America’s Cup: cara Elodie, il tuo problema sono i soldi, non la parità di genere

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La velista svizzera Elodie-Jane Mettraux rinuncia all’ingaggio di “Alinghi Red Bull Racing” per competere nella “America’s Cup Women” e ne fa, in modo gratuito e un po’ ruffiano, una questione di parità di genere. Questa l’opinione del nostro David Ingiosi. Siete d’accordo con lui? Leggete il suo articolo e fateci sapere cosa ne pensate.

L’Affaire (?) Mettraux

La questione della parità di genere torna ancora una volta a scuotere il mondo della vela. Dopo l’affaire “Clarisse Crémer”, la navigatrice francese che aveva denunciato di essere stata scaricata dal suo sponsor, Banque Populaire, quando è diventata mamma in vista del giro del mondo in solitario, ora è la volta della velista svizzera Elodie-Jane Mettraux e il contesto è ancora più prestigioso: l’America’s Cup. Le argomentazioni di questo nuovo “casus belli” maschi vs femmine tuttavia sono meno centrate e più ruffiane.

Velista professionista di 39 anni, Elodie-Jane Mettraux tre settimane fa era stata selezionata da “Alinghi Red Bull Racing”, il team elvetico in corsa per la Coppa America. Insieme ad altre 5 colleghe avrebbe dovuto comporre la squadra che parteciperà alla “America’s Cup Women”, la prima edizione tutta al femminile del trofeo. Si tratta di un evento collaterale all’America’s Cup vera e propria, abbinato peraltro alla “Youth America’s Cup”, competizione riservata ai giovani Under 25 già disputata nel 2013 e 2017.

Ma dov’è che l’America’s Cup è disparitaria?

Insomma una grande opportunità e una bella ribalta per la Mettraux, brava certamente, ma non così famosa finora. E invece no. Una volta conosciuti i dettagli del compenso previsto, la velista svizzera ha deciso di fare un passo indietro e licenziarsi. Ha spiegato le sue motivazioni in un post condiviso sul suo profilo social che ha subito, manco a dirlo, sollevato un gran polverone mediatico.

Ecco il testo: “Lascio l’America’s Cup perché sottopagata. Il compenso al giorno è pari a un decimo di quanto ricevo di solito come velista professionista in altri progetti. Non me lo posso permettere economicamente”. E fin qui la sincera confessione di un’esigenza economica del tutto legittima per una velista del suo livello e della sua esperienza. Poi però arriva la vera bomba: “Spero anche, però, di far riflettere così sulla necessità di un trattamento paritario tra atleti e atlete”. Insomma Elodie-Jane Mettraux accusa pubblicamente i team e gli organizzatori dell’America’s Cup di trattare le atlete donne in modo diverso e disparitario rispetto agli uomini.

America’s Cup

Sul carro del “politically correct” si vince sempre facile

Il suo annuncio oltre a fare scalpore ha ricevuto la solidarietà di diverse veliste professioniste, tra cui Alexia Barrier che ha detto: “Brava Elodie a portare questo messaggio per la parità di genere nel nostro sport”. E ancora Samantha Davies ha scritto: “Pieno sostegno da parte mia Elodie. Grazie per aver difeso i diritti delle future generazioni di veliste”. Insomma sventolare la bandiera della parità di genere è un bel traino e offre sempre un buon ritorno d’immagine in questi tempi che premiano la “Political correctness” sempre e comunque.

Se non fosse che il vero problema di Elodie-Jane Mettraux sono i soldi e la parità di genere in Coppa America non c’entra nulla. La questione dei bassi compensi negli eventi collaterali ha una sua ragion d’essere razionale e legittima, come chiarito dagli stessi organizzatori. L’America’s Cup Women è un evento appena nato, assolutamente complementare, marginale e nemmeno lontanamente comparabile con la vera America’s Cup. Insomma dura poco e conta poco, per questo dirigenti e team ci investono meno anche a livello di retribuzioni economiche per gli atleti, semplice.

America’s Cup

I giovani non pagati come i veterani: è la Coppa America bellezza!

La Mettraux accusa “Alinghi Red Bull Racing” di riconoscere lo stesso compenso per i giovani dell’America’s Cup Youth e per le donne come lei impegnate nell’America’s Cup Women. Ma anche qui in ballo non c’è affatto la parità di genere, semmai il problema è pagare un giovane quanto un velista con vent’anni di carriera. Ma questo a prescindere dall’essere uomini o donne. Come sottolinea bene “Alinghi Red Bull Racing”: “La Youth America’s Cup e la Women America’s Cup sono un trampolino di lancio per un futuro in cui il team tratta tutti alla pari”.

La Mettraux è una velista in carriera, è stata la regina del Tour de France a Vela, ha già partecipato a due giri del mondo in equipaggio a tappe, è stata la prima donna ad arrivare nella Rolex Fastnet Race 2023 con il maxi trimarano di 32 metri del francese François Gabart. Ci sta che aspiri a un compenso in linea con la sua esperienza, ma è una questione appunto di salario tra velisti giovani e di lungo corso, non di genere. Far parte del brand America’s Cup è comunque prestigioso a qualunque età e a prescindere dai soldi che incassi. Poi ognuno decide come vuole, ma perché puntare il dito millantando comportamenti disparitari uomo-donna che non esistono?

America’s Cup

Più donne in Coppa America sì, false polemiche no

Insomma sembra che il “j’accuse” di Elodie-Jane Mettraux sia una bolla di sapone sparata più per spostare l’attenzione e suffragare in modo arbitrario e furbetto una decisione che resta del tutto personale e, secondo noi, probabilmente venale. Discorso diverso sarebbe stato essere ingaggiata da un team per disputare la vera America’s Cup, come a suo tempo lo furono Dawn Riley e Leslie Egnot, e ricevere un trattamento economico effettivamente diverso dai velisti maschi. All’epoca le due veliste non si lamentarono, molto probabilmente perché non ne avevano motivo. Ma per la Mettraux così non è stato.

Che la Coppa America ospiti in futuro sempre più donne tra gli equipaggi ufficiali è certamente auspicabile e questo è il vero tema, visto che ad oggi è una competizione ancora praticamente tutta al maschile come abbiamo già scritto. Eventi come la “Women America’s Cup” servono anche a cambiare marcia, aprire le fila e rinnovarsi. Ma è ancora tutto in divenire. E al momento non c’è da dubitare che anche sul fronte dei compensi ad atleti ed atlete il tutto venga gestito in modo professionale e rigorosamente ispirato al “fair play”, come da sempre si addice a “quelli della Coppa”. Con buona pace della Mettraux e del suo portafoglio.

David Ingiosi

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60 commenti su “America’s Cup: cara Elodie, il tuo problema sono i soldi, non la parità di genere”

  1. Piero Vannoni

    A parte il fatto che il sig. Ingiosi dovrebbe studiare un po’ l’ italiano prima di scrivere, perché quel ” veniale” al posto di “venale” grida vendetta, anche sul contenuto dell’articolo c’ è molto da ridire.
    Questo rigurgito di maschilismo mi pare del tutto fuori luogo, specialmente in questo momento. Indipendentemente dalle motivazioni di Mattraux, che riguardano solo lei e che comunque devono essere rispettate. Il tema della disparità di trattamento economico tra i sessi e’ un’ invenzione o rappresenta un problema reale? Capisco che gli spiriti miseri e gregari siano sempre accorsi a cercare di salire sul carro del vincitore ma, sinceramente, questa volta mi pare che si sia veramente esagerato

    1. Giornale della Vela

      Caro Piero, nei giornali si scrive di corsa e i correttori automatici non sempre aiutano. Accanirsi su un refuso, mi sembra ingeneroso e vacuo. Entriamo nel merito. Le motivazioni della Mettraux (non Mattraux, come scrive Lei) non riguardano solo la skipper nel momento in cui ne fa un annuncio pubblico e si giustifica platealmente alla comunità di appassionati e addetti ai lavori mettendo in piedi un’accusa gratuita e priva di fondamento. Il tema della disparità di genere è un tema etico prima che economico, e collettivo prima che personale. Non può essere sbandierato a convenienza, senza riscontri e solo per pulirsi la coscienza. Non trova?

      1. Davide Toschi

        Ha perfettamente ragione. L’estensore dell’articolo non riconosce le questioni di genere che portano solitamente a compensi molto differenti fra uomini e donne, esclude che vi siano ragioni di questo tipo nelle rivendicazioni anche salariali e con ciò dimostra sessismo e posizioni maschiliste radicate e perniciose. Non so come possa essere un “giornalista” iscritto all”Albo.
        Davide Toschi

      2. No veramente non trovo.
        Sarebbe un tema proponibile solo quando fosse in essere una VERA parità di genere, compreso l’accesso ed il trattamento, fino ad allora non parliamo di etica per favore.
        Se nasci donna hai molte più possibilità di un uomo di emergere …..nei lavori domestici, nella cucina (NB casalinga) (infatti gli uomini sono chef, le donne cuoche) etc……….. devo continuare?
        Dobbiamo riconoscere che noi uomini non CONCEDIAMO pari opportunità, figuriamoci poi dal punto di vista economico. Viva Mettraux !
        A proposito, a tutti coloro che ne fanno un problema di sponsor posso solo dire: avete una vaga idea di quanti soldi girano in coppa? E secondo voi sono a fondo perduto? Aprite gli occhi per favore, per favore.

        1. la parità di genere è semplice : equipaggi femminili contro equipaggi maschili.
          ma qualcosa mi dice che questa uguaglianza non piacerebbe.
          Sbaglio?

    2. Paolo Bresciani

      Chissà perché i modelli “maschi” non si lamentano della disparità di paga rispetto alle loro colleghe “donne”.

    3. Io invece sono totalmente d accordo con il giornalista e non con lei…là disparità di trattamento economico tra i sessi esiste e non è un invenzione ,ma bisogna essere bravi a non generalizzare e a valutare il caso di volta in volta …e questo non è uno di quei casi
      Il politicamente corretto è diventato uno sport anche troppo praticato e non è questione di essere sessisti o maschilisti : basta solo accendere il cervello e saper discernere…a seconda della situazione

    4. Caro David, prima di giudicare fossi in te intervisterei un ragazzo che partecipa alla coppa America e chiederei qual’é il suo compenso….. così giusto per etica d’informazione. Hai costruito un’articolo su una critica che non sai neppure se sia fondata o meno…. Non mi sembra che tu ti sia risparmiato nella ricerca del titolone-scalpore, non meno di quanto possa aver fatto chi critichi……. Bonne journée 😉

  2. Bruno vespasiani

    Io non credo alla parità di genere. Ci sono molti lavori o professioni più adatti agli uomini e molti altri alle donne. Comunque ho visto spesso piccole squadre di operai impegnate in lavori pesanti con gli uomini a sgobbare e le donne a guardare e non si è mai sentito un operaio appellarsi alla parità di genere. O sono scemo io?

    1. Sono pienamente d’accordo con la Mattraux, stessa remunerazione economica per uomini e donne, basta, punto.
      Blanca Alabau vince la Coppa del mondo slalom di Windsurf , l’evento femminile è stato semplicemente avvincente forse anche di più di quello maschile. Perché una surfista/velista donna dovrebbe guadagnare di meno?
      Le sorelle Moreno insegnano e fanno storia! Ma insomma basta.

      1. Ma come mai nel calcio non salta mai fuori la parità di genere? Mettiamo la quota rosa nelle squadre? Solo nelle squadre di club nelle gare nazionali o anche nelle gare di coppa, anche nelle nazionali? Poi chiaramente gli inganni uguali per tutti.

      2. Risposta semplice. Lo sponsor paga in base al ritorno economico e non in base al politicamente corretto.
        Cosa c’è di maschilista in questo?

      3. Bravo, adesso, però, trovali tu i soldi per pagare tutti alla pari. Ah, già che ci sei, la prossima volta, fai rispondere/intervenire nell’argomento una donna al tuo posto (ovviamente sperando che tu ne abbia nella tua vita e che godano di ottima salute, ci mancherebbe. Lo specifico perché a volte si vanno a toccare involontariamente tasti dolorosi e non vorrei mai fosse questo un caso).

      4. Le donne dell America’s cup potrebbero essere pagate di meno perché per adesso quella competizione al femminile ha meno richiamo e meno successo e quindi con ascolti e visibilità minori i compensi sono più bassi?
        In altri sport non è la medesima cosa?…per vedere la Pellegrini si fermava una buona fetta del paese e infatti con i suoi successi e certi sponsor è diventata abbastanza ricca….il calcio femminile lo guardano in pochi e le calciatrici hanno compensi bassi
        Non è punto e basta

      5. Perchè è meno forte. Se le donne vogliono le stesse dei cifre degli uomini devono gareggiare contro gli uomini. Questo significa essere uguali

    2. Giornale della Vela

      Caro Bruno, i ruoli si evolvono e quello che è stato fatto in passato non è detto sia ancora giusto oggi. Di fatto a bordo delle barche di Coppa America storicamente il numero delle donne è marginale. Questione fisica in primis e probabilmente anche fattore sociale e culturale in generale. Tutto cambia e le squadre miste in tutti i settori, sportivi e non, raccontano di una efficacia reale, versatile e condivisa. La vela sta progredendo anche in questo aspetto.

  3. Ormai con la scusa del politicamente corretto si cerca pubblicità x fare soldi. E basta. Solo questione di soldi 💰

  4. La sfida storica portata avanti da Sir Peter Blake non era certo incentrata sui compensi. Quella vela non esiste più e nell’epoca del business se un team come Alinghi Red Bull Racing decide di ingaggiare professioniste e non giovani atlete in erba ritengo che dal punto di vista economico sia obbligato a sostenere compensi adeguati alle proprie aspettative. Il team scende in acqua per business, esattamente come la velista in questione. Il rischio economico non è un suo problema. Se poi la velista tira in ballo i compensi dei professionisti maschi, ritengo che lo faccia per rendere ancora più chiaro il messaggio è lo squilibrio. Da professionista a professionista. Qui non si parla di classi olimpiche e ingaggi federali, qui si parla di business di altissimo livello.

  5. E’ vergognoso che ancora ci siano donne che invocano la disparita di genere, ogniuno viene pagato per quel che dimostra di valere, se ci spostiamo in altri campi come il cinema o la musica, ma anche lo sport (vedi la Pellegrini), ci sono donne che diventano miliardarie perché quello valgono.

    1. Concordo. La “disparità di paga”, nello sport, non è disparità di genere. Sono tanti i fattori che incidono e si sommano. Gli sponsor guardano al pubblico, hanno studi di marketing impressionanti… e in base a determinati parametri vengono fuori i compensi. Puoi essere un fenomeno unico al mondo e nella storia di un determinato sport, ma se non hai pubblico sei alla pari di un trapezista da circo di paese che rischia la vita facendo strabilianti ma di ritorno ha solo un tozzo di pane. Tutto qui.

  6. Mi sembra un articolo vergognoso, questo si “political correct” , data l’aria che si respira di questi tempi in Italia. Complimenti GdV!

    1. Appunto, l’aria che tira è causata ad arte e serve proprio a coprire ben di peggio. Ricorda: quando ti gettano troppa luce negli occhi e per non farti vedere dove puntano le ombre. Pare che ‘mezzo mondo istituzionale’ andrà ai funerali di Giulia. Bene, e allora chiedo: chi andrà ai funerali di quel povero 22enne stramazzato ieri all’improvviso mentre era serenamente a tavola? Dati ISTAT (in Italia): nel 2019 ci sono stati 750K decessi; nel 2023, ad agosto, già raggiunti i 647K!!! Trend su base annua: 1.113.938 (UNMILIONECENTOTREDICIMILA NOVECENTOTRENTOTTO) decessi, cioè +48,5% … +360.000 morti, più -forse- dei morti nella guerra Russo-Ucraina (altra ‘perla’ occidentale da coprire). Questa, è l’aria che tira, in casa nostra, nella vita e affetti di ognuno di noi. Ma, tornando a “l’aria che tira”, mi raccomando, guardate tutti i funerali di una tragedia strumentalizzata, li daranno in TV, nazionale, con tanto di maxischermi, PdR., PdC
      e tutta la combriccola, almeno questo si ventila.

  7. Ti prendono? Fantastico..! Il “compenso” non ti
    va bene? Lascia stare…. chi ti obbliga?
    Se vali puoi “pretendere” ma chi paga deve averne un buon ritorno… Se uno o una al top? Puoi chiedere quello che vuoi!! Sta a te dimostrare la tua utilità, maschio o femmina che tu sia..

    1. Gentili “uomini” che scrivete in risposta all’ “articolo” di David Ingiosi , mi dispiace avere poco spazio/tempo a disposizione, siamo alle porte del 2024 e ancora ragionate da ignoranti, badate bene, dal non conoscere le cose del mondo. Da cosa dipende questa ignoranza? Dal aver avuto insegnamenti in famiglia retrogradi oppure dalla vostra incapacità durante la vita, di vivere al pari delle donne ? Ancora non avete capito o non volete capire per mantenere gli ultimi capisaldi maschilisti, che noi donne sappiamo fare tutto esattamente come voi, forse spesso molto meglio. L’ambito della vela il mio pane quotidiano per una vita, anche in ambito professionistico, ha fatto sempre emergere disparità e di trattamenti ed economici. Io ho tenuto duro, senza mai piegarmi, ma apportando un cambio di opinioni e comportamentali nel mio piccolo. Ora l’articolo è scritto in modo strafottente e denigrante nei confronti della velista, a partire dal titolo, e questo non è concepibile, ma io rimango allibita dalle risposte, tutte maschiliste che denotano ancora una volta pensieri che proprio in ambito sportivo dovrebbero essere di natura migliore.
      Uomini fate vedere che valete, facendo emergere intelligenza, e capacità di collaborazione e comprensione su questo argomento, ci sarà un modo migliore.
      P.s. grazie Carlo

      1. Intanto sarebbe bene non offendere, se uno non la pensa come lei non significa che non sia intelligente: Lei si proclama intelligente ma il suo scritto non lo dimostra.
        La questione è semplice : gli uomini sono più forti delle donne nello sport, e non solo. Anche i tornei di scacchi sono differenziati per sesso : come mai ?
        Vuole gli stessi ingaggi ? gareggi contro gli uomini

  8. A simil scribacchino offrirei una veleggiata ”aggratis” sino alle Fosse delle Marianne dove gli regalerei un paio di scarpette da palombaro o, se lo preferisse, uno scafandro e lo ”inveterei” a tornarsene a nuoto. Anche all’ignoranza va dato una chance.

    1. Offendere non serve a dimostrare le proprie tesi.
      Anche il essere un cavaliere bianco non serve per lo scopo che i cavalieri bianchi ( ma il termine vero è quello che si una per un noto oggetto calpestabile ) vorrebbero raggiungere

        1. Un uomo non si vergogna di essere uomo.
          il cavaliere bianco alias zerbino finge di essere femminista pensando di ingraziarsi le donne : ma non funziona e non c’è, ahimè, la sperata ricompensa.

          1. Al palco, per non rovinarlo, i machos devono prestar attenzione, o meglio evitare, a passare sotto gli archi. L’orgoglioso trofeo impone alti spazi.

          2. @Carlo : lo zerbino in confronto non rischia nulla mantenendo la posizione orizzontale. Unico problema : è calpestato da tutti .

    2. Non solo l’ho fatto, ma il mio equipaggio spesso era solo maschile, ma anche misto….i risultati? Splendidi!!! Si tratta di intelligenza…. Meditate, ma soprattutto evolvetevi, che non vuol dire essere Machi ma essere persone aperte, di cultura e con una buona educazione di rispetto.
      La ringrazio per il suo punto di vista.

  9. Questo sport è un business come tutti gli altri e chi ci mette i soldi vuole un ritorno…se lo stesso sport al femminile non arriva allo stesso successo non vale la candela e i compensi saranno minori
    Dite pure quello che volete…fate gli scandalizzati e parlate pure del “momento che stiamo vivendo” ma nel business saranno regole che varranno sempre e se uno sport al femminile avrà meno “presa ” sul pubblico quello che voi giudicate discriminazione ci sarà sempre …perché non è discriminazione ,sono solo affari

  10. Florio Cavani

    Il fatto che gli equipaggi siano, tutti, composti solo da uomini, andrebbe sottolineato e non messo come “refuso” nell’articolo. Il resto è un vaquo ciarlare, non giustificabile, come fa l’interessato, con l’andare sempre di corsa. Si fermi. E pensi.

  11. Florio Cavani

    Il fatto che tutti gli equipaggi siano composti solo da uomini andrebbe sottolineato come IL Problema, e non messo come refuso nell’articolo. Il resto è un vaquo ciarlare non giustificabile con l’andare sempre di corsa dell’estensore. Si fermi. E pensi.

    1. Chi impedisce alle donne di investire nello sport femminile, di costruirsi da sole la propria barca (ne sono capaci?) e di creare un equipaggio di sole donne?
      Per quale ragione le lagnosissime femminucce devono essere sempre finanziate da uomini?
      E perché devono parassitare ogni ambito maschile?

    2. Bravo, pensi anche lei. Come mai ci sono tutti uomini negli equipaggi?
      Si sforzi , non c’entra il fu patriarcato ma una ragione molto più semplice e decisiva .
      Non ha ancora capito ?
      Gli uomini sono più fo.ti.
      Se non fosse così perchè le donne non gareggiano open ma in categoria femminile?

  12. “È la Coppa America bellezza”
    Già da queste parole si capisce la serietà e la professionalità del vostro “giornale”.
    Che pena, dovreste vergognarvi a pubblicare un articolo del genere.

    1. Buona sera Alessandra, infatti mi sono chiesta il direttore del giornale dov’era, e chi doveva controllare cosa veniva pubblicato. Sinceramente mi aspetto scuse pubbliche sia dal direttore che dallo pseudo blogger/surfista/non so che altro, auspicando che venga cassato l’articolista e che il giornale abbia un controllo maggiore su cosa viene pubblicato….. Altrimenti posso comprendere solo che i vertici la pensino allo stesso modo, e abbiano ristrettezze di pensiero e accettino il modo volgare di irridere una scelta e il pensiero femminile, da parte di un loro “scribacchino”. Se lo fanno in ambito sportivo lo faranno anche nell’ambito della vita, e questo è inaccettabile e imperdonabile !!! Non me lo aspettavo dal GdV !

      1. @Loredana : commento vergognoso!
        Lei augura una censura sul giornalista e sulle sue opinioni.
        Cosa le hanno fatto gli uomini per farle avere questa misandria debordante?
        Dimostri la fondatezza delle sue opinioni senza invocare la censura

    2. Patetica, oltre che offensiva.
      Cosa avrebbe scritto di male il giornalista?
      E’ la Coppa America, che nella vela è un evento importantissimo e che va affrontato al massimo livello.
      Io non sono un velista e neanche me ne intendo un granchè ma, per morivi di lavoro, ho conosciuto ( correggetemi se sbaglio )John Bertrand , lo skipper della Australia che dopo più di un secolo sconfisse gli USA.. Un signore e, lo seppi dopo, in Australia è più di un ministro.
      Cosa voglio dire , da profano?
      Che la Coppa America è una cosa molto seria , serissima e non andrebbe sporcata con queste bambinesche lamentele.
      Donne, siete forti?
      fatevi una barca e gareggiare contro gli odiati uomini ma basta appestare ogni ambito maschile con pretese deliranti.
      In Coppa America ci va l’ elite velistica di una nazione ed è giusto così.

  13. enrico marchetto

    Se Mettraux ritiene sia corretto ricevere un compenso pari agli uomini ( e potrebbe avere ragione, sia chiaro) trovi un’imprenditrice che metta i soldi per una barca costruita da sole donne, con un equipaggio di sole donne per dimostrare, vincendo, che non è una questione di soldi, ma solo ed esclusivamente colpa di un mondo maschilista. altrimenti ha ragione Ingiosi, del quale condivido in toto l’articolo, compresa la i

  14. Sono molto contento dell’articolo, quindi caro il mio Ingiosi non avrai problemi ad invertire i ruoli e metterti una gonna.
    Quanto al trattamento economico……dai che vuoi che sia essere pagati meno per lo stesso lavoro!
    Sono giuste recriminazioni soprattutto pensando a quanto deve essere più duro per una donna entrare in un mondo classista al maschile ed emergere……….pensaci almeno una volta

    1. Pensa anche tu che non mi sembri aduso a tal esercizio.
      Le donne sono pagate allo stesso modo per lo stesso lavoro. Per legge.
      ma nello sport, e non solo, non hanno le stesse performance degli uomini.
      Altrimenti le gare sarebbero open e vedremmo equipaggi femminili in gara.
      Ma, guarda caso, non si vedono.
      Anche nel calcio c’è questa sciocca diatriba . Peccato che la partita tra la squadra che si fregia non meritatamente del titolo di campione del mondo * femminile e una under 18 maschile sia finita 16 – 0
      Devo specificare chi ha vinto ?
      * non meritatamente perchè se la squadra femminile campione del mondo perde con una under 18 , evidentemente non è la più forte del mondo e campione del mondo significa appunto più forte del mondo .
      O no ?

    2. @Vinicio : le donne sono favorite nel lavoro, non ostacolate. le retribuzioni devono essere le stesse a parità di mansione e orario.
      In alcuni lavori le donne entrano senza merito potendo superare test più facili, es forze armate, carabinieri, ecc

  15. Loredana
    @@@
    Ancora non avete capito o non volete capire per mantenere gli ultimi capisaldi maschilisti, che noi donne sappiamo fare tutto esattamente come voi, forse spesso molto meglio.
    @@#
    No, Loredana, voi donne non sapete fare tutto esattamente come gli uomini, tantomeno “molto meglio”.
    La superiorità maschile in ambito sportivo (come in altri) è un dato di fatto e non una teoria “maschilista”.
    Casomai il tuo è un commento fortemente femminista, il che è ben diverso.
    Ti ricordo che non esiste una disciplina sportiva, che sia una, creata e codificata da donne.
    Così come è praticamente impossibile trovare delle femminucce con “il grano” che finanziano lo sport femminile (figuriamoci quello maschile…).
    Scendi dal pero e scrivi meno sciocchezze, cara femminista.

    1. Grazie Andrea per il suo punto di vista, ma anche a lei suggerisco di evolversi, e nello stesso tempo aprire gli occhi le permetterà di migliorarsi e dare il giusto valore a quello che noi donne facciamo con impegno e raggiungimento di obbiettivi. Qui si parla di sport, vela, ma se viene a mancare il rispetto in questo ambito….. Non lo si ha nemmeno a terra, quindi qui le sciocchezze non provengono dai miei scritti, ma da un articolo demenziale con la coda dei risponditori a questo articolo….detto questo chiudo con le risposte perché ….chi ha più testa la usi !

      1. Non intorbidi la discussione.
        Noi parliamo di risultati.
        Le donne sono forti come gli uominji ?
        se SI, gareggino open, non imposte negli equipaggi maschili indebolendoli, ma con equipaggi interamente femminili.
        se NO , avere lo stesso ingaggio sarebbe una palese discriminazione antimaschile, come in realtà voi femministe pretendete

      2. Loredana, non fai altro che ripetere come un mantra “voi uomini dovete evolvervi”, mentre le uniche che devono realmente evolversi sono le donne come te, che non ce la fanno proprio ad accettare il fatto che in ambito sportivo (e non solo) gli uomini sono superiori alle donne.
        E lo sono a tutti i livelli.
        Volete smentire questi dati di fatto?
        Ritenete di essere all’altezza degli uomini?
        Volete guadagnare come i suddetti? (Guadagnare non è sinonimo di paga oraria con relativo stipendio mensile, eh…)
        Bene e allora iniziate a tirar su “il grano”, costruendovi le vostre barche, creando i vostri equipaggi esclusivamente femminili e sfidando gli uomini in gare open.
        Siete in grado di farlo?
        Io dico di no.

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