Wow! Magic Carpet e, la barca di 30 metri con interni da sogno
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Dalla visione di Sir Lindsay Owen-Jones è nato Magic Carpete, un maxi di 30 metri che riscrive le regole della vela, proiettandola nel futuro. Ecco tutti i suoi segreti, sopra e sottocoperta
di Matteo Zaccagnino e Emilio Martinelli. Tratto da Top Yacht Design / Foto interni di Benoit Linero. Foto in navigazione di Studio Borlenghi
Alla scoperta dei segreti di Magic Carpete
“È sempre emozionate. Sapevamo che avremmo imparato molte cose”. Così Guillaume Verdier alla domanda di come avesse reagito alla richiesta di disegnare il 100 piedi più veloce al mondo con vento a 8-12 nodi. Di disegnare Magic Carpete di Sir Owen-Jones Lindsay che si era posto come obiettivo ambizioso quello di una grande innovazione.

Il via nel 2019. Danny Gallichan, capitano di Sir Lindsay e il project manager Ed Bell stavano ragionando sui motori elettrici ad alte prestazioni e il loro impiego nello yachting. Bell e Gallichan portano le loro considerazioni a Sir Lindsay che coglie l’innovazione e lancia la sfida: un maxi con un sistema ibrido che permettesse una giornata di regata senza utilizzare combustibili fossili. Il sistema è di due aziende inglesi, la Helix, con la sua esperienza nella Formula E e i sui motori leggerissimi e con una coppia da quattro a cinque volte superiore rispetto a quelli usati sulle auto di Formula E.

L’altra azienda è la Fortescue Zero, specializzata in tecnologie verdi. “L’approccio a Magic Carpete, il cui preliminare è del 2021, è stato il consueto cercando di capire come questi maxi vengono utilizzati in regata” spiega Verdier. Accanto alla impostazione ibrida altre novità di Magic Carpete vengono dal peso e dalla chiglia. Per il primo e per arrivare a 37 tonnellate contro le 48 di Magic Carpet Cubed, Persico Marine ha impiegato anche una macchina automatica per il posizionamento dei nastri di carbonio, e gli interni, sviluppati da Axel de Beaufort sono un esempio di leggerezza ed eleganza, con una leggera impiallacciatura in teak e tutti i mobili (amovibili) in carbonio.

Totale: meno di due tonnellate. Per la canting keel la soluzione è stata particolare. “Ha un bulbo abbastanza leggero” spiega Verdier, “ruota di 60 gradi verso poppa mantenendo però il bulbo parallelo al galleggiamento. In due minuti si passa da 7,10 metri a 4,50 metri di pescaggio”. Anche il canard si solleva e può ruotare e anche i timoni sono lifting. “Con due timoni c’è la scia parassita di quello sopravvento. Abbiamo scelto il sollevamento verticale e completo delle pale che salgono attraverso lo scafo in un cilindro e così è anche possibile regolarne l’immersione”.

Altra particolarità di Magic Carpete è il ponte concavo che aumenta la resistenza alla flessione longitudinale della barca, abbassa le strutture interne e pure il centro di gravità della barca. E ancora, uno scafo relativamente stretto e una carena con momento raddrizzante fin dalla prua. “Magic Carpete si comporta come una deriva!” sottolinea Verdier. “Ha un rapporto peso/potenza straordinario. E questo la rende una barca molto viva!”.
Che il nuovo 100 piedi di Sir Lindsay Owen-Jones segni un punto di svolta nello yacht design lo si intuisce anche dagli interni: ogni dettaglio è stato pensato, calibrato, progettato con precisione assoluta. Nulla è lasciato al caso. Tutto parla una nuova lingua, fatta di funzionalità pura e bellezza essenziale. In un certo senso anche in questo caso il tema delle performance ha guidato le scelte progettuali. E qui entra in gioco la mano di Axel de Beaufort, un altro peso massimo del design. La priorità? Evitare di scendere a compromessi. L’obiettivo finale era avere sì uno scafo veloce in regata, ma al tempo stesso gli interni dovevano offrire le stesse prestazioni in termini di comfort ed eleganza. A fare la differenza sono state le competenze maturate dallo stesso de Beaufort che, alla professione di architetto navale, abbina anche una sfrenata passione per la vela. Il risultato finale è qualcosa di fuori del comune.

E così ecco che gli elementi strutturali dello scafo diventano parte integrante e guidano l’estetica degli interni. “Mi sono ispirato all’immagine classica di un razzo, dove ogni elemento è progettato per rispondere a una funzione precisa e a un peso specifico”, racconta. “In un razzo, nulla è lasciato al caso: forma e funzione derivano direttamente da esigenze tecniche e strutturali. Con Magic Carpete abbiamo adottato lo stesso principio”.
Un approccio alla massima funzionalità che si può leggere in tanti dettagli, a iniziare dalla scelta di puntare sui profili curvi in tutte le aperture che delimitano i passaggi tra un ambiente e l’altro. “Inserire angoli retti non avrebbe alcuna logica strutturale: generano tensioni maggiori, richiedono rinforzi aggiuntivi e finiscono per aumentare il peso complessivo” riflette de Beaufort.
Un’idea di leggerezza che è molto più di una semplice sensazione e che si esalta nel tavolo per il carteggio. “Data la sua importanza” prosegue de Beafourt, “quest’area è stata progettata con grande attenzione: la combinazione di carbonio, alluminio spazzolato e un sedile di navigazione su misura, rivestito in pelle Hermès, fonde armoniosamente stile moderno e tradizione”. L’armadiatura è composta da dodici elementi in carbonio rimovibili e rivestiti in tessuto lavorato a mano.

Nella cabina armatoriale i dettagli in pelle Hermès impreziosiscono la testata e i profili del letto matrimoniale. Un richiamo al mondo dell’automotive. “Le auto sportive d’epoca inglesi sono un altro esempio di come raggiungere il giusto equilibrio tra forma e funzionalità nella ricerca della combinazione perfetta. Quando si guarda all’interno dell’abitacolo di queste auto, si vedono spesso finiture in pelle, ma solo dove sono necessarie e realizzate in modo raffinato” continua de Beaufort.
Tutta la pavimentazione degli interni è in sughero naturale, presente anche in coperta. Una scelta funzionale ma anche estetica. L’effetto finale è lo stesso ma con il vantaggio che utilizzando il sughero al posto del teak il risparmio in termini di peso è stato di 500 kg. I rivestimenti del soffitto della cabina sono realizzati con uno speciale tessuto leggero che è stato teso su telai in fibra di carbonio. “Non solo questi elementi svolgono diverse funzioni, ma il sottile velo che formano permette comunque di vedere la struttura della parte inferiore della coperta, garantendo ancora una volta l’equilibrio tra forma e funzione”, aggiunge de Beaufort. Più che uno yacht, Magic Carpete è una dichiarazione d’intenti.
Ogni scelta – dal profilo curvo di un passaggio alla texture di un rivestimento – racconta una visione in cui nulla è superfluo e tutto ha un senso. Una barca che non nasconde la sua anima tecnica, ma la esalta, trasformandola in linguaggio estetico. Come in un razzo o in un’auto sportiva d’epoca, è la funzione a guidare la forma. Ed è proprio in questo equilibrio rarefatto tra stile e funzione che Magic Carpete spicca il volo.
I NUMERI DI MAGIC CARPETE
Lunghezza f. t.: 30,48 m
Baglio max: 7,20 m
Pescaggio: 7,10 m-4,60 m
Angolo max chiglia: 45°
Dislocamento: 37 t
Sup. vel. bolina: 640 mq
Sup. vel. poppa: 1350 mq
Altezza sulla linea d’acqua: 46 m
Design: Guillaume Verdier
Costruzione: Persico Marine
Movimentazioni idrauliche: Cariboni
Anno di varo: 2024
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1 commento su “Wow! Magic Carpet e, la barca di 30 metri con interni da sogno”
Finalmente si vede un’attrezzatura di coperta, la bozzelleria nuova ed innovativa!