Coppa America a Jeddah: Luna Rossa graffia ma alla fine vince Team New Zealand

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Ancora una sfida sul filo del rasoio tra Luna Rossa e Team New Zealand

Giornata finale delle Regate Prelimnari di Jeddah, con un programma che prevedeva due prove di flotta e la finale di match race tra i primi due team in classifica. Le condizioni in acqua sono state molto simili al day 2, con una robusta brezza termica tra i 12 e i 18 nodi, abbastanza stabile come direzione, che ha garantito delle regate regolari e avvincenti.

Luna Rossa Prada Pirelli partiva dalla seconda posizione in classifica, con l’obiettivo di impensierire Team New Zealand e tenere a debita distanza Alinghi Red Bull Racing. Nessun cambio nell’equipaggio di Luna Rossa, che conferma la formazione dei primi due giorni, con i timonieri Ruggero Tita e Marco Gradoni, e i trimmer Umberto Molineris e Vittorio Bissaro. 

Il team italiano ha liquidato la pratica qualificazione alla finale in race 7, vincendola d’autorità e rendendo così ininfluente la regata numero 8, che invece Luna Rossa non ha concluso per un problema tecnico.

Il noose diving di Luna Rossa che ha causato il ritiro dalla finale contro Team New Zealand

La finale di match race è stata contro il “solito” Team New Zealand. Qui sono emerse un po’ di pecche di inesperienza nelle skills dell’1vs1 della formazione italiana. Se la conduzione della barca, in termini di tecnica e velocità, è stata eccellente durante la tre giorni di Jeddah, è emerso qualche limite a livello di inesperienza in alcuni frangenti, soprattutto nella partenza del match race finale contro Team New Zealand, ma anche per esempio nella race numero 6 con una partenza troppo forzata e il fallo su Alinghi. Il finale del match race con il noose diving, che ha causato un secondo ritiro nell’ultima giornata di Luna Rossa, non fa testo più di tanto nella valutazione complessiva della tre giorni di Jeddah.

La sostanza è che però, ancora una volta, quando si tratta di una sfida decisiva contro Team New Zealand, alla fine vincono i kiwi e Luna Rossa resta seconda. Fuori scena in questa tre giorni gli altri sfidanti, dato che nessuno è riuscito a interrompere il dominio di vittorie dei due team finalisti.

Luna Rossa: Tita-Gradoni o Bruni-Spithill?

Non c’è dubbio che rispetto alla tappa di Vilanova Luna Rossa abbia fatto un grosso passo avanti: merito del nuovo equipaggio con Tita, Gradoni e Bissaro? Per rispondere a questa domanda innanzitutto serve ricordare che gli AC 40 non sono i 75 con cui si correrà la Coppa America nel 2024, e il gioco tra le due barche è abbastanza diverso. Già dalla prossima Regata Preliminare vedremo gli AC 75 (data da definire), e i bilanci allora diventeranno più attendibili.

Detto ciò, è altrettanto sotto gli occhi di tutti che quello che dovrebbe essere una sorta di equipaggio B (con il solo Molineris che aveva preso parte alla tappa di Vilanova) ha fatto benissimo in acqua per quanto riguarda il risultato finale, la velocità e la conduzione della barca. Ruggero Tita e Marco Gradoni possono quindi impensierire James Spithill e Francesco Bruni per il timone dell’AC 75 che si andrà a giocare prima la selezione sfidanti e poi, si spera, anche l’America’s Cup nel 2024?

La sensazione è che la versione vista nella finale contro Team New Zealand, con una partenza troppo ingenua sopravvento a uno squalo come Peter Burling, non basti allo scopo. Attenzione però, perché l’AC 40 italiano in vari frangenti è sembrato dominante in termini di velocità, angolo di bolina, uscita dalle virate; dettagli che, con barche one design, significano che chi era a bordo stava facendo un lavoro eccellente in termini di set up della barca, regolazioni, conduzione. E questi aspetti sembravano decisamente più efficaci rispetto a quanto visto a Vilanova. L’impressione è che Bruni-Spithill siano ancora in vantaggio, ma la loro sedia inizia a essere piuttosto scottante. I veterani insomma sono stati avvisati.

Mauro Giuffrè

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