diventato parte integrante della strategia aziendale: “Sono convinto che sia un’esperienza che offre strumenti incredibili a qualsiasi team che si trova a dover lavorare insieme”. Oggi Cormet gestisce quattro impianti di raccolta rifiuti nella zona sud di Milano, servendo centinaia di imprese. Ma l’ambizione è più ampia: portare nella nautica italiana quella cultura della sostenibilità e dell’efficienza che ha fatto crescere l’azienda. Una storia di impegno sportivo e per l’ambiente che dimostra come passione personale e visione imprenditoriale possano navigare insieme verso nuovi orizzonti.

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