La Coppa America è un affare per soli uomini? Le ombre sulla versione Women

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I grinder ciclisti di Luna Rossa in allenamento

Le dichiarazioni della velista elevetica Elodie Jane-Mettraux, lanciate da il quotidiano La Stampa, dove l’atleta in forza ad Alinghi Red Bull Racing ha dichiarato che in Coppa America le donne vengono sottopagate, e Alinghi le ha offerto uno stipendio “dieci volte inferiore” a quello di altri progetti per velisti professionisti, e la stessa paga riservata al team Young, hanno fatto il giro del mondo.

Come noto infatti la Coppa America di Barcellona avrà anche la versione Young e Women del Trofeo, quella riservata alle donne è una prima volta. La novità è stata accolta con favore nel mondo velico quando è stata annunciata, tuttavia ci sono dei chiaro scuri che rendono la vicenda non proprio limpida.

Coppa America – La storia di un Trofeo tutto al maschile

In 170 anni di storia del Trofeo il bilancio della partecipazione femminile è impietoso: ricordiamo come membro d’equipaggio di America 3 nel 1992 la drizzista Dawn Riley. Ci fu anche  Leslie Egnot, skipper di Mighty Mary, equipaggio femminile che venne sconfitto da Stars and Stripes di Dennis Conner durante le selezioni interne al defender per la Coppa America 1995. Prima, e dopo, questi episodi, il nulla assoluto.

Tutt’altro rispetto a quanto sta accadendo per esempio nella classe Imoca 60, dove uomini e donne regatano ormai da molti anni, e dove le veliste riescono a competere alla pari con i colleghi maschi.

Francesca Clapcich al coffee grinder dell’Imoca 60

E veniamo ai giorni nostri tornando sulla Coppa, con la nuova classe di barche AC 75 introdotta nella scorsa edizione. Una barca che ha messo d’accordo molti per la sua spettacolarità, ma che ad oggi è preclusa alle atlete donne. Non c’è ovviamente alcun regolamento che vieta alle donne di essere ingaggiate da uno dei team, ma è pur vero anche che l’AC 75 è una barca che, con l’esigenza di energia idraulica di cui ha bisogno, ha praticamente metà dell’equipaggio degli 8 dedicato ai grinder-ciclisti.

Un ruolo che, per forza fisica pura, è difficile, ma non impossibile, da assegnare a una donna dato che serve la maggiore potenza possibile per tenere i circuiti idraulici sempre in pressione. Ci sarebbero però i ruoli di “Pozzetto”, meno fisici, come il timoniere, o il trimmer della randa (meno il trimmer di prua dato che questi potrebbero essere anche costretti a generare energia idraulica tramite i pedali). Nessun team ha però mai preso in considerazione l’idea di ingaggiare una velista donna, e questo è purtroppo un dato di fatto.

Coppa America donne – Perché la comunicazione è così spenta?

Elodie Mettreaux ha sollevato il problema, la Coppa America Women è ben voluta veramente dai sindacati? I soli team ad avere annunciato come sarà composto l’equipaggio femminile sono Orient Express Team France e Alinghi Red Bull Racing. Per il resto c’è un silenzio assordante. Nessun altro sindacato ha comunicato ufficialmente chi saranno le veliste che parteciperanno alla Women America’s Cup, inclusa Luna Rossa sul cui sito non c’è traccia dell’equipaggio femminile.

Avere assegnato alla Women America’s Cup gli AC 40 è poi qualcosa che toglie ulteriore fascino all’evento. Sono barche one design, non c’è progettazione, ovvero manca quell’ingrediente fondamentale che ha reso mitica la Coppa America, ovvero il fascino di scoprire le differenze tra le barche. Da solo basta questo elemento per togliere parte dell’appeal alle regate Women, mentre sul fronte Young c’è quanto meno la curiosità di vedere all’opera nuovi talenti che si affacciano sul palcoscenico della vela professionale.

La Coppa America quindi, vuole veramente integrare le donne nell’evento dopo 170 anni di dominio assoluto maschile? Perché non è stato trovato un modo per potere inserire elementi femminili negli AC 75? L’AC 40 e la Women America’s Cup sembrano mettere le veliste nella scomoda posizione dei “panda da difendere”.

Sarebbe stata possibile una versione femminile degli AC 75? Non abbiamo sufficienti conoscenze tecniche per sostenere come si possa adattare concretamente un mezzo del genere a un equipaggio tutto al femminile, ma se siamo arrivati al punto di fare volare una barca a 50 nodi sull’acqua c’è sicuramente un modo per condurre un AC 75 anche con un equipaggio che non sia di soli uomini, a costo di perdere un po’ di velocità con un piano velico più ridotto (come avviene per esempio in classi come il Laser ILCA dove le donne gareggiano con un po’ meno superficie velica dei colleghi uomini n.d.r.). Eppure tutto ciò non è accaduto, e in questo scenario arriva la denuncia di Elodie Mettreaux.

Cara Coppa America, non si può certo dire che nella tua storia l’inserimento delle atlete sia stata la prima delle tue preoccupazioni. Ma forse sarebbe arrivata l’ora di porsi il problema, e di investire (stipendi inclusi) veramente su un evento totalmente alla pari rispetto alla versione maschile, o quanto meno di promuovere l’inserimento di figure femminili dentro i sailing team. Qualcosa va cambiato, e anche in fretta: dipingere di rosa la facciata dell’evento quando dentro c’è una storia di 170 anni declinata solo al maschile non basta di certo.

Mauro Giuffrè

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1 commento su “La Coppa America è un affare per soli uomini? Le ombre sulla versione Women”

  1. Ecco, magari cominciamo a rifare BARCHE invece di pedalò volanti e a metterci sopra dei VELISTI invece di ciclisti falliti! Magari le donne cominciano a farsi vedere.

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