Quando Simon Le Bon rischiò la vita in barca (e venne salvato in mutande)

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Simon Le Bon Drum
Fastnet, 11 agosto 1985. L’equipaggio del Drum di Simon Le Bon aspetta i soccorsi dopo che la barca ha perso la chiglia e si è rovesciata al largo della Cornovaglia (fonte Facebook).

Il nostro collaboratore Danilo Fabbroni (qui il suo articolo sulla manutenzione del rig) è su un treno diretto a Roma, apre la rivista di Italo e il suo occhio cade su un articolo che annuncia l’uscita del sedicesimo album dei Duran Duran, “Danse Macabre”. Un flash per Danilo, che ci ha subito scritto il suo ricordo di quando, al Fastnet del 1985, il maxi “Drum” (78 piedi disegnato da Ron Holland e costruito dalla Vision Yachts di Cowes) del leader dei Duran Duran, Simon Le Bon, perse la chiglia rovesciandosi e rischiò di affondare al largo delle coste della Cornovaglia.

Naufragio di Simon Le Bon, io c’ero!

“Simon Le Bon, allora maritato colla splendida perla, Jasmine Le Bon, ex-modella stellare, aveva messo in acqua il maxi-boat IOR, “Drum” e fin qui niente di troppo speciale ma si dà il caso che “Drum” fu protagonista assoluto di un magistrale flop nautico, suo malgrado. Eccolo raccontato.

Fastnet (608 miglia sul percorso Cowes-scoglio del Fastnet-Scilly-Plymouth), 11 agosto 1985: io faccio parte della squadra dell’Admiral’Cup col Brava di legno (il 12,20 m di Vallicelli – oggi “Mozart” – costruito in lamellare West System nel 1984 da Morri & Para, ndr) e per ragioni che ora non importano corro tutte le regate ma non il Fastnet ove invece sono su una barca appoggio e dopo il fatidico colpo di cannone ecco giungere la notizia che Drum ha mandato la sua chiglia nelle profondità marine e Simon Le Bon si vede costretto ad arrampicarsi come un paguro sulla bianca pancia della sua ex-meravigliosa barca in attesa di soccorsi!”.

Il video del salvataggio di Simon Le Bon

Quaranta minuti d’inferno

I soccorsi, per fortuna, non tardarono ad arrivare. Nelle vicinanze c’era un’altra barca, Carat, che assistette all’incidente e lanciò l’allarme. Ma quei quaranta minuti che separarono Simon Le Bon e il suo equipaggio dall’arrivo dell’elicottero che li avrebbe salvati furono infernali.

Simon le bon da giovane
Simon Le Bon sul Drum (foto di Rick Tomlinson)

Le Bon raccontò di essersela vista bruttissima, intrappolato sottocoperta con l’acqua che continuava a salire e le miscele tossiche rilasciate dalle batterie di bordo in corto circuito. Cercò di risalire in superficie rischiando di fermarsi a due metri di profondità, nelle acque gelide del Solent.

Riuscì a raggiungere la superficie e salire sullo scafo rovesciato solo dopo aver rimosso la salopette della cerata che lo intralciava. Riemerse in mutande, ma sano e salvo. Nei giorni successivi all’incidente, il cantante rivelò che lo shock subito gli aveva causato una forte reazione cutanea e che lo stress gli impediva di dormire.

Il Drum alla Whitbread, dopo i lavori di riparazione svolti alla velocità della luce

Una situazione così “segherebbe le gambe” a chiunque ma non a Simon Le Bon. In un solo mese il team recuperò il Drum, sostituendo chiglia e albero e riparando la strumentazione di bordo. Così la barca poté partecipare alla Whitbread, il giro del mondo in equipaggio a tappe, che Le Bon concluse in terza posizione.

Il cantante dei Duran Duran terrà il Drum fino al 1988, quando lo vendette al tycoon scozzese Sir Arnold Clark.

Simon Le Bon, il velista che ama Antigua

Appassionato velista, Simon Le Bon (oggi 65enne) va in barca fin da bambino. Molti di voi si ricorderanno del videoclip di Rio, il successo dei Duran Duran del 1982.

La band era a bordo di Eilean, splendido ketch degli anni ’30, davanti alle coste di Antigua. Il cantante torna appena può ad Antigua: soprattutto in occasione della Antigua Classic Yacht Regatta. E non è infrequente beccarlo proprio al timone di Eilean.

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