Foiling Awards. Queste sono le migliori barche “volanti” del 2024

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Il prossimo 18 aprile Genova ospita infatti la 7° edizione dei “Foiling Awards”, che premia i migliori progetti del mondo foiling degli ultimi 12 mesi. Ci sono anche le barche a vela, innovative, uniche e straordinarie.

La vela “volante”, quella dei foil, le speciali appendici che permettono alle barche di sollevarsi e navigare a pelo d’acqua raggiungendo velocità incredibili è la moda del momento. E a Genova si premiano i migliori progetti. Il prossimo 18 aprile la città ligure ospita infatti la 7° edizione dei “Foiling Awards”, ossia i riconoscimenti ai migliori atleti, progetti e prodotti del mondo foiling degli ultimi 12 mesi.

Non mancano tra le nomination anche le migliori barche a vela volanti. Per la categoria One Off ci sono: For People Imoca Cdk, Baltic Raven 111 e Paprec Arkea Imoca. Per la categoria Production Boats abbiamo: Gerys 4.7 e Switch. E infine nella categoria Project ci sono: Skaw e Ferrari 100ft Ocean Foiler. Ecco allora in dettaglio tutti i modelli candidati per il premio.

 

For People Imoca Cdk: obiettivo Vendée Globe

Tra le barche volanti il nuovo Imoca 60 “For People” a bordo del quale Thomas Ruyant parteciperà al prossimo Vendée Globe ha subito suscitato interesse sia perché lo skipper francese è uno dei favoriti al giro del mondo in solitario, sia perché il progetto porta con sé alcune idee interessanti. È frutto della collaborazione tra gli architetti navali Antoine Koch e Finot-Conq, la società di progettazione ingegneristica GSea Design e il cantiere bretone CDK Technologies.

E lancia linee d’acqua inedite rispetto al resto dei nuovi progetti Imoca: le sezioni di prua e di poppa sono molto strette e svasate verso lo spigolo con volumi magri. Una scelta a favore della velocità anche nel vento leggero, quindi nelle fasi di transizione tra i sistemi meteo tipiche del Vendée Globe e soprattutto della navigazione sui foil. Inoltre avendo una forma dello scafo che non è piatta, ma anzi mostra una forma quasi a “U”, gli impatti sulle onde dovrebbero essere più morbidi.

Baltic 111 Raven, il megayacht con i foil da America’s Cup

Baltic 111 Raven è un superyacht a vela dotato di foil e lungo 34 metri. È una barca ad alte prestazioni, ma al tempo stesso confortevole, concepita per brevi crociere ad alta velocità. Il progetto è stato realizzato da Botin Partners e PURE Design, due nomi all’avanguardia nella costruzione di yachts anche di America’s Cup. Tra le sue caratteristiche principali ci sono due enormi superfici laminari a forma di T, montati su due bracci laterali a comando idraulico, che sono in grado di sostenere parte del dislocamento della barca (55 tonnellate). A poppa Raven è dotata di “flap Interceptor” capaci di regolare l’assetto di prua e di poppa in velocità, come sulle barche a motore. Inoltre è presente una zavorra di acqua mobile, con due serbatoi incorporati, che aiuta ad aumentare il momento di raddrizzamento durante la navigazione.

La costruzione dello scafo e della coperta è in pre-preg in fibra di carbonio IM con un sandwich a nido d’ape in Kevlar. Gli interni di Raven, ideati da Jarkko Jämsén, sono realizzati in carbonio a vista con anima in Nomex per garantire pesi contenuti e uno stile ultramoderno. Spiccano i lati vetrati del grande pozzetto che forma una sorta di “cupola” di osservazione invertita con vetrate in Perspex che consente agli occupanti di vedere gli interni. Il sistema di propulsione del Baltic 111 Raven è un ibrido diesel-elettrico, per ridurre le emissioni ed ottenere un’efficiente distribuzione del peso.

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Paprec Arkea Imoca: si guida come un offshore

L’altro Imoca 60 in lizza per i Foiling Awards è “Paprec Arkéa” del navigatore Yoann Richomme. A firmare questo progetto sono gli architetti Antoine Koch e Finot-Conq mentre il cantiere di costruzione è Multiplast. Alla base del design, ci sono due caratteristiche importanti. In primo luogo, la sua prua appuntita molto alta e libera dall’acqua, progettata per fendere il mare, a differenza dei progetti più recenti che sono più simili a scow. La coperta invece è molto rotonda per evacuare rapidamente l’acqua ai lati. Tutto è pulito ed essenziale: lo scivolo centrale porta tutte le manovre in avanti, mentre due grandi pedane servono da solido supporto per andare davanti alla barca se necessario.

L’altra caratteristica della barca è l’unica cellula abitativa sotto la calotta, con un’importante vista a prua per la navigazione. Dietro le finestre laterali c’è la stazione di guardia con vista sui computer, le impostazioni dei foil e sull’esterno. L’idea è quella di far muovere pochissimo lo skipper per effettuare qualsiasi regolazione della barca. Anche in questo caso l’obiettivo sono le più prestigiose regate internazionali, dalla Transat Jacques Vabre al Vendée Globe.

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Gerys 4.7, la deriva-scuola con i foil

Una barca con i foil può essere adatta anche alle scuole vela. Questa la convinzione dei fratelli francesi Raphaël ed Erwan Censier che nel loro cantiere Gerys hanno lanciato il Gerys 4.7. Già a livello estetico il progetto lungo 4,70 metri vanta alcune caratteristiche peculiari: le forme sono decisamente morbide, quasi non sembrano quelle di una barca a vela, ma somigliano decisamente a quelle di un gommone. Spiccano anche i volumi morbidi a prua, la carena larga e l’pozzetto ampio che può ospitare fino a 3 persone di equipaggio.

E poi ovviamente ci sono i foil che sono a forma di “L” ma con un angolo morbido. Le appendici in condizioni di brezza fresca restano sempre immerse per garantire il volo della barca e non devono essere regolate. Se il vento è inferiore agli 8 nodi la barca può navigare tranquillamente senza foil, dato che è dotata di una classica deriva e il suo scafo è pensato anche per andare in modalità dislocante e all’occorrenza può anche essere armato un Code Zero sul bompresso.

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Switch: è arrivato l’anti-Moth

Si chiama Switch ed è un nuovo foiler one design pensato in Italia. Lungo 3,9 m e largo (con le “ali”) 2,25 m, è ultraleggero grazie alla costruzione full-carbon ed è in grado di volare a 30 nodi di velocità sulle sue appendici a T rovesciata e di decollare già con 5-6 nodi di vento. C’è già chi lo chiama l’anti-Moth. A realizzarlo sono stati sul lago di Garda i fratelli Gian Maria e Stefano Ferrighi, due giovani designer (classe 1996) innamorati del foiling che hanno lavorato in Australia per importanti studi di design prima di fondare l’azienda specializzata in compositi, Garda Carbon Lab.

L’obiettivo del progetto Switch era quello di ottenere una barca semplice da utilizzare in acqua e in “volo”, comoda da gestire (sta in una scatola che puoi mettere sopra la macchina, l’albero si snoda in tre pezzi, le terrazze si smontano in pochi minuti), economica e a strettissima monotipia. Volare sullo Switch è semplice: la “wand”, ovvero la stecca di prua, comanda la regolazione automatica del foil centrale a T rovesciata in volo. Sono previsti tre piani velici, per facilitarne l’utilizzo dai giovanissimi ai più esperti. Da 6,5 (Youth), 7,5 (Women) e 8,4 mq (Men), con vele One Design Quantum Membrane Sail.

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Skaw 38, il cruiser di 11 metri con foil e interni XXL

Una barca a prua tonda con foil e chiglia pivotante pensata per la crociera e disegnata come un open oceanico. È questa la vocazione dello Skaw 38 disegnato dallo studio di progettazione francese Berco Design di Nantes. Una barca assolutamente innovativa: basti pensare che ha un baglio di quasi 5 metri (un normale 38 piedi da crociera non arriva a 4 metri). Il pozzetto, dove si trova la doppia timoneria, è asimmetrico, ampio e protetto da un hard-top rigido, soluzione mutuata dal mondo dei catamarani, che si apre nella sua parte posteriore. Lo specchio di poppa si apre trasformandosi in una piattaforma da bagno, mentre a prua del boma si apre un grandissimo spazio prendisole.

Gli interni dello Skaw 38 sono pensati per essere come un unico open space, con la tuga della barca a tutto baglio dotata di lunghe finestrature che corrono da prua verso poppa e illuminano a giorno l’ambiente. A prua si può optare per una o due cabine: la modularità degli interni rende più semplici le eventuali configurazioni. Quanto ai foil a C autoregolanti, non hanno lo scopo di sollevare completamente la barca dall’acqua, ma piuttosto di renderla più stabile, ridurre l’area bagnata (resistenza) e fornire un enorme aumento del momento raddrizzante. Queste spirali positive consentono velocità di crociera tra i 15-20 nodi, in pieno controllo e comfort.

Ferrari Foiler, il nuovo full foiling di Soldini

Frutto di un investimento da parte di Ferrari di 20 milioni di euro, il Ferrari Foiler è un monoscafo lungo 30,48 metri full foiling, cioè in grado di navigare completamente sollevato dall’acqua. Il progettista della nuova super barca volante di Giovanni Soldini è il francese Guillame Verdier che aveva già seguito la realizzazione dei foil sul trimarano Multi 70 Maserati e che attualmente fa parte del team progettuale dell’AC75 Team New Zealand. Ma al progetto partecipano tante aziende ed eccellenze del Made in Italy, tra cui Cariboni per quanto riguarda tutta la movimentazione idraulica e oleodinamica (bracci dei foil, etc).

L’obiettivo della barca di Giovanni, capace di navigare a 50 nodi, è quello di battere il record sul giro del mondo Trofeo Jules Verne che a oggi è quello stabilito dal trimarano IDEC Sport di Francis Joyon (40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi) a 26,90 nodi di media, con punte tra i 38 e i 44 nodi. Si tratterà di un progetto all’avanguardia dal punto di vista tecnologico ed energetico e vedremo a bordo sistemi non propri del mondo della vela. Obiettivo: la minimizzazione dei consumi oltre che l’autonomia energetica, molto difficile da raggiungere su barche di grandi dimensioni.

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