Navigare al lasco con randa e fiocco: le tensioni delle drizze e la conduzione al timone

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Andatura al lasco

Se c’è un’andatura che piace a molti velisti, regatanti o croceristi che siano, quella è il lasco, ovvero intorno ai 100-120 gradi rispetto alla direzione del vento: non si sbatte sulle onde, non c’è lo stesso rollio del traverso (anche se con moto ondoso importante anche al lasco si “balla”), e la barca scivola mediamente veloce. Come regolare al meglio le vele per questa andatura e qual è la migliore conduzione al timone?

Navigare al lasco – Occhio alle tensioni

La prima cosa da fare con vento inferiore ai 15 nodi è quella di ammorbidire le drizze di randa e fiocco (ipotizzando un’andatura a vele bianche), e lascare anche un po’ di paterazzo. In questo modo le vele avranno una forma più potente e garantiranno una spinta maggiore alla barca. Per capire quanta drizza mollare serve osservare la vela: quando inizia un accenno di pieghetta orizzontale lungo l’inferitura saremo sulla regolazione corretta.

Al tempo stesso va portato in avanti il carrello del fiocco, se presente, al fine di chiudere la parte alta della vela e farla portare correttamente: con un carrello nella stessa posizione della bolina, al lasco la balumina sarebbe troppo svergolata e la parte alta del fiocco rischierebbe di essere scarica. L’eventuale carrello della randa va posizionato al centro o leggermente sottovento per lo stesso motivo, evitare che la vela sia troppo aperta in alto e perda potenza a causa della scotta piuttosto lascata che si tiene in quest’andatura.

Navigare al lasco – Le correzioni del timone

Mai tenere il timone statico. Chi governa la barca al lasco dovrà sentire gli aumenti di pressione e velocità, nonché prestare attenzione alla direzione delle onde. Quando la velocità della barca è in discesa, si orzerà qualche grado per “caricare” le vele, si attende che la barca acceleri e a quel punto si torna a poggiare e a navigare più profondi, con un gioco che va ripetuto praticamente in continuazione, seguendo la velocità della barca e quella del vento.

Allo stesso tempo, quando sentiamo un’onda che inizia a sollevare lo specchio di poppa sbandando la barca, sarà quello il momento per poggiare surfandola, garantendo così un’ulteriore accelerazione. Prestando attenzione a questi particolari riusciremo a guadagnare miglia più facilmente verso la nostra meta, affinando anche le nostre capacità tecniche nella conduzione della barca.

Mauro Giuffrè

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5 commenti su “Navigare al lasco con randa e fiocco: le tensioni delle drizze e la conduzione al timone”

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