Giro del mondo super veloce: Caudrelier vincerà, ma ha già perso (contro Gabart)

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

Gitana di Charles Caudrelier

La super sfida tra mega trimarani, l’Arkea Ultim Challenge, è ormai alle battute finali, almeno per quanto riguarda la prima posizione. Charles Caudrelier con Gitana Edmond de Rothschild si trova ormai a poche centinaia di miglia da Brest, al 50mo giorno di navigazione e chiuderà la sfida in prima posizione. Dietro di lui, ma staccato di 2000 miglia, Thomas Coville, segue Armel Le Cleac’h.

Salta subito all’occhio la differenza con il tempo di François Gabart nel 2017, che ha stabilito il record di circumnavigazione in 42 giorni. Sono passati 7 anni, con i relativi sviluppi tecnologici, ma in quest’Arkea Ultim Challenge il tempo del primo è nettamente peggiore al record del 2017, per non parlare degli altri concorrenti molto più attardati.

Record a vela e Ultim, cos’è cambiato dal 2017?

Fare un paragone netto tra il record di Gabart e l’Arkea Ultim del 2024 sarebbe fuorviante, perché è difficile se non impossibile che le condizioni meteo di due tentativi diversi siano sovrapponibili. Gabart con Macif nel 2017 incontrò per buona parte del percorso delle condizioni ottimali, tanto da stabilire anche un record delle 24 ore con 818 miglia percorse.

Non si può dire la stessa cosa dell’Arkea, Caudrelier ha dovuto rallentare a Capo Horn a causa di una grossa depressione, e poi fermarsi alle Azzorre per evitarne un’altra. in generale però, già prima di Capo Horn, sembrava davvero difficile potere ambire ai 42 giorni di Gabart. Eppure nel 2017 i foil per volare in Oceano erano solo alla primissima versione, e poi sono arrivate tante evoluzioni. Forse troppe?

La sensazione è che questi giganti siano diventati davvero fragili nel tentativo di fare foiling al 100% in Oceano. Questo rende difficile esprimere al meglio il loro potenziale quando il meteo diventa duro, mentre rendono al meglio in condizioni da Aliseo. Le velocità di punta degli Ultim di oggi sono maggiori di quelle del 2017, ma è la costanza su un giro del mondo, ovvero quasi 30.000 miglia, a fare la differenza, e quindi soprattutto l’affidabilità. Per una classe che rappresenta la frontiera tecnologica del movimento velico oceanico, fare registrare tempi così lontani rispetto al 2017 impone quanto meno una riflessione.

Mauro Giuffrè

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

FOTO Tutti i segreti di Luna Rossa appena varata

Bella, proprio bella la nuova Luna Rossa. Un oggetto spettacolare. Ma la bellezza, negli AC75, non è tutto. Se sarà veloce lo sapremo tra un bel po’ di tempo, a Barcellona dal 22 al 25 agosto. Solo allora le sei

Registrati



Accedi