San Valentino, la prima barca non si scorda mai. Raccontateci la vostra
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Buon San Valentino Velisti! Per celebrare la festa degli innamorati, abbiamo chiesto al nostro vicedirettore Eugenio Ruocco di raccontarci la storia del suo primo amore. Stiamo parlando di barche, ovviamente. Leggete il racconto, fate mente locale e mandateci, scrivendo un commento all’articolo, la storia della vostra prima barca!
Non ti ho mai dimenticata, Mistress II!
Nella giornata di San Valentino, la festa degli innamorati, mi sono ricordato del vecchio detto “il primo amore non si scorda mai”. Quanto è vero, mi sono detto, pensando alla mia prima barca da crociera. Si chiamava “Mistress II”, era un Comet 28 Race che nel 1998 i miei genitori avevano acquistato a La Spezia.
Un piccolo grande missile in vetroresina di Finot (del 1986, una Classic Boat), stretto, boliniero. Mistress II aveva l’albero maggiorato di Cariboni, le vele in laminato e in regata camminava tantissimo, al punto che si siamo tolti tante soddisfazioni. Ma per me, era la barca delle avventure. Da Genova, nostro porto di base, io e la mia famiglia abbiamo trascorso dei momenti indimenticabili. Ora che mia madre non c’è più, li sento ancora più preziosi. E che dire delle crociere improvvisate in Costa Azzurra, con i miei amici, poco più che diciottenni?

Tenemmo Mistress II per 12 anni, per poi passare ad altre barche più grandi (un First 34.7, un Grand Soleil 39 di Jezequel…) ma quel piccolo Comet di poco più di otto metri per due metri e mezzo mi è sempre rimasto nel cuore.
Alla ricerca della mia ex barca
Al punto che qualche mese fa ho deciso di cercarlo. Avevo saputo che la barca a un certo punto era finita sul lago Maggiore, ma non sapevo in che condizioni fosse.
Faccio una ricerca sul sito Comet285.it, dedicato agli amanti dei Comet, e la trovo:
Modello: Comet 28 race
Nome: Mistress II
Anno di costruzione: 1986
Armatore: Laura/Roberto/Linda
Luogo: Arona
Circolo Velico: LNI Arona
E’ lei! Sta benissimo, è felice!
E’ lei! Naviga, le foto lo dimostrano ed è ancora bellissima. Ha trovato qualcuno che la ama davvero! C’è anche la mail degli armatori. Commosso gli scrivo subito.

In quella mail mi lascio andare: “Ricordo perfettamente l’odore sottocoperta, i cuscini in alcantara verde (ci sono ancora?), la cucina estraibile, quell’albero maggiorato Cariboni che ti costringeva a dare la prima mano con meno di 15 nodi… Poi sono venute altre barche, ma mai nessuna come lei! Ho visto dalle foto che è tenuta perfettamente, ITA 31 è in ottime mani! Se un giorno passerò per Arona, magari, mi piacerebbe conoscervi e salutarla di nuovo!
Il giorno dopo, la riposta: mi confermano che Mistress è arrivata ad Arona nel 2012, e che da allora è sempre stata con loro, “a riempirci la vita e deliziarci nelle navigazioni giornaliere e crocierine di qualche giorno sul lago Maggiore“. Ed è rimasto tutto come mi ricordavo, “sono cambiati solo i cuscini che non sono più in alcantara verde, ma sono giallo oro. In alcantara verde sono rimaste le 3 sacche portaoggetti che sono ancora attaccate alla parete della cucina estraibile, nella dinette e nella cabina di prua“.
Mi dicono anche che navigare con lei “è molto appagante, perché anche con poco vento e sul lago è sovente così, riusciamo a muoverci egregiamente, con vento più teso prende la sua inclinazione e naviga. Quando è bene equilibrata, lasciando il timone si regola da sola all’orza o alla poggia, chiaramente sul lago ci sono meno onde“. Si, è proprio così, me lo ricordo come fosse ieri.
Mi scende – davvero – una lacrima. Quando passerò per Arona, sicuramente andrò a trovare Mistress II. Perché la prima barca è come il primo amore. Non si scorda mai!
Eugenio Ruocco
Qual è stata la tua prima barca?
Fateci sapere qual è stata la vostra prima barca, commentando questo articolo. E il vostro amore per lei. Dopotutto è San Valentino! Pubblicheremo i migliori “amarcord”!
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