C’è un problema alla randa dietro il disalberamento di Alinghi Red Bull Racing?

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37th America’s Cup
Alinghi Red Bull Racing
ARBR AC75 B2
©Ivo Rovira / America’s Cup

A Barcellona sul campo di regata della prossima Coppa America si è registrata una significativa battuta d’arresto per Alinghi Red Bull Racing che, durante un allenamento con brezza tesa sul nuovo AC 75, ha disalberato. L’albero della barca elvetica è letteralmente collassato, rompendosi in due pezzi, mentre l’AC 75 stava effettuando una poggiata dalla bolina al lasco, con un’intensità del vento stimata intorno ai 20 nodi.

Per fortuna non si sono registrati problemi all’equipaggio e lo scafo sembra essere uscito dall’incidente senza danni significativi. Resta da capire la ragione dell’accaduto, ma in questo senso esistono già delle ipotesi abbastanza realistiche.

Alinghi Red Bull Racing – Le ragioni del disalberamento

Si nota chiaramente come, poco sopra la linea rossa sulla randa, inizi il distacco della stessa dall’albero, evento che forse ha innescato il successivo disalberamento.

Come evidenziato in un’interessante analisi da Vittorio D’Albertas sul sul Video Blog Sail Ring, c’è un fotogramma del video dell’incidente, che mostra un particolare che potrebbe essere cruciale per spiegare il motivo del collasso dell’albero. Sembrerebbe che la randa (che sugli AC 75 è doppia con due “pelli” sovrapposte), nella zona in cui l’albero poi si spezza, si distacchi dalla canaletta dove è inferita. Questo fa si che il carico che deve sostenere l’albero non sia più omogeneamente distribuito lungo tutta la struttura, il che provocherebbe il collasso dello stesso. Questo sarebbe accaduto se il distacco della randa fosse avvenuto prima del cedimento dell’albero e non come esito dello stesso. Il video pubblicato però in questo senso non chiarisce in modo inequivocabile la tempistica del distacco della randa.

La randa non si è semplicemente sfilata dalle guance della canalletta dell’albero, ma nel fotogramma successivo si nota come si sia piuttosto strappata. Si nota infatti come lo spazio che si crea tra la vela e l’albero non sia omogeneo.

Allo stesso tempo il distacco potrebbe essere stato causato dalla rottura dell’albero in quel punto, che innesca a sua volta la rottura e il distacco della vela. Un cedimento strutturale del palo, che inevitabilmente coinvolge anche la randa.

In questo secondo fotogramma si nota come il distacco della vela non sia omogeneo, non si è semplicemente staccata dalla canalletta ma si è strappata. Questa è la causa del collasso dell’albero o una sua conseguenza? La dinamica non è chiara al 100%.

Se la vela fosse invece uscita dall’albero prima che questo si rompesse si possono fare due ipotesi: la prima, la più banale, è un difetto di costruzione che ne ha causato il cedimento, la seconda ipotesi è invece un po’ più complessa e riguarda più che altro il disegno della vela e il suo “match” con l’albero. In condizioni di vento forte infatti è verosimile pensare che Alinghi stesse navigando con una preflessione dell’albero importante per smagrire il profilo delle vele.

Quando accade questo tutto il grasso della randa viene richiamato in avanti dall’albero, il “giro” della vela, ovvero la curvatura dell’inferitura, viene assorbito dall’albero, e chiaramente aumentano le forze in gioco e le trazioni sulla struttura della membrana. Se la curvatura della vela fosse troppo poca rispetto a quanto flette l’albero si può andare incontro a condizioni critiche, che in casi estremi possono portare alla rottura della vela. Non sappiamo ovviamente se sia stato questo il caso, si tratta solo di un’ipotesi.

Quando rivedremo Alinghi in acqua? In questi casi la cosa più importante per il sindacato non è solo ritornare in acqua il prima possibile, ma piuttosto farlo con le idee molto chiare rispetto a quanto successo. Non ha senso infatti tornare in acqua se non si ha la certezza delle ragioni dell’incidente. Verosimile pensare che per qualche settimana il team elvetico resterà ai box, una battuta da resto certamente fastidiosa, ma che avviene in un periodo in cui tutto sommato c’è ancora tutto il tempo per porre rimedio al problema e ripartire.

Mauro Giuffrè

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