Guida – Le cime d’ormeggio spiegate da chi le produce

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Gottifredi Maffioli - Cime per l'ormeggio
Gottifredi Maffioli – Cime per l’ormeggio

Le cime d’ormeggio, spesso sottovalutate, rappresentano in realtà un elemento fondamentale a cui è letteralmente legata la vita della barca. Per un ormeggio sicuro bisogna tenere conto di diversi fattori. Peso dello scafo, superficie di esposizione al vento, dimensioni dell’attrezzatura presente a bordo, meteo e tipologia dell’ormeggio. Con i consigli degli esperti di Gottifredi Maffioli abbiamo stilato questa guida alle cime di ormeggio perfette per quest’estate.

Carichi e diametro

Il carico di rottura, il carico di lavoro, l’elasticità della cima e la sua resistenza ai raggi UV sono tutti elementi che andranno valutati nella scelta del prodotto più adatto alle proprie esigenze. Una regola empirica, spesso adottata da molti marinai per determinare il diametro minimo delle cime di ormeggio, è quella di prendere la lunghezza della barca in metri, considerarla in millimetri e aggiungere poi 4 mm al risultato. Per una barca di 10 metri, per esempio, bisognerebbe considerare un diametro minimo di 14mm. È però sempre fondamentale considerare con attenzione i carichi di lavoro e di rottura che affronterà la cima, e soprattutto sarà sempre meglio – se possibile – sovradimensionare l’ormeggio rispetto alle caratteristiche dell’imbarcazione: è bene considerare per la scelta delle cime una lunghezza pari almeno a quella della propria barca, aggiungendo eventualmente qualche metro di riserva.

La manutenzione delle cime

Abrasione, esposizione ai raggi UV e sale marino sono i principali nemici dai quali dobbiamo difendere le nostre cime. Le cime di ormeggio in maniera vanno controllare periodicamente, così da individuare per tempo eventuali punti di usura. È altrettanto importate un ispezione visiva del percorso delle cime, in maniera da capire se tra la vostra barca e la banchina esistono punti di possibile attrito e abrasione, che andrebbero salvaguardati con calze in Dyneema o protezioni in tessuto o in pelle.


Evodock Mooring - Gottifredi Maffioli
Oltre al cavallo di battaglia Maxidock, Gottifredi Maffioli consiglia – soprattutto per imbarcazioni molto grandi – la cima Evodock. È un prodotto a diametro differenziato realizzato su misura e rastremato in macchina combinando le fibre in Dyneema (ad altissimo carico) ad una parte di stretcher in Nylon, così da garantire grande leggerezza e carichi elevatissimi.

Come lavare le cime?

Per mantenere le cime morbide e preservarne l’efficienza è molto importante risciacquarle con acqua dolce. Periodicamente è consigliato un lavaggio più accurato immergendo le cime in un recipiente pieno d’acqua eventualmente con detergenti delicati. Non utilizzate acqua bollente, che potrebbe danneggiare le fibre più sensibili alle alte temperature. Per l’asciugatura è preferibile evitare l’esposizione diretta ai raggi solari prediligendo un luogo ombreggiato e ben ventilato. Per salvaguardare la sicurezza dell’ormeggio, delle cime e delle bitte si possono utilizzare sistemi per ammortizzare gli strattoni della risacca.

E l’ormeggio con cime a terra?

Può capitare (non in Italia dove è vietato) di dover effettuare degli ormeggi con la tecnica della “cima a terra”, che richiede attenzione su alcuni aspetti di sicurezza. Una cima non in tensione sotto il pelo dell’acqua o in tensione a mezza altezza potrebbe essere pericolosa e arrecare un danno alle barche in transito, per questo motivo si consiglia l’utilizzo di cime galleggianti e ad alta visibilità. La cima Flashline di Gottifredi Maffioli è perfetta, ha l’anima interna ad alto carico in Dyneema e polipropilene, mentre la calza esterna è in polipropilene ad alta visibilità con spie catarifrangenti.


Maxidock - Gottifredi Maffioli
Le cime per l’ormeggio vengono testate per resistere ad elevati carichi di rottura. Devono potersi allungare senza però perdere la loro forma, e resistere a strappi senza cedere o spezzarsi.

Impiombatura: sì o no?

Sicuramente un’impiombatura realizzata a regola d’arte garantisce il massimo carico di rottura della cima. Spesso per praticità si deve comunque far ricorso ai nodi: proprio per questo che è buona norma sovradimensionare leggermente le cime di ormeggio.

A tre trefoli o intrecciate?

Le cime a tre trefoli sono un classico e sicuramente sono ancora valide per alcuni utilizzi. Al momento sono però state superate da prodotti più evoluti come le cime a doppia treccia. Un esempio è il Maxidock di Gottifredi Maffioli, caratterizzato da un’anima interna molto elastica, perché in poliammide, e da una morbida calza protettiva in poliestere, ottimo per le coperture esterne perché a differenza del poliammide soffre meno i raggi UV evitando la cristallizzazione che spesso caratterizza il noioso cigolio dei vecchi ormeggi in Nylon.

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