Questa è la barca con cui gli inglesi vogliono riconquistare l’America’s Cup

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Forse c’è una maledizione che impedisce alla vela inglese, tra le più vincenti in ambito olimpico,  di riconquistare l’America’s Cup persa in quel lontano 22 agosto 1851 quando si chiamava ancora Coppa delle Cento Ghinee. Sembra un incantesimo che non si riesce a spezzare, quello delle sfide inglesi zeppe di talento e facoltose, ma che inevitabilmente tremano e sbandano al cospetto della Vecchia Brocca. La missione adesso tocca al terzo tentativo di quel Sir Ben Ainslie chiamato come salvatore della Patria, per far riconquistare quel Trofeo che gli inglesi sentono come loro ma che da oltre un secolo e mezzo gli volta inesorabilmente le spalle.

E allora eccola l’ennesima barca, il nuovo AC 75 Ineos Britannia, il quarto AC 75 dopo Alinghi Red Bull Racing, Luna Rossa e Team New Zealand. Una barca che conferma ancora una volta come la nuova generazione di AC sia più omologata rispetto alla precedente, con la sola eccezione di Alinghi al momento che sembra avere intrapreso una strada progettuale in parte differente rispetto agli altri sfidanti.

Ineos Britannia – Che AC 75 sarà

37th America’s Cup Recon, INEOS Britannia. Rispetto a Team New Zealand e soprattutto a Luna Rossa, la barca inglese ha una forma della prua simile ma con più volumi nella parte alta. 

Si è visto poco ancora della barca, quasi sempre mostrata, anche nei report del team di spie che segue Ineos, sull’invaso. Tuttavia da un primo sguardo si nota come ci siano delle analogie soprattutto con Luna Rossa e Team New Zealand.

Emirates Team New Zealand new AC75 is rolled out of the shed for the first time in preparation for commissioning.

Possiamo forse dire che la barca britannica sia una via di mezzo tra l’estrema ricerca dell’aerodinamica di quella barca italiana, e lo “scafo portante” (come lo abbiamo definito nel nostro approfondimento) neozelandese. Si notano infatti elementi che richiamano una e l’altra barca. A prua gli inglesi hanno più volumi nella parte alta e sembrano preoccuparsi soprattutto di eventuali ingavonate.

Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand a confronto
37th America’s Cup recon. INEOS Britannia. Vista da prua si nota come non ci sia una ricerca esasperata nella zona anteriore della superficie piatta e scavata, che nei kiwi appare più marcata, in Luna Rossa minimizzata e in Ineos una via di mezzo. Ma sarà da osservare meglio una volta in navigazione per coglierne meglio le forme. 

Britannia sembra avere una sezione dello scafo più a V e meno piatta nella zona davanti rispetto ai neozelandesi, e in questo sembra somigliare di più a Luna Rossa. Da metà scafo verso poppa sembra regnare invece la superficie piatta, volta a ricreare il famoso cuscinetto d’aria tra carena e superficie dell’acqua. 

37th America’s Cup recon. INEOS Britannia AC75. I nuovi foil degli inglesi

Interessanti i foil, coperti ma dei quali si intuiscono le forme, e che verosimilmente sono delle appendici nuove. Britannia nella scorsa Coppa utilizzava una variante dei foil a Y, mentre la coppia montata sul nuovo AC 75 è chiaramente piatta, sul modello della generazione inaugurata dai kiwi già nel 2020, ma ci saranno da vedere più nello specifico le forme non appena saranno scoperti.

La superficie verticale dello scafo, quella che quindi comprende anche la chiglietta lunga, sembra importante come già visto in Luna Rossa, e anche in questo caso l’idea sembra essere rivolta alle onde spagnole che, con il poco vento previsto, sono uno degli spauracchi dei progettisti.

37th America’s Cup recon. INEOS Britannia AC75

A poppa la barca è “spigolosa”, e qui la scelta sembra molto simile a quella di Luna Rossa che nella zona posteriore mostra a poppa uno spigolo abbastanza netto, con funzione anti scarroccio a barca dislocante.

In definitiva il giudizio sulla barca resta sospeso anche perché abbiamo visto che con le livree di questi AC 75 non sempre le forme si intuiscono a prima vista, servirà aspettare la prima navigazione a vela per avere uno sguardo più d’insieme.

Mauro Giuffrè

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

1 commento su “Questa è la barca con cui gli inglesi vogliono riconquistare l’America’s Cup”

  1. Apprezzo molto le scelte di Britannia. Più uno scafo è radicale e meno si adatterà alle mutevoli condizioni di mare vento e onda..
    Azzardare troppo non paga.
    E poi la cosa più importante è saper portare la barca..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

69esima Regata dei Tre Golfi. Ecco come sta andando

È partita da Napoli ieri pomeriggio la 69esima edizione della Regata dei Tre Golfi. 150 miglia tra le isole dei tre golfi, passando per Ischia, Procida, Zannone, Ponza e Capri. Oltre 100 le imbarcazioni iscritte. A 15 miglia dall’arrivo, Magic

Registrati



Accedi