Nasce ECO Yachts. Il primo cantiere al mondo che produce barche a impatto zero

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L’Ecoracer OD 30 ha fatto a Genova i primi bordi a vela in attesa di avviare la fase di sviluppo e messa a punto.

Dare un segnale forte al mondo della nautica in ottica di sostenibilità. È da qui che nasce ECO Yachts, il nuovo cantiere “spin off” di Northern Light Composites, il laboratorio che ha partorito alcune tra le novità più interessanti degli ultimi anni nel mercato italiano. È nato qui, ad esempio, l’Ecoracer One Design 30 (9,15 metri), il primo monotipo riciclabile prodotto in serie firmato da Matteo Polli.

Come saranno le barche del cantiere 100% ecologico

ECO Yachts sarà il primo cantiere al mondo a produrre esclusivamente imbarcazioni ad impatto zero, andando ad impattare il meno possibile sull’ambiente. La neutralità climatica del cantiere sarà certificata da un ente terzo, Climate Standard, seguendo le metodologie descritte dal Green House Gas Protocol, ISO 14067 e PAS2060. Dopo l’ultimo modello, l’Ecoracer One Design 30 lanciato al Salone di Genova durante l’arrivo della The Ocean Race di cui è attualmente in costruzione il secondo esemplare, il neonato cantiere si dedicherà alla realizzazione di un nuovo fast cruiser con lunghezza fuori tutto di circa 12 metri, sempre disegnato da Matteo Polli. Verrà realizzato anch’esso in Italia e anch’esso con rComposite, il materiale composito riciclabile brevettato da Northern Light Composites (e utilizzato da ECO Yachts). La società italiana con sede a Monfalcone (GO) non solo utilizzerà rComposite, ma ha reso pubblici i dati sulle emissioni derivanti dalla produzione del suo One Design di 30 piedi, con il dettaglio sulla strategia di compensazione e il piano di riduzione delle emissioni, con investimenti su progetti specifici e mirati. Tutto il processo di generazione della barca, dal reperimento delle materie prime alla consegna dell’imbarcazione al cliente finale, vedrà compensate tutte quante le emissioni di CO2 e degli altri gas responsabili dell’effetto serra.

Partner sostenibili e…barche a motore!

Anche i partner con cui lavora e lavorerà ECO Yachts verranno selezionati nell’ottica della piena sostenibilità. Ad esempio le aziende italiane One Sails, che fornisce le vele 4T Forte (le uniche riciclabili al mondo al momento) e Breton che grazie alla stampa 3D Genesi produce stampi completamente riciclabili. L’ottica della progettazione ECO Yachts è quella di facilitare lo smantellamento e il riciclo del manufatto a fine vita: già durante la sua creazione, quindi, la barca è progettata per essere riciclata un domani, per avere una seconda vita. Ma rispetto dell’ambiente vuol dire anche meno emissioni del motore, e quindi le barche del cantiere sono ottimizzate per minimizzare il meso e ridurre l’uso dei motori. Sì, motori, visto che nel corso del 2024 ECO Yachts presenterà la sua prima linea di yacht a motore (ovviamente a propulsione elettrica). Le nuove barche saranno anche progettate per ricavare energia da diverse fonti rinnovabili, dal sole al vento fino all’acqua, attraverso l’idrogenerazione.

Fabio Bignolini, uno dei fondatori di Northern Light Composites e quindi di ECO Yachts, ha annunciato che il gruppo è stato selezionato in un percorso di accelerazione insieme ad altre startup che si impegnano nell’ottica del contrasto al cambiamento climatico.

“Negli scorsi anni, nlcomp ha sviluppato ed adottato con successo materiali compositi riciclabili, ispirando altri brand del mondo nautico che stanno iniziando ad approcciarsi a tecnologie simili alle nostre. Il passo successivo che stiamo compiendo ci permette di garantire che le imbarcazioni prodotte non abbiano avuto un impatto negativo sull’ambiente. Lanciare sul mercato un prodotto climate neutral è per noi una dichiarazione importante, così come per gli armatori scegliere un’ imbarcazione a impatto zero è un grande segno di attenzione all’ambiente.”

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1 commento su “Nasce ECO Yachts. Il primo cantiere al mondo che produce barche a impatto zero”

  1. Dicono correttamente neutralità al carbonio e compensazioni. Sul rComposite ormai sappiamo tutto, si basa sul recupero della resina Elium Arkema e l’anima. Ma il processo di recupero ha un bilancio energetico negativo. In Francia invece, che se ne occupa l’agenzia statale, hanno optato per i pirolizzatori mobili. Questi sono autosufficienti, utilizzano il syngas in eccesso per riavviare il forno e si recuperano fibre lunghe. Quindi, per i cantieri, può essere più vantaggioso usare un pre preg Gurit di Amplitex carbon Hybrid e pelli esterne in r carbon per ottenere il certificato EDP, con le solite anime in nomex per scafi ad alte prestazioni oppure balsa . Ci sono già diversi scafi naviganti, tra cui il Baltic café Racer 68 .

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