Olimpiadi, cresce la lotta per gli ultimi slot: ecco la situazione qui a Hyères

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Olimpiadi
Un 470 tenta l’approccio alla boa del primo disimpegno con 20 kn
© Sailing Energy / Semaine Olympique Française; 22 April, 2024

Seconda giornata di regate nelle acque tra Hyères e le Porquerolles, con la Semaine Olympique Française 2024 che procede in un alternarsi di salti di vento, rotazioni e cambi di direzione importanti. Una giornata che si è protratta dalle 11:00, orario della prima partenza, fino alle 18, con le 80+ nazioni presenti impegnate sui diversi circuiti appartenenti alle rispettive classi. In un’atmosfera ricca di aspettative, ansie e tensioni, un migliaio di atleti continua il suo confronto, sia questo per la conquista degli ultimi pass olimpici, per testare la competizione alle Olimpiadi di Parigi o per tastare il proprio potenziale al più alto livello. L’atmosfera qui a Hyères, insomma, non è affatto da sottovalutare e il “gioco” si fa sempre più serio.

Settimana Olimpica Francese 2024

Più sono le prove disputate, più si delinea un’immagine indicativa e la posta in gioco sale, aumentando ansie, tensioni e focus. Con la seconda giornata di prove disputate, in condizioni decisamente variabili, siamo ancora a lungi dalla conclusione dell’evento e l’atmosfera qui a Hyères non lascia dubbi: nessuno è qui per giocare. E su questo fronte, il peso delle attenzioni cade forse più sulla schiena degli atleti Azzurri in LCR (Last Chance Regatta), ovvero i 4 equipaggi che, qui, vedono all’orizzonte la posta più alta: il pass olimpico. In questo caso, risultati pressoché positivi anche oggi. Ecco il nostro “report” dalla seconda giornata di regate del SOF 2024.

  • Trovate l’articolo relativo la prima giornata di regate QUI.  Volete conoscere le classi presenti alle Olimpiadi 2024? Ve le spieghiamo QUI.
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Una delle partenze in classe iQfoil | © Sailing Energy / Semaine Olympique Française; 22 April, 2024

SOF 2024: sotto pressione

La vela agonistica è da sempre uno sport particolarmente competitivo. In modo diverso, forse, da tante altre attività, ma non per questo meno tale. Anzi, volendocelo concedere, è quasi un passo oltre, influenzato come è non solo dalle proprie capacità, ma anche da tutta una serie di elementi esterni che, se non inafferrabili, sono certamente al di fuori del proprio controllo. Una prerogativa fondamentale, in somma, è un’elevatissima capacità di adattamento e, quindi, una buona mole di confidenza in se stessi e nella propria capacità di leggere l’ambiente circostante, le proprie possibilità e le scelte altrui. Il tutto, creando quell’equilibrio perfetto che, in contemporanea, consenta al proprio scafo di correre più di qualsiasi altro. Non esattamente una ricetta per la pace dei sensi… e qui a Hyères si vede.

L’area ILCA alla Base Nautique

La confidenza in sé stessi e nelle proprie capacità è forse la chiave di volta. Senza, il castello di carte crolla, subentrano l’ansia, la tensione e la concentrazione cala, e con lei i risultati. Un parametro condiviso, omogeneo, quasi “chiacchierato”. Lo rivela al meglio il team svedese, ma sembra essere una formula condivisa tra gli atleti e, tra i nemici, gli ostacoli a questa, il principale è forse il fattore meteo. Ognuno è ben conscio della propria capacità di performare, ma ci sono contesti ideali e contesti, invece, più inospitali…

so bene quando posso dare il massimo, quando mi è concessa l’aggressività, quando le condizioni sono perfette per spingere e far volare la barca… ma se le condizioni non sono quelle giuste, se si allontanano troppo da quel  contesto idone, so altrettanto bene di essere più debole, di dover stare sulla difensiva, e lì scivolo… l’ansia di perdere il vantaggio mi impedisce di leggere al meglio il campo di regata, il vento sull’acqua e le traiettorie. Diventa tutto un gioco di difesa sugli altri e mi logora…”

Mantenere alta quella confidenza è questione di concentrazione, di dettaglio. Questo è quanto emerge, e l’unica soluzione è non uscirne e, qui, si vede appieno osservando gli atleti, spostandosi dall’una all’altra classe, disposte tra i diversi scivoli e accessi all’acqua che la Base Nautique ha da offrire. Ovunque, la concentrazione è palpabile, tutti sono in una bolla, inavvicinabili. Ancor più coloro ancora a caccia dello slot… marcati a vista dai team, quasi si ha paura di disturbare anche solo passando, sbirciando da lontano i preparativi. E il meteo di oggi non ha certamente aiutato a rilassare i nervi…

Formula Kite (M) | LCR 22.04

SOF 2024: il fronte meteo e le “provvisorie”

Alle 10:00 la situazione è confusa. Un centro di bassa pressione, lontano, a est, sopra l’Italia, due di bassa a nord. A Marsiglia sono registrate raffiche di 40 nodi, a Genova di 36, e le aree circostanti hanno parecchia aria a loro volta. Tutt’attorno c’è vento, tranne che a Hyères, e gli spostamenti dei fronti determineranno la giornata. Il briefing precedente il segnale del “barche in acqua” conferma questo pronostico.

Ore 11:00, 7 nodi. Partenza classe 49er, Last Chance Regatta. Il grosso della flotta è “in barca”, pochi gli scafi in controstarter. Dopo 4 minuti nella prima bolina il vento già gira a sinistra (ovest) di almeno 5 gradi, e gli equilibri si invertono, i pochi partiti liberi virano e sono davanti. Chi ha lottato per partire bene, in barca, ora pena. Il vento cala ancora, 4 nodi. Alla seconda bolina, giunti in boa, è la desolazione: 2 nodi, e il vento che gira. Prova annullata. E questo è solo il campo 49er… poco distante il campo di Formula Kite non ha neanche un “aquilone” in aria e non si vedono gli atleti: non c’è vento e le tavole “non galleggiano”. Su tutto il campo è tutto annullato, si attenderà, pessimo per i nervi (ma manna dal cielo per chi era stato fregato dal salto di vento).

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Primo giro di boa per i 49er LCR, prima dell’annullamento della prova

Verso le 12 rientra l’aria, attestandosi sui 10/12 nodi per un’ora abbondante. È però girato a Ovest Nord Ovest. La giornata di prove ricomincia con graduali aumenti di vento. Alle 16 si registrano 22 nodi. Esattamente quel contesto che può mettere in crisi, che può ledere alla propria concentrazione. Ogni prova è diversa dalla precedente, ogni volta è un reset. Agli equipaggi Azzurri in LCR paga…

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Elena Berta e Bruno Festo (ITA 6) durante la prima prova della giornata © Sailing Energy / Semaine Olympique Française | 22 April, 2024

I 470 LRC Azzurri regalano grandi speranze, volando in 18/20 nodi d’aria –o così registriamo in boa di bolina. La classifica provvisoria legge un primo e un secondo nostrani, con  Elena Berta e Bruno Festo (ITA 6) che registrano un 1-2, superando Giacomo Ferrari e Alessandra Dubbini (ITA 3), ieri primi e oggi secondi. Il terzo è 9 punti (netti) dietro. Il 49er Azzurro soffre la giornata un pelo di più, complice un campo di regata più esposto ai vizi del vento. È comunque da  Top 10, con Umberto Crivelli Visconti e Giulio Calabrò (ITA 88) quarti provvisori, Simone Ferrarese e Leonardo Chisté (ITA 23) decimi. Guida, qui, l’equipaggio belga Lefèbvre/Heuninck.

iQfoil femminile © Sailing Energy / Semaine Olympique Française; 22 April, 2024

Sul fronte QN, e quindi nelle prove destinate alle Qualified Nations, 27° Manolo Modena nell’iQfoil Maschile, uno dei tre giovani atleti iQFoil che la Federazione ha portato qui, ad assaggiare “l’aria olimpica” mentre i selezionati sono a svolgere le preparazioni dedicate. Registrano, rispettivamente, un 18° e un 20° Oprandi e Renna, nel femminile. Chiudono le fila Lorenzo Chiavarini, selezionato olimpico per l’ILCA 7 Azzurro, e Dimitri Peroni, oggi 17° e 25° rispettivamente sui 68 in provvisoria.

Complessivamente, una giornata sfaccettata e colma di attese, cambi di percorso e di condizioni. Uno dei contesti meno idonei per poter far brillare la propria forma. Ma il livello, qui, è altissimo, e i prossimi 4 giorni serviranno a trarre le somme.

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Lorenzo Chiavarini (QN) |  © Sailing Energy / Semaine Olympique Française; 22 April, 2024

 

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