“Come ho attraversato da solo l’Atlantico su un 10 m del 1987. Tra mille problemi”

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Elia Favaro -2
Elia Favaro a bordo del suo Van De Stadt 34 (10,25 x 3,30 m) Coconut

“Ho attraversato l’oceano Atlantico in solitario, su una barca a vela di 10 metri del ’87!! Ce l’ho fatta!”.

Elia Favaro, il ragazzo di 30 anni che, a bordo di Coconut, un Van De Stadt 34 (10,25 m) in acciaio del 1987 messo a posto con le sue mani, ha concluso la sua traversata atlantica in solitario, da Mindelo (Capo Verde) a Bridgetown (Barbados). Ha impiegato 24 giorni e 10 ore per percorrere le 2.300 miglia tra tante peripezie: pilota automatico rotto, cali di energia a bordo, avarie di ogni sorta, sartie rotte... Ma questa traversata era il suo sogno e Elia ha risolto tutti i problemi da vero marinaio. D’altronde, come ci ha raccontato lui stesso, “Se tutto va bene ci si inizia a rilassare troppo e se succede qualcosa può essere un problema..”.

Coconut, il Van de Stadt 34 acquistato da Elia e dalla sua famiglia

Mentre Elia lottava in Atlantico con i problemi e le avarie, il più importante quella al pilota automatico che lo costringeva a timonare 17 ore al giorno, i suoi genitori ci avevano raccontato la sua storia e la sua passione per il mare. Una passione che Andrea e Lidia Favaro hanno sempre appoggiato e incoraggiato. E hanno sempre creduto in lui, anche noi momenti più bui: come quando, nel novembre del 2022, viene dato per disperso sulla rotta Cadice-Madeira.

La traversata di Elia Favaro

Una volta alle Barbados, Elia ci ha scritto. Se la navigazione, di per sé, non è stata troppo impegnativa (massimo 30 nodi di vento), le grandi difficoltà sono state quelle, come anticipato, legate ai problemi tecnici.

“Non ho trovato tantissimi groppi e quelli che ho trovato erano a massimo 30 nodi”, esordisce, “ma i problemi sono stati tanti: prima le batterie, poche ore di luce e i pannelli solari non caricavano abbastanza per supportare tutta la strumentazione e il frigo di notte.

Quindi ho acceso il motore di notte ma c’era una perdita dalla girante ed ho trovato acqua in sentina.. poi il pilota automatico, che prima mi dava “off course” e non manteneva la rotta per più di un minuto e poi “no Compass” quindi la bussola del pilota è morta completamente.. e come ciliegina sulla torta lo strallo di prua che si è allentato completamente ed ha portato la sartia bassa di dritta a rompersi.. 

Elia in navigazione a Natale. E’ partito da Capo Verde il 23 dicembre ed è arrivato alle Barbados il 17 gennaio, dopo 24 giorni e 10 ore di navigazione

Ma tutto questo mi ha aiutato a mantenere alta la concentrazione.. se tutto va bene ci si inizia a rilassare troppo e se succede qualcosa può essere un problema..  Ci sono stati anche tanti momenti belli.. bei tramonti e delle belle catture..”.

“Vi do un po’ di numeri della mia traversata:

Miglia percorse: 2303.9
Tempo impiegato: 24 giorni e 10 ore circa
Velocità media: 3.93 nodi
Velocità massima: 12.4 nodi
Velocità massima vento: 29.7 nodi
Altezza massima onde: 4/5 metri
Giorni senza pilota automatico: 17 giorni
Media ore alla barra al giorno: 15 ore
Media ore di sonno al giorno: 6 ore”

Un’avventura iniziata nel 2021

In realtà, l’avventura di Elia Favaro era iniziata molto tempo prima.

A giugno del 2021 è partito con Coconut da Caorle e ha navigato lungo le coste italiane e il Mediterraneo, per approdare prima a Murcia, in Spagna, e poi far tappa alle Baleari. Da lì Gibilterra, poi Capo Verde e l’arrivo nei dintorni di Murcia, in Spagna. Con la sua barca aveva fatto tappa alle isole Baleari. Poi Cadice, Madeira, Canarie.

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18 commenti su ““Come ho attraversato da solo l’Atlantico su un 10 m del 1987. Tra mille problemi””

  1. Per la serie dieci cose sbagliate per preparare la barca.
    1) come fai a non avere un pilota di backup o il timone a vento.
    2) un palmare satellitare si noleggia.
    3) per arrivare alla rottura della sartia con quella bagnarola, queste cose capitano sui Racer al limite, vuo dire che non ha colto i segnali come la flessione dell’albero e mai controllato la tensione dello strallo.
    4) batterie e pannelli: hai fatto male i conti giovane.

    I figli di papà senza preparazione è meglio che continuano a farsi le stagioni.

      1. Concordo sui toni. Ma passare da un imprevisto ad una tragedia è un attimo. Queste imprese vanno preparate con attente analisi dei rischi, con matura cognizione di causa. Il ragazzo ha peccato di superficialità ed un’esperienza ma è anche colpa di chi non lo ha assistito. Io dedico molto tempo ad insergnare queste cose. La safety deve essere prima di tutto.

    1. Sergio CASALI

      Le 4 considerazioni ci potevano anche stare ma espresse in un modo diverso. E invece sono al limite dell’irrispettoso poi con quella finale notazione di rimproverare di essere figlio di papà mi ha proprio disturbato invalidando tutto il resto.
      Ma proprio non ci riusciva ad essere meno “forcaiolo”, lei ha mai fatto una traversata atlantica (che poi è iniziata a Caorle) in solitario?
      È la natura stessa dei social che dando ribalta a persone come lei gli dà l’occasione della vita per mettersi in luce….

    2. Elia Favaro - SV Coconut

      Ciao Francesco!
      Volevo risponderti personalmente in quanto sono il diretto interessato, visto che questo articolo parla di me!!
      Penso di essere partito adeguatamente preparato.. avevo un attuatore e anche una bussola di Beck up per il pilota.. purtroppo essendo la mia barca in acciaio ho problemi di campo magnetico e la bussola si trova a metà albero… Quindi impossibile per me da cambiare essendo in solitario e con minimo 2 metri di onda!!
      Per il rigging vale lo più o meno lo stesso discorso… Le sartie erano state cambiate a Mindelo prima dell attraversata Atlantica, avevano meno di un mese! Il lavoro fatto e i materiali erano evidentemente di pessima qualità e sto provando a contattare chi ha eseguito il lavoro!! Mi sono inoltre accorto che lo strallo di prua si stava allentando, ma sfido chiunque a togliere un genoa 140% in solitario, in mezzo all Atlantico, in 3 metri di onda e almeno 20 nodi di vento costanti, senza pilota automatico, per poi sollevare il rollaficco, regolare lo strallo, chiudere tutto e issare la vela da solo…
      Per batterie e pannelli solari i conti erano abbastanza giusti, purtroppo ancora non riesco a controllare le nuvole e nei primi giorni non sono riuscito a mandare via le nuvole!!

      Comunque non mi sento figlio di papà dal momento che per fare questo viaggio ho lavorato per anni su turni a ciclo continuo, giorno e notte, natale, pasqua, 25 aprile, 1 maggio ecc… Ma.anchense fosse, che problema c’è nel utilizzare i mezzi forniti dalla famiglia?

      Vorrei inoltre ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti e quelli hanno preso le mie difese e mi hanno supportato con commenti!! Grazie di cuore!!

    3. Ecco é arrivato il classico lupo da tastiera che scrive cagate senza nemmeno sapere effettivamente come e cosa sia successo, ma sono sicuro che lei ha dalla sua parte il fatto che ha fatto giá sicuramente qualche traversata in solitaria, sicuramente me lo immagino il il cappelino bianco, maglia a righe bianche e blu, con barba e piap in bocca……..:-D 😀 😀 😀 dovrebbe solo vergognarsi….figlio di papá??? quanto ingnorante sei (ignorante non é un offesa perché significa che ignori) ignori che i genitori di Elia non sono ricchi come pensi tu, che Elia prima di partire per questa avventura ha lavorato duramente su varie barche a anche a terra per mettere da parte i soldi per far avverare il suo sogno…….vedi la gente come te che non vale un cazzo e vede le cose in maniera totelmente disturbata….si perché lei vede solo i problemi, la rottura di questo e di quello, batterie e pannelli, telefono satellitare ma non vede la cosa piú importante……..ma fará fatica a capire in quanto penso che il suo IQ non sia molto sviluppato…….. Elia é riuscito a gestire nel modo migliore e ha risolvere tutti i problemi che si possono avere in questi casi…….se lei pensa che una traversata sia una passeggiata dove non accade nulla si vede proprio che é un incopetente…….. Continui pure ad invidiare le persone che hanno un sogno…….dico sempre a Elia, piú persone invidiose avrai piú significa che stai facendo le cose giuste…..

  2. Francesco, scusami ma i tuoi commenti sono dei soliti acidiosi ben lontani da intraprendere una coraggiosissima traversata in solitario. Dal calduccio della tua scrivania lontano persino dalla banchina di un porto impartisci lezioni di vela e manutenzione.
    Ammettilo ti fa rabbia che tu non possa farlo.
    Ciao
    Marcello

  3. Ho 72 anni e il prossimo anno ,finalmente libro da impegni, ci proverò anche io.
    Sarà l’ultima occasone, temo, e non intendo farmela scappare.
    Non so se l’esperienza è sufficiente, certo avrò una barca piccola ( 12 m. ) ma preparata e saremo in due per un totale di quasi 150 anni .
    Spero di abbinare la prudenza e la preparazione del mezzo alla temerarietà e all’entusiasmo di Elia

  4. Bravo Elia, in solitario. Sei un grande. Non dar retta ad alcuni invidiosi pantofolari.
    Complimenti. Ora sei pronto per navigare anche oltre con maggior esperienza.

  5. Complimenti al ragazzo così giovane.
    Credo che da Caorle il meno sia stato l’Atlantico con gli alisei, prima si è fatto tutto il Mediterraneo con venti molto più variabili e imprevedibili.
    Certo un timone a vento sarebbe stato meglio non necessitando di batterie lo strallo magari si può controllare prima che ceda ma lui ha fatto questa impresa e noi siamo qui a giudicare all’asciutto..
    Il commento figlio di papà è un po’ da figlio di…… Certo due anni senza lavorare in giro in barca ci vogliono dei soldi da parte ma quanti sperperano ogni sabato sera in noleggi di limousine di dubbio gusto cariche di coca e f..a, a pagamento…preferisco come ha speso Elia….mille volte meglio

    1. Bravo Elia….complimenti per la tua incredibile esperienza……non badare ai tipi come Francesco…..sulla banchina sono tutti capitani ….

  6. Sig. Franceso,
    sono il papà di Elia…mi permetta alcune considerazioni.
    Non sta sicuramente a lei decidere cosa sia giusto o sbagliato soprattutto non essendo a conoscenza delle cose. Per acquistare un pilota a vento efficiente ci vogliono alcune migliaia di euro cosa per noi attualmente impossibile, per quanto riguarda il problema ddel pilota è saltata la bussola fluxgate. Elia ne ha una di rispetto a bordo ma è posizionata in modo solidale sull’albero a circa 4 metri di altezza lei ha le capacità di sostituire tale oggetto in solitario con metri di onda?
    Abbiamo sempre avuto, nella traversata, la possibilità di vedere la sua posizione ogni 5 minuti e di poter comunicare con lui con Garmin Inreach. Lo strallo (nuovo!!) ha avuto problemi per un lavoro fatto male a Mindelo, unico cantiere disponibile.
    Tre pannelli solari da 100W, altri 2 di rispetto batterie 260ah, fatto male i calcoli?
    Figlio di papà? Elia ha lavorato per anni per arrivare a questo e posso dire con molta soddisfazione di esserne felice!
    Bagnarola? https://www.barchenews.it/news/24370/danni-a-tanguy-de-lamotte-sulla-vendee-globe-in-direzione-di-capo-verde …tutte possono avere dei problemi caro Francesco.
    Bravo Elia ci sei riuscito!
    Saluti Sig.Francesco

  7. Complimenti Elia
    Nonostante la tua giovane età hai dato prova di coraggio e intraprendenza !
    Fare una traversata atlantica e per giunta in solitario checché ne dicano i “capitani da tastiera” rimane sempre una impresa ardua sia mentalmente che fisicamente.
    Trovarsi in mezzo all’oceano per 27 lunghi giorni
    E sapere di poter contare solo sul mezzo e su se stessi non e’ cosa da poco.
    Tanti parlano , parlano , parlano …le chiacchiere se le porta via il vento
    Tu invece ce l’hai fatta !
    Pertanto non badare alle critiche e ti auguro di portare avanti il tuo sogno il più a lungo possibile !
    Bravo!

  8. Grande Elia e grande impresa che hai portato a termine! Piena ammirazione e supporto da un coetaneo velista!
    Pietro (vicino di articolo:))

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