Un parabordo porta-spazzatura? Esiste, l’hanno inventato in Francia

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Parabordo FS 45
Parabordo FS 45

E se i parabordo non facessero solo i…parabordo? È la domanda che si sono fatti quelli di Fendsea, azienda di Lorient (in Francia) che ha deciso di trovare una ulteriore possibilità di utilizzo a questo accessorio, che per quanto sia utile all’ormeggio è spesso un ingombro indesiderato a bordo. Se però gli viene assegnata una funzione secondaria, ad esempio quella di porta rifiuti, può tornare utile anche quando non siamo ormeggiati.

Mille forme ma pochi usi

Probabilmente quello dei parabordi è il segmento degli accessori nautici dove i produttori si sono sbizzarriti di più nel corso degli anni. Partiamo dalla forma e dal materiale. I parabordo possono essere sferici, cilindrici, o piatti, ma possono essere gonfiati ad aria, realizzato con gomma piena, rivestiti in silicone, oppure in materiale espanso o ancora in un materiale morbido simile alla spugna. Se ne sono visti di tutti i tipi: da quello cavo (tipo “ciambella”) da usare come scaletta di risalita, a quelli da usare come cuscini quando sono ricoverati a bordo. Effettivamente se ci riflettiamo un attimo il principio che sta alla base della costruzione di parabordo è quello di avere un oggetto abbastanza morbido e attutente che sia in grado di limitare i danni in caso di impatto con barche o altri oggetti vicini. Per questo sono realizzati solitamente con una superficie esterna plastica e un “ripieno” abbastanza morbido e malleabile (aria, gomma…).

L’idea: riempiamo i parabordo di spazzatura

Qui viene l’idea a Fendsea: perché non utilizzare parte dell’interno del parabordo come zona di stivaggio? Ovviamente non ci si potranno tenere oggetti delicati – nonostante ci sia uno strato protettivo tra la parte cava e l’esterno – ma lo spazio a disposizione c’è, e in barca non fa mai male. L’utilizzo primario pensato da Fendsea per i propri parabordo – nonché il motivo pratico per cui il fondatore ha deciso di crearli – è quello di “deposito” per i rifiuti. Quando il sacchetto della pattumiera è pieno ma siamo ben lontani dal fermarci in un porto, basta chiuderlo bene e sistemarlo all’interno del parabordo. La chiusura è in tutto e per tutto simile a quella di una sacca stagna, quindi mantiene lontana l’acqua e gli insetti, ed evita che il cattivo odore pervada la barca.

I modelli attualmente in produzione sono due, entrambi di forma rettangolare. Il primo ha una capacità di stivaggio di 20 litri e misura 45 x 60 x 25 cm, il secondo con una capacità di stivaggio di 30 litri misura 60 x 60 x 25 cm. È possibile scegliere tra quattro colori (blu, bianco, grigio, nero) e personalizzare la superfici esterne con loghi o scritte, ad esempio aggiungendo il nome della barca. Il prezzo varia dai 249 euro del modello più piccolo ai 299 euro di quello più grande.

Altri possibili utilizzi di questi parabordo-porta-cose sono il ricovero per le cime d’ormeggio o per le scarpe, che grazie ad un pratica sacca interna rimangono in ordine e non si spaiano. L’azienda ha però in programma – se i suoi parabordo avranno successo – di realizzare altri modello con molteplici utilizzi: dalla borsa frigo allo zaino, con tanto di spallacci, per portarsi a terra tutto ciò che è necessario quando si scende con il tender o il SUP.

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Coppia motore, cosa è e come funziona

Nel mondo dei motori, entro e fuoribordo, sui depliant e sulle presentazioni dei modelli appare sempre lei. La parola “coppia motore”: viene spesso dato per scontato che chi legge sappia di cosa si stia parlando, ma un piccolo ripasso non

Registrati



Accedi