L’Odissea (a lieto fine) di Translated9. Oggi riparte per il giro del mondo!
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Missione compiuta. Translated9, lo Swan 65 (19,68 x 4,96 m) italiano impegnato nella Ocean Globe Race, il giro del mondo in equipaggio “senza tecnologie” sulle orme della prima Whitbread ideato da Don McIntyre, ritorna in regata.
L’Odissea di Translated9
Ci riesce dopo avere vinto una corsa al cardiopalma dopo aver riparato la barca in tempo record, navigato per mille miglia tra le Falkland-Malvinas e l’Uruguay, superato i controlli di sicurezza dell’organizzazione e risolto un problema grosso al motore.
Cosa era successo a Translated9
Il 9 febbraio scorso, la barca di Marco Trombetti stava percorrendo la terza tappa (Auckland-Punta del Este) ed era in testa nella classifica generale quando, dopo aver doppiato Capo Horn, ha iniziato a imbarcare acqua dalla zona del timone e ha dovuto riparare verso le Falkland-Malvinas. Qui, la barca è stata alata perché i danni non sono risultati riparabili dall’equipaggio. “Abbiamo avuto una crepa sullo skeg e una delaminazione dei rinforzi vari in zona timone, con un po’ di entrata d’acqua”, ci avevano raccontato dall’equipaggio. Poiché il regolamento della Ocean Globe Race impedisce di ricevere aiuti esterni, Translated si è dovuto ritirare dalla terza tappa perdendo la leadership della classifica.
La corsa contro il tempo
Ma il team, con a bordo velisti del calibro di Nico Malingri (figlio di Vittorio, che si è sbarcato dopo la seconda tappa tra le polemiche) e Pietro Luciani, ce l’ha messa tutta per rientrare in regata. Il tempo utile per essere pronti sulla linea di partenza di Punta del Este (dove le barche della Ocean Globe Race partono in direzione Southampton, ultima tappa) era oggi e Translated9, in poco più di due settimane, ce l’ha fatta.

Hanno riparato i danni allo skeg in tempo record alle Falkland-Malvinas, raggiunto punta del Este dalle Falkland (circa 1.000 miglia) e passato la rigorosa ispezione da parte dell’organizzazione della regata per accertarsi che il lavoro fosse stato fatto a regola d’arte e che la barca fosse in grado di navigare senza problemi per l’ultima tappa.
Il “casino” del motore
Ma non è finita qui. Ciliegina sulla torta, a Punta del Este c’è stato nel mentre anche un bel problema all’entrobordo, che si è fermato. C’era bisogno di un pezzo della trasmissione, ma visto che si tratta di un motore vecchio trovare il ricambio è stato difficilissimo. Ci è riuscito Marco Trombetti, che è volato dall’Uruguay all’Argentario dove gli avevano segnalato che in un cantiere ce ne era uno disponibile.

Missione compiuta
Che Odissea! Oggi è un giorno di festa per Translated9, che parte per la quarta tappa (la partenza è alle 14 locali, le 10 in Italia). L’equipaggio ha dimostrato organizzazione e marineria. Certo, a seguito del ritiro nella terza tappa, non potrà più vincere, né in classifica generale né in quella IRC. Ma farà il possibile per vincere l’ultima tappa! Potete seguire il tracking della Ocean Globe Race a questo link.
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2 commenti su “L’Odissea (a lieto fine) di Translated9. Oggi riparte per il giro del mondo!”
Impegno e determinazione meritano il migliore risultato nell’ultima tappa.
Marco rendi inarrestabile ogni cosa… sempre al top! Buon vento amico!