Skipper in regola, finalmente! La riforma del titolo da diporto è legge

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skipper

Skipper in regola, finalmente! La riforma del titolo da diporto è legge, ed il nuovo titolo di Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe è in Gazzetta Ufficiale.  Ve lo avevamo anticipato nel novembre 2023, nell’articolo su come diventare  skipper professionista di una barca a noleggio o come comandante/marinaio di uno yacht. La riforma è ora legge, si potrà finalmente lavorare in Italia come skipper, assunti da società di charter, oppure in privato, con partita IVA. Una rivoluzione attesa da decenni. Ecco cosa cambia, come annunciato dal comunicato stampa di Confindustria Nautica.

AAA Cercasi skipper, il nuovo titolo di Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe

Finamente è più semplice diventare skipper professionista per diporto. La riforma, come riportato nel cumunicato stampa di Confindustria Nautica, è in Gazzetta Ufficiale. Con il decreto 13 dicembre 2023, n. 227, concernente la riforma dei Titoli professionali del diporto per il personale imbarcato su imbarcazioni e navi da diporto impiegate in attività di noleggio e sulle navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche (iscritte al Registro  definisce il nuovo titolo nazionale semplificato di “Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe” (non STCW).

La nuova figura Ufficiale di navigazione del diporto di 2a classe, potrà condurre in qualità di comandante, unità battenti bandiera italiana e in navigazione nel Mediterraneo o in acque interne, di stazza non superiore a 200 GT. È un titolo nazionale, ha validità 10 anni e non richiede l’iscrizione alla Gente di mare.

Come si diventa Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe

Per diventare Ufficiale di Navigazione da diporto di 2a classe,  è necessario:

  • avere compiuto 18 anni di età e possedere i requisiti psicofisici necessari per la patente nautica B,
  • essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado,
  • conseguire il certificato di operatore Short Range (SRC), si può fare via web,  come descritto nel nostro articolo sul Corso SRC online
  • Avere in corso di validità i corsi antincendio di base, il primo soccorso base «First Aid», e frequentare un corso di sicurezza personale per la navigazione d’altura (quelli di World Sailing sull’uso della zattera)
  • Sostenere un esame teorico e pratico.

Il nuovo titolo Ufficiale di navigazione del diporto di 2a classe è un titolo esclusivamente Nazionale, semplificato proprio per rispondere alle esigenze del diporto. non prevedendo la conformità alla convenzione internazionale STCW, Non sarà utilizzabile all’estero.  L’ esame scritto e orale, si terrà presso le capitanerie di porto. I contenuti della  prova di esame saranno paragonabili agli esami per la patente per per navi da diporto con qualche semplificazione, il decreto ministeriale con il programma sarà a breve emanato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Finalmente si potrà noleggiare una barca con skipper

Tutti gli appassionati di vela e di mare con compentenze, potranno dunque diventare skipper professionisti e farsi assumere in un settore che da anni richiede un titolo semplificato per il comando di imbarcazioni da diporto lungo le nostre coste. Le società di charter, potranno  assumere i nuovi skipper con titolo di Ufficiale di Navigazione da Diporto di 2a classe,  e non saranno obbligate a limitare la propria attività alla “locazione senza skipper” delle imbarcazioni.

Il testo completo del comunicato stampa di Confindustria Nautica è disponibile qui.

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48 commenti su “Skipper in regola, finalmente! La riforma del titolo da diporto è legge”

  1. Bastava riconoscere lo yacht master che ha esattamente le stesse caratteristiche. Invece, con italico orgoglio, abbiamo introdotto un nuovo titolo che all’estero non ha alcuna validità e che richiede nuova burocrazia.

      1. Chi ha partecipato al tavolo tecnico del ministero dei trasporti dice che è stato rifiutato categoricamente il percorso professionale internazionale Yacht master RYA perche’ un titolo professionale valido solo in Italia avrebbe incentivato l’adozione della bandiera italiana a scapito delle altre bandiere comunitarie.

    1. Troppo British e razionale!
      Vuoi mettere l’italica burocrazia inutile , siamo un popolo di menestrelli e (aspiranti) naviganti …. affondati da leggi borboniche !

      1. Permettimi, per tradizione storica era il regno di Savoia che aveva una burocrazia molto spinta, il.regno borbonico era molto più snello nel pratiche. Per il resto hai ragione.

    2. Da professionista marittimo con tanti anni di navigazione da diporto hanno fatto l ennesimo favore ai proprietari di yachts italiani e connesse agenzia di charter comunque una vera assurdità che farà di fatto abbassare il già a terra settore diporto nazionale e aggiungono con partita iva evviva cosi in Italia con gia salari ridicoli e contratti come carta igienica si va sempre piu giu…Comandante/cuoco/ sorridenti/ comandanti di lungo corso in pensione che si prestano su unità estere alla metà del salario in barba alla linee guida, contratti da domestici e via andare…buon vento Italy 🇮🇹

      1. Concordo con Fabio, l’ennesima buffonata all’italiana che servirà per sfruttare ancora di più il lavoro di veri professionisti e arricchire sia lo stato che gli armatori più ricchi. Una vera porcheria!

    3. Esatto! Completamente d’accordo, ma purtroppo siamo in Italia dove tra leggi,leggine e burocrazia varia si complica sempre tutto. Per quanto mi riguarda continuerò a lavorare su bandiere estere con YM, del titolo italiano non me ne faccio nulla.

    4. C’è già lo yacht master!! Dovevamo proprio assistere a questa inutile pagliacciata? Quali incompetenti hanno redato questa legge fuori dal mondo e fuori dall’Europa? Non oso pensare alle follie delle norme attuative!

  2. Giorgio Vacchetti

    Io che ho già la patente navi, devo rifare tutto?
    Non c’è equipollenza con gli altri titoli?
    Sono anche esperto velico FIV e istruttore e formatore LIBERTAS.
    Mi sembra la solita tangente per continuare a lavorare.

    1. Purtroppo si ! noi di AIS associazione italiana skipper, ci stiamo battendo per farci riconoscere il lavoro regresso . Se vuoi unirti , contattaci , siamo già più di 35o soci e 24 coordinatori regionali .

  3. Ma come si fa a condurre fino a 200 GT senza avere libretto di navigazione e navigazione registrata ” almeno di coperta” dal tutto al niente le solite cose all’ italiana. Almeno avere una navigazione registrata per poi sostenere un esame in capitaneria “anche se solo sul diporto privato era auspicabile”.

      1. Sarà la nuova nursery di incapaci titolati abilitati a trasportare verso “nuove avventure” gli ignari gitanti. E chi per decenni ha costruito la propria esperienza meticolosamente,con coscienza e responsabilità,rischia di essere tagliato fuori. Diciamo che i primi che dovrebbero imparare qualcosa sono coloro i quali legiferano senza cognizione di causa.

        1. Ciao Paolo non ti conosco e mi permetto di darti del tu per dire che concordo in pieno con quello che hai scritto. Chi fino ad oggi ha fatto sacrifici per imbarcare sul diporto o sul mercantile per arrivare a fare quello che da oggi in poi potranno fare praticamente tutti si sente preso in giro.

  4. Ma chi ha titoli commerciali minori tipo Capo barca al traffico locale o nello Stato dovrà sostenere comunque l’ esame o verranno considerati equipollenti?

  5. Il titolo di Di skiper(conduttore..)l’ho acquisito anni fa presso la Capitaneria di Venezia secondo le vecchie maniere.Spero sia riconosciuto dalle nuove norme

  6. Da anni si mettono toppe sopra le toppe, altra porcheria senza senso….se prima bisognava stare attenti ora bisogna stare ancora più attenti

  7. Se non è riconosciuto all’estero come titolo non vale nulla…… è buono per far girare un po’ di moneta fra corsi e titoli vari.

    1. Pietro Camisa

      Un titolo che di fatto vale nulla. Saper navigare x milioni di appassionati è qualcosa di diverso, totalmente. E non si impara in un ufficio a terra. Forse vale per i neofiti, forse.

  8. Sicuramente meglio di prima ma la domanda è la seguente: che retribuzione potrà chiedere un ufficiale di navigazione da diporto di seconda classe? Un armatore che ha bisogno di uno skipper per due o tre settimane di crociera o trasferimento che interesse ha ad assumere una figura così qualificata? E lo skipper professionista che convenienza avrà ad accettare imbarchi di breve durata? Io sono vecchio (66) e posso starmene a casa ma auguro buon vento ai nuovi ufficiali del diporto!

  9. Dalla Gazzetta Ufficiale:
    «Art. 8 (Sezione coperta – Specializzazione vela). –
    1. I titoli professionali di cui al presente regolamento
    sono prescritti ai fini dello svolgimento di prestazioni
    lavorative a bordo di unita’ dotate di apparato propulsivo
    a motore.
    2. Per lo svolgimento di prestazioni lavorative a
    bordo di unita’ dotate di propulsione velica e’ istituita
    la specializzazione «vela» della sezione coperta, che si
    consegue con il superamento di un esame teorico-pratico
    svolto in conformita’ a quanto previsto per il
    conseguimento dell’abilitazione alla navigazione a vela per
    le patenti nautiche di cui all’articolo 39 del decreto
    legislativo 18 luglio 2005, n. 171.
    3. La prova teorica e’ svolta in base ai programmi
    stabiliti con decreto del Ministero delle infrastrutture e
    dei trasporti.
    4. La prova pratica di navigazione a vela si svolge
    innanzi alla commissione d’esame integrata da un istruttore
    velico designato dalla Federazione Italiana Vela o dalla
    Lega Navale Italiana.
    5. La specializzazione e’ annotata sul certificato.
    5-bis. Coloro che sono in possesso di patente nautica
    che abilita alla navigazione a vela conseguono senza esami
    la specializzazione di cui al comma 2.».

    Sembrerebbe che chi ha la patente non ha bisogno di rifare alcun esame.

  10. La natura della legge era quello di semplificare l’ottenimento di un titolo che consenta a chi non era iscritto al registro della gente di mare ma aveva una semplice patente nautica di ottenere un titolo semplificato per condurre imbarcazioni fino a 200 gt.
    Ma se la premessa è che questo titolo di comandante di 2 classe è simile, con alcune semplificazioni a quello di comandante di navi da diporto la vedo dura conseguire questo titolo. Non regolarizzeranno il settore. Certo non sarà per questo anno perché le Capitaneria sono indietro nella redazione del piano esami e sopratutto non credo esistano i corsi in giro per formare le persone. L’unico vantaggio è che con questo titolo di seconda classe non devi avere avuto 36 di imbarco precedenti….

  11. In Italia siamo semplicemente RIDICOLI !!
    Come al solito non risolvono il problema ma tutt’altro lo complicano aggoungendo ulteriore burocrazia giusto per mantenere le solite clientele posti di lavoro etc e costi inutili per chi davvero vorrebbe mettersi in regola.
    Esattamente la stessa burocrazia che sta affossando l’economia ed il paese intero.
    Ancora altri esami ??? ma daiiiii … poi invece permettono a chiunque di girare in mare noleggiando un gommone con motore sotto i 40cv ma senza che abbia alcuna idea della sicurezza , delle precedenze etc…
    RIDICOLI !!!

  12. I commenti non lasciano dubbi su come è recepita da chi lavora nel settore questa nuova pezza, credo che come in passato, chi legifera non conosce gli argomenti trattati ed è mal consigliato da un esercito di burocrati, impegnati più che altro a dare un senso al loro ruolo.
    A peggiorare la situazione, le varie associazioni di categoria ancora una volta si sono dimostrate inutili.
    Ma criticare è sempre facile, mi permetto di segnalare che nel 2016 la Comunità europea ha finanziato una conferenza TCC-SCV Trecvet Core Curriculum for Skipper of Small Commercial Vessel, con l’obbiettivo di individuare un percorso formativo comunitario con una certificazione finale valida in tutti gli Stati EU, con la consapevolezza della necessità di riunire in un unico riconoscimento professionale, le varie licenze e titoli commerciali diversi, ma sostanzialmente identici (Yacht Master UK, Capitaine voile FR ecc.); ovviamente l’unica Nazione assente era la nostra.
    Credo che riprendere i contatti in Europa sul progresso di questo percorso normativo, sia l’unica cosa sensata da fare.

  13. Molto bene…! D’ora in avanti oltre che per la strada, quando si incontrerà un’imbarcazione con andatura…imbarazzante potremo gridare al timoniere la classica domanda retorica… MA CHI TI HA DATO LA PAT..pardon…LICENZA…!

  14. A parte gli scherzi, da uomo di Legge, questa normativa mi conferma l’intenzione di ampliare formalmente i soggetti corresponsabili in caso di sinistri nautici. Le parti lese potranno senza particolari oneri probatori, dirigere le loro richieste risarcitorie anche direttamente nei confronti di coloro che negli incidenti stradali sono definiti conducenti. In mare sono infatti chiamati skipper. Dunque ritengo che sia opportuno rivedere le proprie polizze assicurative…!

  15. Umberto Verna

    … Bastava una sola riga: chi vuole fare per professione il “comandante di unità da diporto” deve aprire partita iva e fare le fatture.
    Le competenze per andar per mare ‘è le ha già riconosciute lo stato con la patente nautica. Cosa cambia nel rispetto del CN se un patentato si fa pagare o non si fa pagare?
    Chi ha spinto lo stato a fare questo altro passaggio?
    Se passa questo concetto è come dire che le responsabilità in mare di un padre di famiglia in giro con i figli sono minori di chi si fa pagare.
    Mi auguro che il programma di esame sia: perché fatturare, come aprire la p.iva, come compilare la dichiarazione dei redditi.
    Così si sconfigge l’abusivismo.
    PS) in Inghilterra non c’è la patente per navigare, c’è lo yacht master se vuoi farlo di professione. Punto

    1. Tutte le volte che sento che stanno mettendo mano ai titoli del diporto mi vengono i brividi!
      Se non distinguono la prua dalla poppa di una barca , copino da quelli che in materia hanno tradizioni consolidate: gli Inglesi!

    2. Salve Umberto mi dispiace contraddirti ma la sola patente nautica non basta per fare un lavoro commerciale, per quello ci vuole un titolo commerciale. La patente nautica è nata per chi vuole condurre la propria imbarcazione.

    3. concordo al 100% !! se sei un incapace, lo sei a prescindere anche se hai passato (sulla carta) esami o altri balzelli burocratici inutili.

  16. Mauro+Tasselli

    Il principio è lodevole, purtroppo la realizzazione della legge è burocretica e farraginosa. Tanto x esempio chi vuole andare in Corsica , costa azzurra, o Croazia, non ha titolo valido?Per fare le leggi, occorrono persone capaci di informarsi bene dai tecnici”addetti ai lavori “………bastava prescrivere l’apertura di Partita Iva, da parte di coloro -in possesso della patente nautica-che intendono fare come mestiere lo skipper………, anche 7/8i quiz per ottenere la patente nautica sono ancora sbagliati, nonostante le correzioni apportate dal Ministero…. È la burocrazia che alimenta se stessa…..

  17. Ho letto tutta la nuova normativa ma non ho trovato quale sarebbe l’argomento di esame , inoltre chiedo alla redazione quale tipo di patente nautica abilita senza esame . Ringrazio anticipatamente.

  18. Alessandro de Struppi

    Quando le nostre istituzioni “competenti” legiferano in materia di professioni marittime incorrono sempre in grandi errori e in eccessi di burocrazia. Si sono sempre dimostrati “incompetenti” e questa riforma lo dimostra per l’ennesima volta: funzionari ministeriali totalmente ignoranti di mare che legiferano su argomenti che non conoscono e che finiscono per danneggiare stupidamente i destinatari dei loro “provvedimenti”.

  19. Contento ! Leggo commenti di chi vuole trovare solo il marcio in ogni cosa.

    Era da anni che si aspettava questo titolo in Italia e siamo buoni solo a criticare, l’esperienza in mare si fa, ci sono anche persone come il sottoscritto che per problemi non ha potuto iscriversi in 1 categoria alla gente di mare pur avendo tutti i corsi stcw ed esperienza ed era tagliata fuori pur essendo un professionista. Ora si potra stare a noleggio senza sentirsi dei pirati.

    Dovremmo vedere il buono e non il marcio in ogni cosa.

  20. italo Tosellii

    Vorrei far notare che il titolo introdotto e’ molto simile al titolo OUPV/master americano. Non vedo nulla di sbagliato.

  21. Chiedo per fare chiarezza
    Il nuovo titolo consentirà di fare lo skipper professionista su barche a vela in Italia. Prima quali erano le possibilità ed i requisiti? E per farlo all’estero che abilitazione è necessaria. Ne esiste una universale? Grazie

    1. Salve Giovanni da come ho capito la patente nautica è sempre valida ma per imbarcazioni ad uso privato cioè se sei al comando di un imbarcazione per uso privato. Se invece hai intenzione di lavorare su una imbarcazione che fa charter hai bisogno di un titolo abilitante ovvero l’ ufficiale di navigazione del diporto o titolo superiore o yacht master o il nuovo titolo di cui si sa ancora poco di ufficiale di navigazione di seconda classe con il quale però potresti lavorare fino alle acque territoriali italiane.

  22. Lo avevamo il titolo nazionale adeguato: era quello di conduttore che fu inopinatamente eliminato nel 2005.

    https://shorturl.at/cijBV

    Bastava reintrodurlo tal quale, esame compreso, affiancandolo ai corsi STCW e GMDSS. I limiti di imbarco determinati già dal tipo di patente posseduta.

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