Durissima Quebec-Saint Malo: Beccaria si ritira , Allagrande Pirelli ha una crepa sullo scafo

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Allagrande Pirelli

A meno di 24 ore dal naufragio di Acrobatica, fatto per la quale si attendono ancora ulteriori informazioni da parte del team di Alberto Riva, arriva un altro conto salatissimo per la vela italiana dalla Quebec – Saint Malo: si ritira anche Ambrogio Beccaria su Allagrande Pirelli. Il Class 40 italiano ha subito un cedimento nella zona anteriore dello scafo, dove è stata individuata una crepa con un’importante via d’acqua.

Allagrande Pirelli stava navigando nella stessa depressione che più a sud ha affrontato anche Acrobatica, con venti da nord superiori ai 30 nodi e mare molto formato, con un’andatura al lasco stretto molto dura e sollecitante per barche ed equipaggio. La barca di Beccaria è un Musa 40, costruito dalla Sangiorgio Marine di Genova, la prima della serie, la seconda era proprio Acrobatica, progetto di Gianluca Guelfi e Fabio D’Angeli, barca che fino a ora aveva stupito per prestazioni e tenuta avendo fatto vincere a Beccaria la Transat Jacques Vabre, la Transat CIC, la Ostar, e numerose altre regate, senza dimenticare il secondo posto alla Route du Rum.

Beccaria e il suo equipaggio stanno studiando la strategia migliore per mettere in sicurezza la barca e condurla in un porto sicuro al meglio. L’opzione più vicina potrebbe essere quella delle Azzorre, attualmente il Class 40 italiano sta facendo rotta sud per 180 gradi.

In regata per l’Italia restano IBSA di Alberto Bona, attualmente in settima posizione, mentre Pietro Luciani a bordo di Dekuple è in 16ma.

Tracking Quebec Saint Malo

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

4 commenti su “Durissima Quebec-Saint Malo: Beccaria si ritira , Allagrande Pirelli ha una crepa sullo scafo”

  1. La ricerca della leggerezza con il limite enorme di non poter usare il carbonio,forse,e’ un problema difficile da risolvere.Le sezioni di prua a scow probabilmente, mostrano i loro limiti in termini di versatilità …..se si stringe un po’ le botte con mare formato sono molto importanti.
    Sono certo che porteranno la barca in sicurezza
    sono bravi e preparati !!!Forza ragazzi!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Cino Ricci

Cino Ricci premiato dall’America’s Cup Hall of Fame

Vincenzo “Cino” Ricci, per tutti rigorosamente Cino, il mitico skipper di Azzurra e promotore della prima sfida italiana alla Coppa nel 1983, è stato premiato con un riconoscimento dall’America’s Cup Hall of Fame. Il romagnolo, che quest’anno spegnerà le 90

Registrati



Accedi