Coppa America, occhio ai kiwi: Team New Zealand sfiora subito 40 nodi di bolina col nuovo AC 75

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Le prove di traino prima dei test a vela. America’s Cup Recon

Dopo la barca in stile Formula 1 di Alinghi Red Bull Racing, il prossimo AC 75 ad andare in acqua sarà probabilmente quello di Ineos Britannia, ma nel frattempo iniziano ad arrivare i primi dettagli dei test a vela del defender Team New Zealand, il primo team a navigare con la nuova barca, e a breve ci sarà anche Luna Rossa.

I kiwi infatti fin dal giorno del varo hanno subito issato le vele, dopo i consueti test dei sistemi di navigazione al traino, mostrando così le prime performance della nuova barca. I foil utilizzati però erano quelli di vecchia generazione, tuttavia dai primi report prodotti dal team di spie della Coppa America emergono già dei dettagli interessanti.

Team New Zealand – Come naviga il nuovo AC 75

Vista da prua si notano molto bene le forme scavate della barca, che creano con la velocità un cuscinetto d’aria tra barca e scafo. America’s Cup Recon

L’equipaggio dei neozelandesi sembra abbastanza scritto, con Peter Burning e Nathan Outteridge al timone, Blair Tuke e Andy Maloney i trimmer, e i ciclisti che il più delle volte sono stati Hamish Bond, Louis Sinclair, Marius Van Der Pol, Simon Van Veltooven.

America’s Cup Recon
ETNZ
B3
Day 3

L’AC 75 di Team New Zealand nei report ufficiali delle spie viene descritto capace di alzarsi in volo fin dal primo tentativo, semplicità che viene segnalata anche con 7 nodi di vento, ovvero sotto il limite minimo del regatabile per queste imbarcazioni, con virate e strambate sui foil eseguite da subito senza difficoltà. Segno che tutti i sistemi di bordo per il controllo di foil e manovre funzionano e la barca non presenta criticità, non scontato per degli oggetti così complessi.

. Team New Zealand fin dalle prime uscite ha mostrato spesso di saper volare molto bassa sull’acqua. America’s Cup Recon
ETNZ

Quello che è ancora più interessante è il report della seconda giornata di allenamento, svoltasi con vento dai 12 ai 17 nodi. Giornata in cui i kiwi hanno navigato anche con il J4, uno dei fiocchi da vento più piccoli. Il dato che sorprende è quanto riferito dalle spie: di bolina con 15 nodi di vento il gommone delle spie doveva tenere almeno 38 nodi di velocità pieni per evitare di essere staccato velocemente dalla barca.

Significa che Team New Zealand già nel secondo giorno di allenamento si è avvicinata al muro dei 40 nodi di bolina, eguagliando già le massime performance registrate alla fine della scorsa Coppa dagli AC 75. Che ciò sarebbe accaduto è prevedibile, che i kiwi avessero un passo simile già alla seconda uscita (che in realtà è la prima dato che nel day 1 hanno navigato a vela appena 20 minuti), un po’ più sorprendente.

Considerando che le appendici vere verranno utilizzate solo in futuro, e che la barca è ancora tutta da sviluppare, possiamo già prevedere che l’incremento del 3% delle performance che avevamo ipotizzato nel nostro approfondimento, potrebbe essere centrato senza alcun problema, stando a questi primi dati. Con una velocità di bolina che potrebbe sfondare il muro dei 40 nodi, in poppa oltre i 50 comodamente. Sarà così per tutti gli AC 75? Lo scopriremo presto.

Mauro Giuffrè

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5 commenti su “Coppa America, occhio ai kiwi: Team New Zealand sfiora subito 40 nodi di bolina col nuovo AC 75”

  1. Fantastico. Non mi è chiaro come facciano queste barche a raggiungere i 40 nodi quando il vento soffia a 15 nodi. Potrei avere una spiegazione?
    Grazie e cordiali saluti.

    1. Antonio il vento serve a creare differenza di pressione tra il lato sopravvento e quello sottovento della vela. È questa differente pressione che spinge la barca secondo l teoremi di Bernoulli

  2. È come se tu schiacci un seme tra il pollice e l’indice imponendo al seme di schizzare con una velocità pari alla ipotenusa della somma dei quadrati sulla forza del pollice e dell’indice

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