Caso Malingri. Cosa è successo (e perché non è più skipper)

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Vittorio-malingri
Vittorio Malingri (foto di A. Falcon)

Perché Vittorio Malingri non è più lo skipper dello Swan 65 Translated9 in testa al giro del mondo a vela, a tappe e in equipaggio, Ocean Globe Race? E perché la barca è stata penalizzata? Ecco la nostra ricostruzione di questo intrigo che poco ha a che fare con lo sport e molto con gli odiosi e opinabili regolamenti.

Il caso Vittorio Malingri. Cosa è successo al giro del mondo

Lo Swan 65 Translated9, di cui era skipper il famoso navigatore oceanico 62enne Vittorio Malingri, è stato penalizzato di 72 ore al termine della seconda tappa della Ocean Globe Race. La causa è banale e nulla a che fare con il risultato sportivo. Si tratta di un’infrazione al regolamento che vieta di riparare le vele in veleria, ma esclusivamente a bordo della barca. Malingri, in qualità di skipper, si è preso tutta la responsabilità per aver inviato tre vele in veleria, oltre a non aver comunicato alla giuria di averlo fatto.

Questa infrazione è costata Swan 65 Translated9 ben 72 ore di penalità (24 ore per vela) a cui si erano aggiunte ulteriori 100 ore di penalizzazione per omessa dichiarazione dello skipper.

Con un’abile mossa, Vittorio Malingri si è addossato tutta la colpa, sostenendo che l’equipaggio e l’armatore erano all’oscuro della decisione di far riparare le vele in veleria, contravvenendo al regolamento.

Così la giuria ha dovuto annullare la penalizzazione delle 100 ore (a condizione che non siano violate ulteriori regole del bando di regata. Se così fosse, arriverebbe la squalifica), permettendo a Translated9 di rimanere ancora in testa alla classifica del giro del mondo dopo due tappe. A fronte di ciò, Malingri si è dimesso da skipper dello Swan 65 Translated9 e ad oggi non è ancora chiaro se continuerà  a far parte dell’equipaggio come semplice marinaio o no.

Fino a che punto va preservato lo spirito “vintage”?

La vicenda ha scatenato una fortissima polemica sul regolamento della regata organizzata da Don McIntyre, una regata intorno al mondo sulle orme della vecchia Whitbread, corsa a bordo di barche di design e costruzione vintage, senza strumentazione di ultima generazione e con regole stringenti per preservarne il carattere “romantico” (e tenere i budget più bassi per i partecipanti). Ma a furia di cercare di preservare lo spirito romantico, a McIntyre forse la faccenda è sfuggita di mano. Non c’è dubbio che la regola che proibisce di portare le vele in veleria, ma ammette di portare velai e attrezzature per le riparazioni a bordo della barca abbia poco a che fare con la vela oceanica degli anni 60/70.

Intanto, ripercorriamo quanto accaduto. 


Il post “fiume” di Malingri e quello di Translated

Il polverone sul “caso Malingri” si è alzato ieri, quando sulla pagina Facebook del Team Malingri il navigatore pubblica un lungo sfogo annunciando il suo abbandono da skipper al giro del mondo, senza specificare nel dettaglio la causa. Un post in stile “malingriano”, a fiume, in cui faceva intendere che, fin dal primo momento, Translated9 e il suo team sono sempre stati, dall’inizio della regata, “sotto attacco e sospettati: il nostro rating è falso, facciamo trucchi… ogni giorno parliamo con qualcuno che dubita che giochiamo correttamente“. E diceva anche che “sappiamo anche di molte cose non regolari su molte barche, bompressi, certificati sbagliati, apparati non consentiti, ma non ce ne preoccupiamo affatto e ci facciamo gli affari nostri“.

Più sobrio il post che segue sulla pagina di Translated9, dove si legge che Malingri si è dimesso dal ruolo di skipper e ammette di aver commesso un errore di valutazione e di aver fatto una dichiarazione errata su una delle regole dell’OGR, relativa alla riparazione e uso delle vele.

La discussione impazza sul web, tutti si chiedono che cosa sia successo e l’entità della penalizzazione, in attesa di una comunicazione ufficiale da parte della giuria dell’Ocean Globe Race.


Il perché della penalizzazione

Poi, a tre giorni alla partenza della terza tappa della regata (quella che da Auckland porta a Punta del Este, in Uruguay, passando per il mitico Capo Horn, partenza il 14 gennaio), arriva un lunghissimo comunicato il cui succo è: 72 ore a Translated9 per la riparazione delle vele irregolare, con le 100 ulteriori ore “congelate” a seguito delle ammissioni di Malingri di aver agito in totale autonomia e a insaputa dell’equipaggio e delle sue dimissioni.

Mandare le vele a riparare in veleria non è consentito dal Bando di Regata, a meno che non vengano seguiti processi specifici e non siano forniti preavviso da parte dell’equipaggio e autorizzazione da parte della giuria.

Poi, il dettaglio della penalità:

1. Tre vele sono state inviate a un velaio per essere ispezionate e riparate. Ogni vela riceve una penalità standard di 12 ore. Totale 36 ore.

2. Tre vele sono state inviate a un velaio senza autorizzazione e registrazione. Ogni vela riceve una penalità extra di 12 ore. Totale 36 ore.


Cosa succede adesso?

Con “solo” 72 ore di penalizzazione, Translated9 mantiene la prima posizione nella classifica, poiché aveva più di tre giorni di vantaggio in tempo compensato IRC accumulato nelle prime due tappe sugli avversari. Ora gli restano circa nove ore di vantaggio e può affrontare la terza tappa partendo ancora da leader.

Se con o senza Vittorio Malingri a bordo, lo scopriremo il 14 di gennaio.

L.O. e E.R.

 

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15 commenti su “Caso Malingri. Cosa è successo (e perché non è più skipper)”

  1. Ciccio Supparo

    Mahhh…speriamo che Vittorio trovi una via intermedia..
    C’è un bellissimo spirito marinaresco e più.. che anima quella barca… tra l altro ex di un caro amico.. e sarebbe un vero delitto perderlo per strada. Sono tutti li .. nessuno escluso.. per compiere.. TUTTI INSIEME .. un immenso evento sportivo .. e… il successo della formazione dello spirito giusto … guarda caso .. ha portato automaticamente a grandi risultati. Una torta succulenta che non si può far scadere per muffa ..
    FORZA RAGAZZI !

    1. Un autogoal..
      Questo è essere squadra. Decisione sicuramente sofferta ma necessaria per salvare gli sforzi e le risorse impegnate fino ad Auckland. Onore allo skipper Vittorio che esce da vincitore. Forza ragazzi, siete un riferimento!!

  2. Seppur vera e’ la regola che le riparazioni delle vele devono essere fatta a bordo , per questo trambusto Vittorio se ne deve assumere la responsabilità, come tra l’altro ha fatto ,male invece e’ sputare veleno sugli altri concorrenti che probabilmente x gelosia dei risultati hanno invocato marachelle da parte di Translated 9. Vittorio e’sanguigno come deve essere un vero marinaio ma in questo momento ci vuole freddezza xché il 4 a 0 sarebbe la giusta risposta alle maldicenze degli altri concorrenti e delle supposte ingiustizie che l’organizzazione affibbierebbe a Traslated 9.Giusto non giusto che sia questa vicenda mette un po’ di pepe sulla regata e ritengo che Vittorio debba tener duro , ritirare le dimissioni e portare i ragazzi di Traslated 9 alla vittoria della terza tappa e chissà alla vittoria finale … forza Vittorio

  3. “Con un’abile mossa, Vittorio Malingri si è addossato tutta la colpa, sostenendo che l’equipaggio e l’armatore erano all’oscuro della decisione di far riparare le vele in veleria, contravvenendo al regolamento.”. A casa mia questa si chiama furbizia, quella dote tutta italica di mettersi in cattiva luce anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Che poi la regola sia stupida ok, ma se è scritta va rispettata.
    Peccato, gli inglesi ora ci perculano, potevamo batterli senza ombre.

  4. Se la regola c’è, allora va rispettata, se non sei d’accordo puoi non iscriverti…il resto sono pettegolezzi da banchina cui Malingri non dovrebbe dare ascolto.

  5. La vela è così, si combatte in acqua, a terra e davanti alla giuria, senza esclusione di colpi. Chi non ha mai ricevuto una protesta inaspettata alzi la mano.

  6. ….voi dovreste raccontare i fatti da giornalisti, senza partigianeria. Il regolamento era chiaro e loro non lo hanno rispettato. Inoltre (cosa molto grave) alla domanda esplicita se avessero mandato vele in veleria, Malingri ha risposto di NO, mentendo spudoratamente… tutto il resto è pettegolezzo inutile (dal contestare il regolamento; alla presunta invidia degli altri equipaggi)….

    1. Hai proprio ragione! I soliti giornalisti….ha mentito alla giuria! È questa la cosa gravissima! Non le vele etc..quando gli hanno chiesto se le aveva portate in veleria lui ha detto No! Poi avendoglielo dimostrato ha dovuto dire la verità…tutto qui..io dico vergogna,ma ancora più vergogna a chi si aggrappa agli specchi per difenderlo…vergogna.

  7. E’ molto triste che anche per la vela il denaro sia ora il solo motivo trainante! 50 anni fa io assistevo a Sidney alla partenza della prima Whitbread a cui partecipavano Doi e Franco. Sayula non aveva ancora vinto ma era una barca molto bella e meglio attrezzata. Si fraternizzava, eravamo stati a bordo, i commenti erano di ammirazione e di come erano stati spesi bene e un po’ d’invidia per un mezzo cosi performante come per le uniformi dei soldati e marinai UK alla festa del Lord Governatore.
    Ricevevano complimenti, non denuncie….

  8. Polemiche sterili.
    Le regole vanno rispettate e magari si dovrebbe cercare di …aggiornarle in base ai tempi. Ma ovviamente per le prossime manifestazioni.
    Per quanto riguarda lo Skipper, se ignorava il regolamento vuol dire che non meritava l’incarico conferitogli, se invece lo conosceva parrebbe abbia agito in malafede.
    Evviva lo sport!
    Tenente Colombo

  9. Per me Vittorio e un grande marinaio e competitivo da sfidare i regolamenti se ritiene che avrebbe potuto riscontrare problemi
    Meglio 72 ore e sapere che le vele sono a posto che perderle nella tappa
    La vela e cosi una sfida senza esclusione di colpi.
    Credo( non sono certo) che alla partenza ci sarà eil sassolino se lo togliera all arrivo
    A canna morta BV

  10. Premetto che ho sempre apprezzato i Malingri…questo non è un attacco al Malingri, solo non mi sarei aspettato uno scivolone di questo genere da uno SPORTIVO come lui,, detto ciò è letteralmente impossibile che 3 vele di un 65 piedi siano state portate via dalla barca senza che gli altri componenti non se ne accorgessero….!

  11. Guillermo Ferrari

    Se la regola c’è va rispettata, fa parte del fair play del velisti di ogni dove.
    Sarebbe interessante capire perchè Vittorio ha deciso di non rispettarla, ignozanza o volontà di aggirare le regole? Tutte e due mi sembrano inverossimili, allora per quale motivo?…
    Guillermo Ferrari

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