Alubat, il cantiere francese che costruisce barche durevoli e su misura
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In occasione dei 50 anni del Giornale della Vela, le grandi eccellenze del mondo della vela si raccontano e svelano i loro progetti. In questa rubrica scoprite tutte le aziende e le persone che hanno fornito un importante contributo all’articolato mondo della vela, che permette a tutti noi di andare per mare, in ogni forma e contesto.
In questa puntata, vi portiamo alla scoperta della storia e delle novità di Alubat, che ha costruito il maggior numero di barche a vela in alluminio della storia.
Alubat: costruiti per girare il mondo

Alubat è il cantiere francese che ha costruito il maggior numero di barche a vela in alluminio della storia. La sua filosofia è incentrata sulla creazione di scafi marini, sicuri e adatti ai viaggi in tutte le condizioni. Barche che da sempre si distinguono per la rigorosa costruzione in alluminio, l’alta qualità artigianale e le ampie possibilità di personalizzazione.
Tra i pionieri che hanno lanciato nel diporto l’alluminio e hanno contribuito alla democratizzazione della crociera a vela a lungo raggio costruendo barche solide, marine e adatte ai viaggi oceanici, c’è sicuramente il cantiere francese Alubat che fin dalle sue origini ha fatto della lavorazione in alluminio il suo marchio di fabbrica e che nel tempo, grazie al “know-how” tecnico, alla qualità artigianale e alla collaborazione con architetti navali di prim’ordine, tra cui Philippe Briand, Marc Lombard, Alain Mortain e Yiannis Mavrikios, ha sfornato cabinati unici e molto apprezzati.

Gli iconici Ovni, barche solide per veri viaggiatori
Tutto parte nel 1974 a Les Sables d’Olonne (Francia) quando Yves Roucher fonda Alubat con un’idea ben precisa: realizzare scafi a vela in alluminio per viaggiatori, esploratori e avventurieri. Il primo modello del 1976 si chiama “Vodka” ed è un 25 piedi disegnato da Louis Valléc. Ma è con l’Ovni 28 che vengono definite le linee principali del cantiere: solida costruzione in alluminio integrale (sia scafo che coperta), linee di carena a spigolo, impiego della deriva mobile per navigare anche sotto costa ed estrema attenzione ai dettagli. A disegnarlo è Philippe Briand che firmerà anche i modelli successivi. Un filone, quello dei mitici Ovni (che in francese significa ‘ufo’), che troverà così tanta fortuna che in 50 anni il cantiere ne ha lanciato ben 26 modelli. L’ultimo nato, nel 2025, è l’Ovni 490, una vera “4×4 del mare”, moderna e tecnologica, concepita per l’esplorazione oceanica.

Alte prestazioni con i Cigale e anche multiscafi
Ma il catalogo di Alubat non si ferma qui. C’è anche la gamma dei Cigale partita nel 1994. Tali cabinati a chiglia sono costruiti con il sistema ULDB (Ultra-Light Displacement Boat) per offrire prestazioni superiori a quelle delle pinne di deriva “full-size” e sono disponibili nelle misure 16, 18 o 22 metri. L’ultimo della serie è il Cigale 15 QR dotato di “Swinging Keel” e progettato dallo studio Finot-Conq. Nel 2022 Alubat ha deciso infine di investire anche nel mondo dei catamarani. A inaugurare questo nuovo filone è stato l’OvniCat 48, un progetto firmato dallo studio francese Mortain&Mavrikios.

Le nostre sono barche durevoli e su misura
Dalla sua fondazione, il cantiere Alubat ha prodotto quasi 1.600 unità e ancora oggi i suoi yachts sono presenti su tutti i mari del mondo, fedeli compagni dei velisti che sognano la grande altura. Come ha fatto questo cantiere ha mantenere intatta nel tempo la propria reputazione e in che modo oggi affronta un mercato così veloce, esigente e concorrenziale? Ne parliamo con Luc Jurien che da qualche anno, insieme a Thierry Leprince, guida quest’azienda straordinaria e davvero unica.
Luc, oggi stiamo assistendo a una rinascita delle barche a vela in alluminio, innegabilmente più sicure per i giri del mondo. Perché, secondo lei, questa tendenza?
“L’alluminio è diventato il materiale preferito dai velisti oceanici. La sua resistenza e la sua capacità di assorbimento degli urti garantiscono una sicurezza senza pari, soprattutto durante lunghe traversate o in zone isolate. A differenza dei materiali compositi, l’alluminio si deforma senza rompersi, il che rappresenta un vantaggio in caso di impatto. È anche un materiale altamente competitivo grazie al suo eccellente rapporto peso/rigidità, come dimostrato nelle regate oceaniche. Offre inoltre grande libertà nella progettazione e nella personalizzazione dei layout, attraendo molti velisti alla ricerca di autonomia e affidabilità. Infine, l’alluminio ora risponde alle sfide ambientali: noi per esempio utilizziamo una lega riciclata per quasi il 70 per cento ed è completamente riciclabile”.

Nonostante 50 anni di attività, non avete mai abbandonato i vostri valori fondamentali: qualità costruttiva, personalizzazione e attenzione ai dettagli. Come sopravvivete in un mercato così competitivo?
“Rimaniamo fedeli a una filosofia chiara: costruire barche a vela durevoli e adatte al mare, su misura per i piani di navigazione dei loro armatori. Mentre privilegiano la produzione di massa, noi diamo importanza alla personalizzazione. Ogni barca è unica e progettata per soddisfare il programma di navigazione del suo armatore. Questa esigenza di qualità, unita alla nostra maestria artigianale e allo stretto rapporto con i clienti, ci permette di rimanere competitivi in un mercato internazionalizzato. Inoltre, dal 2021, abbiamo intrapreso un completo rinnovamento della nostra gamma con scafi moderni e l’arrivo di saloni panoramici. La gamma Ovni comprende attualmente tre modelli: l’Ovni 370 (presentato nel 2021), l’Ovni 430 (2023), l’Ovni 490 (presentato nel 2025) e stiamo attualmente preparando il lancio di un nuovo Cigale il cui varo è previsto per il 2027”.

L’Ovni e la Cigale sono barche iconiche, rappresentative di un certo stile di navigazione. Chi sono i velisti che le acquistano e cosa cercano in termini di personalizzazione?
“I nostri clienti sono soprattutto velisti appassionati, spesso esperti, che immaginano di intraprendere viaggi a lungo raggio: giri del mondo, traversate transatlantiche o spedizioni ad alte latitudini. La loro priorità è avere una barca a vela affidabile, robusta e durevole. In termini di personalizzazione, le loro richieste spaziano dall’ergonomia della disposizione interna all’equipaggiamento tecnico: scelta delle fonti di energia, soluzioni di comfort, stivaggio specifico, sistemi di comunicazione e persino finiture speciali. Il nostro ruolo è supportarli affinché la loro barca diventi una vera compagna di viaggio, perfettamente adatta al loro progetto”.

Quanti dipendenti impiegate attualmente? Ci sono giovani?
“Il nostro cantiere navale impiega attualmente circa 50 persone. Siamo fortunati a poter contare su lavoratori altamente qualificati, alcuni con decenni di esperienza. Ci stiamo anche preparando al futuro formando e integrando giovani talenti: caldaisti, imbianchini, carpentieri e fornitori di energia elettrica. La trasmissione del know-how è al centro del nostro approccio. È questo mix di esperienza e gioventù che conferisce ad Alubat la sua forza e garantisce la sostenibilità della nostra competenza unica”.
vista il sito di Alubat
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