Coppa America, la storia di Azzurra in un (bellissimo) podcast. Ascoltalo subito!

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Azzurra
Azzurra nel 1983

Quarant’anni fa, nel 1983, l’Italia esordiva nella regata più famosa del mondo, la Coppa America, con Azzurra. Per la prima volta nella storia del nostro paese la vela divenne popolare, consacrando star come Mauro Pelaschier, il timoniere del 12 m S.I. che giunse fino alle semifinali della Louis Vuitton Cup, e Cino Ricci, lo skipper.

Ma la storia che ha consacrato la vela italiana e che prese forma grazie alla lungimiranza del principe Aga Khan, dell’avvocato Gianni Agnelli e di un consorzio di sponsor e imprenditori del nostro Paese, è molto più di una performance sportiva, perché ha a che fare con la rinascita di un’intera Nazione. Per capire la portata di quell’evento, vi basti sapere che ci furono tantissime bambine nate nel 1983 a cui i genitori diedero il nome di Azzurra…

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Azzurra, la scia di un sogno. La copertina del podcast consigliato dal Giornale della Vela

Azzurra, la scia di un sogno. Podcast imperdibile

Oggi la storia di Azzurra è diventata un podcast. Una produzione di altissimo livello che vi consigliamo di ascoltare (non a caso nella sua copertina è “Consigliato dal Giornale della Vela”).

Azzurra, la scia di un sogno, una produzione di Pianozero Media con la collaborazione di Stefano Vegliani, giornalista appassionato di vela, volto degli sport Olimpici per 29 anni nella redazione sportiva di Mediaset e Premium Sport. È proprio la sua voce che accompagna l’ascoltatore attraverso i retroscena di questa avventura sportiva e umana in una narrazione a quattro puntate che parte dalla genesi e ci accompagna fino a Newport, nel Rhode Island (USA), il 18 giugno 1983.

Alla parte raccontata si intersecano le interviste ad alcuni dei protagonisti principali del tempo, dallo skipper Cino Ricci, al progettista Andrea Vallicelli, fino al timoniere Mauro Pelaschier e all’ingegnere Marco Cobau. Una raccolta di voci reali, vive, capaci di far vibrare le corde delle emozioni alimentate dai ricordi più veri e abilmente mixate a suoni e musica dal sound designer Davide Debenedetti per Filmico.studio.

Cino Ricci al timone di Azzurra

Le quattro puntate del podcast Azzurra, la scia di un sogno sono state scritte a quattro mani dalla giornalista Sara Canali e da Stefano Vegliani, mentre la cura editoriale è di Niccolò Maria Santi e Michele Catalano.

Azzurra, la scia di un sogno. Le puntate

Ascoltabile su tutte le piattaforme di streaming, il podcast di Pianozero Media, consigliato dal Giornale della Vela, ripercorre le tappe della nascita di Azzurra sullo sfondo di un’Italia fragile, uscita da poco dagli anni di piombo e alla ricerca di credibilità di fronte al resto del mondo. Quella dell’equipaggio di Cino Ricci diventa così il simbolo di un popolo che, contro ogni pronostico, alza la testa e guarda verso il futuro.

PUNTATA 1 – Il progetto che nasce da un “no”

La storia della Coppa America e il suo prestigio, fanno nascere nell’avvocato Agnelli prima e in un gruppo di imprenditori poi, l’intuizione di far partecipare l’Italia alla selezione per lo sfidante della 25esima America’s Cup come atto di riscatto. Un percorso che, però, ancora prima di poter cominciare, collezionò una serie di “NO”: la vela italiana non era pronta, il Paese usciva da una profonda crisi e aveva perso di credibilità, l’establishment della regata faticava ad accettare sfidanti diversi da quelli di lingua anglosassone.

Eppure, la determinazione e una serie di eventi successivi, portarono un famoso armatore italiano ad acquistare la barca lepre Enterprise, un modello ideale da cui partire per cominciare a costruire la sfida. È il 1980 e i tempi sono maturi: lo sa bene il principe ismaelita Karim Aga Khan, presidente dello Yacht Club Costa Smeralda, che dice di voler essere parte dell’avventura se altri, come lui, avrebbero aderito al progetto. A seguirlo, senza indugi, sono l’avvocato Agnelli insieme a Luca Cordero di Montezemolo, figure cruciali per dare i natali al progetto Azzurra, cui seguiranno diverse altre figure dell’imprenditoria italiana dell’epoca. A guidare la parte tecnica, invece, sarà Cino Ricci, romagnolo maestro di regate che ha in testa delle idee ben chiare.

PUNTATA 2 – Azzurra, una barca made in Italy

Nasce il nome Azzurra, la progettazione viene affidata al giovane architetto Andrea Vallicelli e la costruzione all’ingegner Marco Cobau delle Officine Meccaniche Pesaro, per un progetto 100% Made in Italy. A formare l’equipaggio ci pensa Cino Ricci che, mettendo un annuncio sul Giornale delle Vela, fa arrivare a Marina di Ravenna atleti da tutto il Paese, anche senza alcuna esperienza con il mare. Manca solo il timoniere ed è allora che entra in gioco Mauro Pelaschier, un lupo di mare dalla folta barba bionda, diventato fin da subito simbolo di quell’avventura. L’Aga Khan presenta la sfida l’ultimo giorno possibile dell’Aprile 1981 e, da quel momento, si comincia a fare sul serio.

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PUNTATA 3 – La vela che fa innamorare

Arriva il giorno del varo: Il 19 luglio 1982 Azzurra viene messa in acqua e la madrina Begun Principessa Salimah la “battezza” davanti a una Pesaro entusiasta ed emozionata. A pochi giorni dalla vittoria storica del “Mundial” in Brasile da parte della nostra nazionale di Calcio con il risultato di 3-1 sulla Germania, un’altra avventura sportiva è pronta a far battere il cuore degli italiani in un mondo, quello velico, che d’improvviso si trova investito di una forte popolarità. Nessuno ci crede davvero, ma tutti ci sperano, come in una sorta di sogno collettivo dove l’Italia intera comincia ad accorgersi che qualcosa di importante si sta mettendo in viaggio verso Newport.

Il team di Azzurra a Newport. Photo:© Carlo Borlenghi

Una volta in America, la squadra italiana deve fare i conti con un mondo nuovo, un ambiente a cui non è abituata. Iniziano gli allenamenti, le uscite con gli altri equipaggi, le serate di gala e la prima notorietà. Anche il giornalismo italiano comincia a parlare il linguaggio tecnico delle regate e a raccontare di quella America’s Cup così diversa da quella che conosciamo oggi.

PUNTATA 4 – Scrivere la storia

Le prime regate mostrano subito che il “progetto Azzurra” è molto valido. L’equipaggio riesce a battere almeno una volta tutte le barche sfidanti, compresa Australia 2, considerata insuperabile e custode di un misterioso segreto. L’accesso alla finale sfidanti però, viene perduta per piccole rotture dovute, in parte alla fine del budget, e un po’ per incuria.

Photo:© Carlo Borlenghi

Ma in Italia la febbre è esplosa, i componenti dell’equipaggio vengono considerati degli eroi e sono attesi in patria con grande fermento. Il ritorno in Italia con volo speciale messo a disposizione di Alitalia diretto su Olbia è trionfale: i velisti sono accolti come eroi.

Australia contro Azzurra

Anche se poi, in realtà, non avevano gareggiato davvero in quella edizione dell’America’s Cup che si dimostrò storica visto che, dopo 132 anni, la Vecchia Brocca lasciò Newport per andare in Australia e riscrivere una nuova pagina del più antico trofeo del mondo dove, ancora oggi, l’Italia lascia la sua firma.

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