Transat Jacques Vabre: Alberto Bona terzo, è l’onda oceanica italiana

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Il Class 40 IBSA, skipper con Alberto Bona and Pablo Santurde all’arrivo in Martinica (photo by Jean-Marie Liot / Alea)

La Transat Jacques Vabre ha confermato l’Italia al vertice della vela oceanica contemporanea: dopo la vittoria di Ambrogio Beccaria su Allagrande Pirelli, arriva il terzo posto di Alberto Bona su IBSA, in coppia con Pablo Santurde in 18 giorni 21 ore 22 minuti e 47 secondi . Bona era uno dei favoriti della vigilia, e ha giocato fino in fondo la sua regata nel gruppo di testa, chiudendo quarto al traguardo della seconda tappa ma finendo sul podio grazie alla somma dei tempi delle due leg, considerando la mini tappa Le Havre-Lorient dove aveva chiuso ottavo. Al secondo posto dietro Beccaria-Andrieu si piazza invece la coppia Nebout-Mahé.

Transat Jacques Vabre – Alberto Bona sul podio

Alberto Bona e Pablo Santurde Del Arco (photo by Jean-Marie Liot / Alea)

“Un risultato importante in una delle regate più difficili che abbia mai fatto – ha dichiaratoAlberto Bona all’arrivo – abbiamo avuto tutte le condizioni meteo, abbiamo timonato per ore e ore, strambato e spostato duecento chili ogni volta per una infinita serie di volte. Il terzo posto è un obiettivo raggiunto e salire su questo podio è importante per noi, abbiamo fatto una bella regata, questo è il minimo che volevo ottenere. Grazie a IBSA che ci ha accolti qui con un entusiasmo fuori dal comune, complimenti ad Ambrogio per una vittoria: oggi insieme abbiamo acceso un grande faro sulla vela oceanica italiana”.

Un risultato figlio di una crescita costante da parte dello skipper piemontese, culminata con questo podio cercato e voluto resistendo nella rotta sud anche quando l’Aliseo è diventato leggero e IBSA non era più nelle sue condizioni ideali. Si tratta di un risultato di vertice, nella categoria più numerosa, al culmine di un anno che, dalla Route du Rhum in poi, ha visto Alberto Bona sempre nella top 5 nelle regate a cui ha partecipato con il suo Class 40.

Mastica più amaro invece Andrea Fornaro, che è stato a lungo a caccia del podio e di un risultato importante, ma in quest’ultima giornata di Transat Jacques Vabre ha infilato una traiettoria troppo bassa nell’avvicinamento alle isole che gli ha fatto perdere alcune posizioni. Finirà la tappa ottavo, da valutare la sua posizione finale con la somma delle due tempi ma rimarrà nella top 10, un risultato comunque positivo considerato che ha varato il suo Musa 40 solo da pochi mesi, ed era tra gli outsiders.

Transat Jacques Vabre – L’onda oceanica

La Transat Jacques Vabre incorona definitivamente il movimento oceanico italiano come uno dei più vitali e in crescita del momento, numericamente siamo ancora molto indietro rispetto ai cugini francesi, ma i progetti italiani sono tutti solidi e credibili, sportivamente e per gli sponsor, e possono fare da volano per l’intero movimento, portando non solo risultati ma anche entusiasmo.

Per il 2024 infatti sono attesi altri Class 40 che avranno il tricolore a poppa, con il vincitore della Mini Transat, Luca Rosetti, che scalpita per il salto di categoria.

La strada è tracciata, Beccaria e Bona lo insegnano, vincere si può, col talento e le idee chiare, e con la voglia di non partecipare semplicemente ma di stupire. Fino a pochi anni fa, fatto salvo per alcune eccezioni, la vela italiana in Oceano era fatta più che altro di avventure, adesso la musica è cambiata, sono solide realtà.

Mauro Giuffrè

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