Coppa America: Alinghi rinuncia alla sfida, ma Grant Dalton non ci sta e risponde
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Sono giornate tutt’altro che serene per la Coppa America e Grant Dalton, il grande capo di Team New Zealand che tira le fila dell’organizzazione della prossima edizione. Dopo la rinuncia di Ineos, le incertezze sulla sfida di Ben Ainslie che voci dicono non sia troppo solida economicamente, la rottura dei kiwi con lo storico timoniere Peter Burling, arriva un’altra bomba: Alinghi non ha intenzione di partecipare alla prossima America’s Cup.
Un fulmine quasi a ciel sereno, dato che sembrava che il defender sul Protocollo in fase di elaborazione fosse disposto ad accontentare le richieste del team elvetico.
Il comunicato

“Avremmo voluto vedere più responsabilità, maggiore trasparenza e nuove opportunità di competere non solo individualmente, ma anche come gruppo. In questo modo, tutti insieme, avremmo potuto realizzare un evento commercialmente valido, in grado di attrarre copertura televisiva globale, spettatori e sponsor. È con grande delusione che abbiamo avviato lo scioglimento del team Alinghi Red Bull Racing. I marchi che hanno fatto parte del team saranno sempre nella storia dell’America’s Cup e gli ultimi anni sono stati un viaggio incredibile. Ringraziamo ogni membro della squadra, ogni sponsor e ogni sostenitore per la fiducia e l’impegno dimostrati.” chiosa il comunicato di Alinghi Red Bull Racing.
La risposta di Grant Dalton non si è fatta attendere, con una nota rilasciata al quotidiano Stuff neozelandese, ed è stata piuttosto gelida:
“È sorprendente apprendere la notizia di Alinghi Red Bull Racing, sebbene fosse piuttosto ovvio da tempo che stessero faticando a riprendersi dalla prestazione deludente di Barcellona dello scorso ottobre e a avere un’opportunità “in acqua” di vincere. Ci sono state persino concessioni specifiche nella bozza di Protocollo su richiesta di Alinghi che sono state accolte, come l’allentamento della regola sulla nazionalità per consentire a due stranieri di aiutarli a rafforzare il loro talento velico a bordo, nonché l’istituzione di gruppi di lavoro composti da rappresentanti di tutti i team per riunirsi sui formati di regata e sulle iniziative di trasmissione televisiva.”
Cosa succede adesso? Non c’è dubbio che la Coppa America, con l’uscita ufficiale di due sfidanti, e con incertezze che riguardano anche i francesi, è fortemente ridimensionata soprattutto se non dovessero palesarsi altri sfidanti. C’è però un’altra faccia della medaglia, che riguarda Luna Rossa. Una Coppa con meno sfidanti, con Team New Zealand indebolito dall’uscita di Peter Burling, può rappresentare per il team italiano un’opportunità. Non sarebbe forse un’edizione da sogno con pochi team, ma dopo un inseguimento che dura da 25 anni, perché non provare a fare il colpaccio e poi riformare l’evento? E se veramente il Protocollo conterrà deroghe al vincolo di nazionalità, con un Peter Burling libero da impegni con i kiwi….
A cura di Mauro Giuffrè
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