Classic Boat Club: un viaggio alla scoperta di 5 capolavori dello IOR
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Il Classic Boat Club è sempre più vivo e le barche iscritte al Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico sono sempre di più… Progettato per essere un archivio consultabile, il Registro Ufficiale è infatti un luogo di molteplice valore, destinato sia alla celebrazione delle vostre Classic Boat –di cui qui è certificata la rilevanza storica– sia alla condivisione di queste, e delle loro storie. Archivio in costante crescita, vanta ora un vasto numero di scafi, dei quali, man mano, non manchiamo di raccontarvi storia e dettagli.
In questo caso, per fare un viaggio nella valle dei ricordi, ecco cinque capolavori del periodo IOR, cinque scafi eccezionali oggi iscritti al Registro Ufficiale del Classic Boat Club…
Cinque Capolavori IOR iscritti al Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico
Per chi ancora dovesse scoprirlo, il Classic Boat Club è la nuova community riservata agli appassionati di barche a vela storiche, ovvero le Classic Boat, gli scafi costruiti a partire dal 1967 e con almeno 25 anni di età. All’interno di questo, oltre all’archivio delle Classic Boat Storiche (e a tantissimi vantaggi), prende vita anche il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico, un portale dedicato alla certificazione della rilevanza storica e collezionistica dei singoli scafi, sottolineandone, sia in termini pratici, sia culturali, il nuovo valore. Dedicato alla valorizzazione dei vostri scafi, questo registro non è, infatti, solamente dedicato alla certificazione delle belle barche del secolo scorso, ma vuole essere anche un luogo di condivisione e di celebrazione. Ecco perché, le Classic Boat iscritte, sono visibili a tutti i membri, creando uno spazio online per condividere, ancor più di prima, la passione per la vela.
Brava | One-Off, Vallicelli
Superstar tra i grandi classici dello IOR, una delle grandissime barche già iscritte al Registro Ufficiale è lei, quella che fu la prima Brava di Pasquale Landolfi, eccellente progetto di Vallicelli, oggi accuratamente custodito e celebrato da un’ormai aficionado armatore olandese, Edwin Visser. Brava, realizzata in alluminio dai Cantieri Minneford di New York, è capolavoro dello IOR, un dislocamento medio pesante, con linee d’acqua aggraziate e al contempo aggressive.
Forte di un baglio massimo molto ampio per la categoria, leggermente arretrato, e linee prodiere che presentano semi-angoli di attacco molto stretti, fu un vero missile, vincendo, tra 1982 e 1983, tutto quanto ci fosse da vincere. Campionati Italiani, la Sardinia’s Cup del 1982,, il Fastnet del 1983, sono, infatti, tutte sue mitiche conquiste. Con lei, Pasquale Landolfi diventò l’armatore di riferimento dell’offshore italiano e un’icona della vela. Le seguono sei omonime, quattro One Tonner, un ILC 40 e un IMS 50.
Potete scoprire di più su Brava visitandone la scheda presso il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico del Classic Boat Club

Phantom | One-Off, C&C
Progettato dal duo canadese Couberthson & Cassian nel 1973, Phantom venne costruito da C&C Yachts secondo l’allora innovativa tecnica a doppio sandwich di balsa, vetroresina e kevlar. Sviluppato in seguito alla fortunata serie del C&C 61 (Grampus – Helisara – Rainbow), divenne presto uno scafo importante, non solo per performance, ma anche per innovazioni. Gli architetti canadesi disegnarono infatti uno scafo particolarmente equilibrato, sia in termini di linee, sia per distribuzione dei pesi, e, soprattutto, cercarono soluzioni nuove, come il pozzetto, avanzato, ampio, e forte di doppia timoneria a ruota. La coperta poi, pulitissima, rappresenta al meglio lo standard di un flush deck anni ‘70, lasciando ampio spazio libero a poppa. A sua volta, il piano velico risultava particolarmente potente, con grande sovrapposizione di Genoa a cui si affiancava una stay sail. Gli spinnaker, ancora celebri per raffigurare l’uomo mascherato, diedero poi alla barca un’aurea iconica.
Dopo aver partecipato a diverse regate internazionali nei primi anni ‘70, Phantom venne acquistato e importato in Italia nella seconda metà del decennio, dove partecipò in diversi circuiti mediterranei. Acquistata da una nuova proprietà a fine anni ‘90, fu poi sottoposta ad un importante refit presso il cantiere Del Carlo di Viareggio, dove venne semplificato il rigging e furnono ottimizzate le manovre e gli interni. Il colore dello scafo venne poi cambiato da rosso a bianco. Oggi, Phantom torna in vita grazie all’iniziativa “Phantom Believe in Youth”, diventando banco scuola per offrire uno strumento di crescita alle nuove generazioni, offrendo i mezzi e le competenze per affrontare la vela d’altura e tutto ciò che questa comporta.
Potete scoprire di più su Phantom visitandone la scheda presso il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico del Classic Boat Club

Moby Dick | One-Off, Doug Peterson
Costruita dal cantiere di Peppino Gallinari ad Anzio, Moby Dick è un piccolo capolavoro in lamellare, realizzato con quattro strati incrociati e incollati a 45° di Okumè da 6 millimetri, all’epoca, il più leggero in circolazione. Sarà una costruzione così perfetta da battere, per leggerezza e rigidità, quelle in alluminio.
Oggi, refittata a dovere, vive una nuova vita, tornata ai fasti del passato e, peraltro, ritornata nelle mani di famiglia. L’armatore è, infatti, Lorenzo Bortolotti, che dagli anni ’70 frequenta i campi di regata nostrani e non. È lui che ha recuperato Moby Dick, scafo di famiglia, restituendole il rilievo che merita e gli antichi splendori dopo averla venduta ben 40 anni prima…
Potete scoprire di più su Moby Dick visitandone la scheda presso il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico del Classic Boat Club

Golondrina (ex Ojalà I) | One-Off Sparkman & Stephens
Golondrina, nata come Ojalà su commissione di Charles Holland, è il progetto n°1922 dello studio Sparkman & Stephens. Si tratta di uno scafo One-Off, un One Tonner Rorc varato nel 1968 dai Cantieri Carlini di Rimini, allora la realtà di riferimento di S&S per le costruzioni in mogano nel Mediterraneo. Costruita in legno di mogano, si tratta di uno scafo classico dal pedigree non indifferente, una barca nata per la crociera e a questa sempre votata.
Tra le altre cose, fu due volte Campione One Ton del Mediterraneo, nel 1970 e 1971, e Prima Classificata alla Giraglia del 1971. Dagli anni ‘90, regata assiduamente. Oggi, risulta uno scafo ideale per regatare in categoria nelle rinnovate classi ‘storiche’ che popolano il mediterraneo.
Potete scoprire di più su Golondrina / Ojalà I visitandone la scheda presso il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico del Classic Boat Club

Ojalà II | One-Off Sparkman & Stephens
Ultima di questa lista, ma non per merito, nè perchè siano finiti gli IOR (trovate tutti gli altri nel Registro)… ecco Ojalà Seconda, un elegantissimo One Tonner IOR progettato dallo studio newyorkese Sparkman & Stephens e costruita in alluminio da Royal Huisman nel 1973. Questa –sorella minore della già iscritta Golondrina, ovvero, Ojalà prima– venne commissionata da Charles Holland per la One Ton Cup del 1973, quell’anno a Porto Cervo. Già nel trasferimento dall’Olanda, però, avrà modo di cimentarsi in regata, prima ancora dell’arrivo in Sardegna. Il 1973 fu infatti un’anno di Fastnet Race, e Holland, in compagnia di amici, non mancò di parteciparvi. Giunto in Sardegna, invece, il destino fu avverso a Ojalà II, che si dovette scontrare con tutta la mestria dell’Ammiraglio Straulino su Ydra, e contro la grande innovazione del tempo, il Ganbare di Doug Peterson, ex allievo dello studio S&S, che proprio in quell’anno e in quella occasione, si è affacciò sulla scena internazionale dello yachting sportivo, rivoluzionandolo.
Da allora, Ojalà II ha attraversato due volte l’Oceano Atlantico nel ’77 e ’78 e, oggi, ogni anno percorre dalle 3 alle 5 mila miglia per non mancare i campi di regata più belli del Mediterraneo, tra in Italia, Spagna e Francia, nel circuito ORC, IRC e CIM. Ad oggi, infine, la barca non ha mai cambiato proprietà, appartenendo ancora alla stessa famiglia e, gestita dall’attuale Armatrice, Susan Holland, la figlia di Charles, continua a rispettare le stesse regole di un tempo: a bordo sempre e solo amici.
Potete scoprire di più su Ojalà II visitandone la scheda presso il Registro Ufficiale delle Classic Boat di Valore Storico del Classic Boat Club

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