Addio ad Angelo Bonati, Mr. Panerai e “papà” di una delle barche più belle del mondo
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Il mondo dell’orologeria di lusso e della vela classica piange la scomparsa di Angelo Bonati. Figura carismatica e imprenditore lungimirante, Bonati ha guidato per oltre vent’anni la trasformazione di Officine Panerai da piccola realtà italiana a marchio globale di prestigio. Ma il suo nome è indissolubilmente legato anche al recupero di una delle barche a vela più belle del mondo: Eilean.
Angelo Bonati: un milanese che ha conquistato l’orologeria di lusso e i mari con Panerai
Angelo Bonati, pur essendo originario di Milano, ha incarnato per 21 anni lo spirito di Officine Panerai. Sotto la sua guida, il marchio fiorentino ha conosciuto un’espansione internazionale senza precedenti, diventando un punto di riferimento nel settore dell’alta orologeria.
Oltre al suo acume nel mondo degli affari, Bonati coltivava una profonda passione per il mare e, in particolare, per le imbarcazioni d’epoca. Questa sua passione lo portò a compiere un gesto che va ben oltre la semplice strategia di marketing: il recupero e il restauro di Eilean, un ketch bermudiano del 1936 destinato all’oblio. Bonati si ritirò dalla guida di Panerai nell’aprile del 2018, lasciando un’impronta indelebile nella storia del marchio.
Eilean: un capolavoro del 1936 firmato William Fife III
Eilean, che in gaelico significa “piccola isola”, è un elegante ketch di 22 metri varato nel 1936 dal rinomato cantiere Fife of Fairlie, su progetto del celebre William Fife III, noto progettista scozzese che realizzo anche due scafi di Shamrock, i velieri con cui Sir. Thomas Lipton tentò invano di vincere l’America’s Cup.
Commissionata dai fratelli Fulton di Greenock, armatori scozzesi, Eilean rappresentava un esempio di eccellenza nella costruzione navale dell’epoca, con il suo scafo in teak birmano e la struttura in acciaio. Le sue linee classiche e il piano velico bermudiano ne fecero ben presto una delle imbarcazioni più ammirate.
Dalle regate ai Caraibi e al set di “Rio” la canzone dei Duran Duran
Negli anni ’70, Eilean passò nelle mani dell’architetto inglese John Shearer, che la utilizzò come charter di lusso nei Caraibi, compiendo ben 14 traversate atlantiche. Fu proprio in questo periodo che la sua fama varcò i confini del mondo della vela, diventando protagonista del videoclip della canzone “Rio” dei Duran Duran nel 1982. Le immagini della band che si esibiva a bordo della splendida imbarcazione sullo sfondo delle acque cristalline di Antigua fecero il giro del mondo, consacrando Eilean nell’immaginario collettivo.
Prima di essere scoperta da Angelo Bonati, Eilean aveva solcato l’Atlantico per ben 36 volte, testimoniando la sua robustezza e il suo spirito avventuroso. Tuttavia, nel 2006, la gloriosa imbarcazione fu ritrovata in stato di grave degrado nel porto di English Harbour ad Antigua. Il suo destino sembrava segnato, ma l’incontro con Angelo Bonati cambiò radicalmente la sua storia.
L’intuizione di Angelo Bonati: un nuovo inizio per Eilean
Fu durante l’Antigua Classic Week del 2006 che Angelo Bonati si imbatté in Eilean. Affascinato dalle sue linee classiche, tipiche del design di Fife, Bonati decise di acquistarla a nome di Officine Panerai. Come egli stesso ebbe modo di dichiarare, Eilean era per lui “un altro amore” e “il suo progetto“.
Sotto la guida di Angelo Bonati, Panerai intraprese un ambizioso progetto di restauro filologico per riportare Eilean al suo antico splendore. I lavori, eseguiti con maestria artigianale presso il cantiere Francesco Del Carlo di Viareggio, durarono oltre due anni e mezzo e richiesero circa 40.000 ore di lavoro. L’impegno fu quello di conservare il più possibile i materiali originali, come il fasciame in teak birmano dello scafo e la struttura metallica zincata. Furono riprodotti con estrema precisione dettagli originali come il pozzetto in teak e gli ingranaggi in bronzo, e vennero intagliati nuovamente sulla carena gli iconici draghi di Fife. Nel 2009, Eilean fu varata nuovamente, ritrovando la sua bellezza originaria.
La scomparsa di Angelo Bonati lascia un vuoto incolmabile, ma la sua eredità continuerà a vivere attraverso le sue realizzazioni. Grazie alla sua lungimiranza, Eilean continuerà a navigare, portando con sé la storia di un’epoca e il ricordo di un visionario del mare.
Giacomo Barbaro
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8 commenti su “Addio ad Angelo Bonati, Mr. Panerai e “papà” di una delle barche più belle del mondo”
Da grande appassionato di Panerai, mi spiace tantissimo
Ho lavorato all Richemont e quindi anche per Lui e Panerai persona squisita ed affabile , partecipo al dolore della famiglia
Poche volte mi é capitato di Incrociare sui circuiti delle Regate delle barche d’ epoca e classiche, sponsorizzate da Panerai. Allora, giovane marinaio di Emeraude, fui onorato di incontrare il “deus ex machina” del circuito internazionale delle Regate più prestigiose. Ci portò fortuna, quell’anno ci portammo a casa il trofeo, che conservo gelosamente. Grazie Angelo.
Bellissimo articolo , non conoscevo il signor Bonati ma da quello che è riuscito a fare detraggo che era una persona molto intelligente ed in gamba .
Sopratutto per aver riconosciuto che la barca che era stata abbandonata era in effetti un gioiello che poteva ancora salpare ii mari con la dovuta attenzione , un esempio per tutti noi , mai abbandonarsi , nella vita c’è sempre un’alba migliore .
maledetti correttori automatici……. deduco e solcare. lo scrivo non per puntiglio ma perché il post è molto bello e non merita di essere deturpato dalla tecnologia.
Un grande uomo di mare. R. I. P.
Meravigliosi ricordi delle regate Panerai a contatto di gioielli galleggianti, grazie alla lungimiranza di un vero SIGNORE del mare. Momenti irripetibili…
Ho avuto il piacere ed il privilegio di lavorare per lui al Argentario ( a casa sua ) e per le Regate Panerai Classic Yachts Challenge , una persona speciale , unica e molto cordiale. Avrei degli aneddoti da raccontare ma preferisco non dilungarmi. Grazie Angelo .