Sunbeam 29.1 (8,99 m), il weekender sportivo per le brevi crociere veloci

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Mentre il mercato offre imbarcazioni sempre più grandi ed estreme Sunbeam Yachts, iconico marchio austriaco conosciuto per la qualità costruttiva e la cura artigianale, ha deciso di concentrare la propria produzione su piccole imbarcazioni sotto i 32 piedi, rinnovando le sue linee stilistiche con un design moderno e all’avanguardia. Il nuovo Sunbeam 29.1 segue il percorso tracciato due anni fa col lancio del 32 piedi che ha stupito un po’ tutti, dotato di una prua a sbalzo, per un maggiore comfort sulla coperta, e un interno open space. Su Sunbeam 29.1 ritroviamo alcuni degli elementi stilistici già visti sul fratello maggiore, anche se qui sono stati leggermente attenuati. L’obbiettivo, perfettamente centrato, era di realizzare un piccolo cabinato moderno e sportivo, adatto alle brevi crociere. Dopo averlo visto da vicino al Salone di Düsseldorf, siamo stati invitati sul lago Attersee, vicino a Salisburgo in Austria, per provarlo in acqua.

Sunbeam 29.1 è il weekender per le brevi crociere veloci

A prima vista il colpo d’occhio è veramente unico, non solo per il colore, un verde smeraldo, ma anche per le forme dello scafo. Il design, come per il 32 piedi, è sempre frutto della collaborazione tra Jerney Jacopin, che inventò i Bavaria negli anni ’80, e il designer austriaco Gerard Kiska, che invece disegna le moto di KTM. Sunbeam 29.1 vuole essere un weekender, una barca pensata per la breve crociera, con un pozzetto molto ampio, grandi superfici sulla coperta e un unico open space sotto. Come dicevamo, il look di questo modello, rispetto al 32.1, è più sportivo: la barca non è solo più piccola ma anche più bassa e filante. Candelieri e draglie sono optional e, forse, non così necessari, considerando che il rigging è stato studiato per riportare tutte le manovre al timoniere in pozzetto.

Il pozzetto di Sunbeam 29.1

È una barca pensata per essere portata in solitaria, come tutti i Sunbeam. Il timoniere, grazie ai due comodi winch elettrici (che però nella configurazione standard sono manuali) riesce a gestire tutte le manovre direttamente, senza bisogno di andare a prua. Particolare molto interessante è il circuito della randa, che si trova dietro la barra del timone e non in mezzo al pozzetto. Una soluzione che permette una distinzione netta tra lo spazio dedicato alle manovre e quello per gli ospiti. Un’attenzione al comfort abbastanza rara su una barca di queste dimensioni, che solitamente ritroviamo su imbarcazioni molto più grandi. Questa soluzione è un’evoluzione del circuito di Sunbeam 28.1, ora perfettamente integrato sotto il piano del pozzetto. Anche la scaletta per il bagno è integrata nello specchio di poppa, e scompare quando non è in utilizzo.

Com’è fatto?

I fianchi e la coperta di Sunbeam 29.1 sono realizzati in sandwich e vetroresinati a mano, mentre la chiglia e l’opera viva sono in laminato con dei rinforzi in carbonio. Sopra la coperta, al posto del teak, è stato utilizzato un materiale che si chiama Resysta, realizzato con buccia di riso riciclata, un prodotto di scarto dell’industria alimentare. Solo il 20% di questo materiale è composto da resina, l’80% è un materiale del tutto naturale. Una particolare attenzione alla sostenibilità che ha portato il cantiere a adottare di serie, su Sunbeam 29.1, una motorizzazione elettrica, spinta da batterie agli ioni di litio. Rimane in opzione, su richiesta, la possibilità di installare un tradizionale motore diesel

Chiglia basculante e carrellabile

Grazie ad una deriva mobile, basculante, e alla doppia pala del timone, il pescaggio di Sunbeam 29.1 può essere ridotto da 1 metro e 85 centimetri a soli 85 centimetri. Questo consente di raggiungere zone di basso fondale e, grande vantaggio vista la scarsità di posti barca sui laghi austriaci e tedeschi, ormeggiare anche vicino alle rive o alare facilmente la barca a terra. Sunbeam 29.1 inoltre è carrellabile, la barca pesa solamente 2,3 tonnellate e non supera i 2,5 metri di larghezza.

L’armo di Sunbeam 29.1

L’albero è privo di paterazzo, la randa di serie è una square top in dacron e con due mani di terzaroli mentre il fiocco è autovirante, sempre in dacron. Tutte le manovre scorrono a scomparsa e riemergono nel pozzetto davanti ai due winch laterali. Il bompresso è integrato e, celato all’interno della delfiniera, può essere installato un verricello elettrico per l’ancora, che si riversa nel suo gavone dedicato a prua. È possibile dotare la barca di un code 0 o un gennaker avvolgibile, entrambi sono infatti pensati per essere gestiti direttamente dal timoniere in pozzetto, senza l’aiuto di un prodiere, come d’altronde tutte le manovre di bordo.

All’interno un unico open space

Entrando sottocoperta si ha immediatamente la percezione di uno spazio molto ampio e luminoso, non solo perché sono state eliminate porte e paratie, ma anche perché c’è sufficiente spazio in altezza per sedersi comodi sulle panche laterali. Le strisce luminose a LED aggiungono un tocco di eleganza e modernità. Volendo le due pache laterali e il letto a prua possono essere utilizzate per ospitare fino a 4 persone la notte. Al centro di questo open space si trova la deriva e il sistema idraulico per alzarla.

Sul lato di dritta può essere installato un WC che però è optional, non presente sulla barca in prova. A sinistra invece c’è un tavolino che può essere utilizzato sia come mobile che trasformato in zona bar, con frigo e lavello che sono optional. Molto pratica e comoda è la soluzione adottata per riporre le stoviglie a bordo, dotate di un magnete che le tiene in posizione anche quando la barca è sbandata.

La prova in acqua

Abbiamo provato Sunbeam a fine aprile e con un clima decisamente instabile. Sullo sfondo le cime innevate, tanto freddo e qualche fiocco di neve. Con poco vento, la barca reagisce bene ed è relativamente veloce con 6 nodi ne facciamo quasi 4 di bolina e al traverso, senza gennaker andiamo anche più veloci del vento. L’angolo massimo di bolina è intorno 34°. Quando il vento aumenta un pochino, intorno ai 10 nodi, la barca parte. Questa è probabilmente l’intensità giusta per godersela al meglio, comoda e al contempo veloce. Allarghiamo un po’ la bolina e raggiungiamo quasi i 6.5 nodi di velocità. Nel frattempo, il vento è crollato, quindi poggiamo e apriamo il gennaker avvolgibile.

Devo dire che è molto comodo poter gestire tutta la barca con qualche pulsante direttamente dalla posizione del timoniere. Di fatto Sunbeam 29.1 è la barca perfetta per l’uscita in famiglia o con amici non proprio velisti. Raffica in arrivo e la barca riparte, al lasco con 6 nodi di vento ne facciamo 6.3 di velocità. Nel mentre che prendiamo confidenza, in lontananza avanza molto velocemente un fronte freddo dritto verso di noi. In meno di un minuto il cielo si oscura e veniamo colpiti da venti oltre i 30 nodi. Nonostante l’improvvisa botta di vento, l’ammainata fila liscia, avvolgiamo la vela di prua e accendiamo il motore elettrico che ci fornisce la spinta necessaria per rientrare in banchina in sicurezza.

Quanto costa

Sunbeam 29.1 con motore elettrico e batterie, fornite di serie, ha un prezzo a partire da 124.900 euro (iva escl.). Purtroppo, aggiunge Tommy Moscatelli di YachtSynergy, importatore ufficiale per l’Italia, il colore verde smeraldo del modello della prova non è di serie ma optional.

Sunbeam 29.1 – Scheda tecnica

Lunghezza fuoritutto 8,99 m
Lunghezza scafo 8,99 m
Lunghezza al galleggiamento 7,90 m
Larghezza max 2,48 m
Pescaggio chiglia basculante 0,85 / 1,85 m
Dislocamento standard 2.300 kg
Superficie velica 47 mq
Motore elettrico 4,1 Kw con batterie 8,2 kWh (standard) 16,4 kWh (optional)
Motore diesel Vetus 12 CV (optional)
Designer Jerney Jacopin / Gerard Kiska
Importatore YachtSynergy

Giacomo Barbaro

 

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1 commento su “Sunbeam 29.1 (8,99 m), il weekender sportivo per le brevi crociere veloci”

  1. Bella. Però prima o poi a prua ci devi andare e, a mio modesto parere, senza draglie e candelieri ti puoi facilmente mettere nei guai.

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