Solaris Yachts: dal 1974, una storia ricca di know-how, Classic Boat e innovazione

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Solaris Yachts
Solaris One; 14,30 x 4,21 m; Doug Peterson

Solaris Yachts

Se oggi possiamo ancora apprezzare tante delle barche sopravvissute al secolo scorso, Classic Boat eccellenti e ancora capaci di emozionare, il merito è senza dubbio da attribuirsi alle mani e alle menti dietro alla loro realizzazione. Abbiamo già visto alcuni dei grandi designer dietro alle firme, ma, se queste barche hanno poi visto la luce, è certamente anche merito dei cantieri alle loro spalle, realtà illuminate e capaci di mantenere standard qualitativi tutt’oggi encomiabili. In questa micro-serie, mirata a celebrare alcuni dei grandi cantieri, abbiamo già visto marchi del calibro di Hallberg Rassy, Dufour, Cantieri del Pardo e Baltic Yachts. Ora, è giunto il momento di celebrare un’altra grande realtà italiana, Solaris Yachts.

Solaris Yachts
Solaris 36; 11,06 x 3,72 m; 1977; Frans Maas

Solaris Yachts – Le origini come Se.Ri.Gi

Gli Anni Settanta sono, per la nautica, la vera e propria scoperta di una nuova frontiera. La vetroresina è appena entrata con prepotenza sul sul mercato e la produzione seriale di scafi di qualità inizia ad affermarsi come una realtà non solo concreta, ma anche qualitativamente importante e perseguibile. In contemporanea, lo IOR e le nuove concezioni lanciano la vela in una stagione nuova, aprendo l’epoca delle grandi regate in parallelo ad un vero e proprio boom del diporto. Tantissimi, di colpo, possono permettersi di andare in barca. In questo contesto nascono cantieri un po’ ovunque, ma non tutti destinati a rimanere eccellenze, sopravvivendo a lungo. Non è il caso di Solaris che, nato ad Aquileia nel 1974 come Se.Ri.Gi, ci offre invece uno spaccato della nautica ormai quasi cinquantenario. Una storia di barche e di successi segnata dalle varie innovazioni e da alcune tra le più grandi firme.

Solaris Yachts
Cantieri Se.Ri.Gi; Aquileia; 1974

Tutto nasce nel 1974 ad Aquileia. Lungo il fiume Natissa, che sfocia direttamente nell’alto Adriatico, un luogo da sempre permeato dalla tradizione marinara. Qui apre il cantiere Se.Rigi.Gi (oggi Solaris). I primi lavori del cantiere sono inizialmente operazioni di allestimento di progetti e produzioni altrui, tra cui gli scafi del cantiere Benello, ma la qualità costruttiva e l’attenzione al dettaglio fanno subito scalpore, portando il neonato cantiere sotto buoni riflettori e verso una nuova direzione. Nel 1977 lo spirito imprenditoriale del cantiere decide però di dare via ad un primo ciclo di progetti autonomi, affidandosi fin da subito a firme di tutta qualità. Nascono così le prime due barche del marchio, il Solaris 37, firmato da Frans Maas, e il Solaris 47, firmato da Sparkman & Stephens.

Solaris Yachts
Solaris 47; 14,30 x 4,06 m; 1979; Sparkman & Stephens

Solaris Yachts – Doug Peterson e gli “eighties”

Gli anni ‘80 sono il primo vero momento di affermazione del cantiere, con il marchio Solaris ormai divenuto un sinonimo di imbarcazioni prestigiose e qualitativamente ineccepibili. Sono gli anni di affermazione del Solaris 36 e del successivo Solaris 39 di Maas, una rivisitazione migliorata del 37′, ora ancora più raffinato nelle linee e confortevole negli interni, qualità che lo renderanno un evergreen, sinonimo di performance e sicurezza.

Solaris Yachts
Solaris 39; 12,02 x 3,75; 1981; Frans Maas

Il colpo grosso degli anni ‘80 arriva anche con una nuova penna a firmare i progetti, l’archistar Doug Peterson, che nel 1984 firma un cult del cantiere, il Solaris One, vero bluewater ante-litteram, una barca che non concede nulla ai rating IOR e il cui unico scopo è navigare al meglio, sempre, ovunque.

Solaris Yachts
Solaris One; 14,30 x 4,21 m; Doug Peterson

La metà degli anni ‘80 inizia a vedere quindi un decisivo affermarsi di Solaris che, approfittando del proprio boom di commesse, estende l’areale produttivo. Nel 1985 l’area diviene pari a 7.000 metri quadri, oltre 2000 dei quali al coperto e con strutture capaci di ospitare imbarcazioni di dimensioni fino a 25 metri. Nascono in questo periodo alcuni tra gli altri grandi progetti del marchio, tra cui il Solaris 48 (nelle varianti racer e center cockpit) e il Solaris Two. Ma, a primeggiare su tutti, è qui il Solaris Zero firmato da Doug Peterson nell’87, forte dei suoi 65 piedi abbondanti e progettato per essere un vero e proprio fast-cruiser d’altura.

Solaris Zero; 19,70 x 5,40 m; Doug Peterson

Solaris Yachts – La prova del nove degli anni ‘90

Con gli anni ‘90 si arriva ad una prova di forza. L’inizio del decennio, infatti, è caratterizzato da un periodo di importante recessione economica, causa scatenante di una notevole crisi settoriale a livello europeo e mondiale. Solaris risponde però con inventiva, facendo fronte alle problematiche diversificando su diversi fronti. La produzione di nuovi modelli è quindi affiancata dal parallelo refit e rimessaggio, unito all’apertura di diverse collaborazioni esterne. Tra queste, importante da sottolineare, una fase di produzione con la Fincantieri di Monfalcone che consente al marchio di acquisire know-how in relazione all’utilizzo e alla lavorazione di materiali compositi.

Il decennio non vede però fermarsi la produzione di nuovi modelli e, anzi, vede nascere imbarcazioni del calibro del Solaris 55 CC e dell’ammiraglia di cantiere, il Solaris Zero 76’ di Peterson.

Solaris Zero 76’; 23,30 x 5,82 m; Doug Peterson

Forte dell’esperienza sviluppata con Fincantieri, gli anni ‘90 vedono Solaris produrre anche l’innovativo Solaris 62, costruito in composito avanzato con tessuti di vetro, kevlar, carbonio e resine epossidiche.

Solaris 62; 18,66 x 5,1 m;

Solaris Yachts – Gli anni 2000

Con il nuovo millennio Solaris si afferma e verte la produzione su un fronte sempre più direzionato al semi-custom. Gli stampi degli scafi diventano quindi la principale componente di similitudine delle barche, ma l’intera realizzazione di volumi e layout può ora cambiare, adattandosi alle specifiche esigenze armatoriali. Sono del 2001 però i due progetti che, più di tutti, danno al cantiere un imprinting nuovo e, soprattutto, lo pongono sotto i riflettori come brand capace di realizzare scafi high-tech ad alte prestazioni. Nascono infatti il Solaris 55 Open progettato da Andrea Vallicelli e, in parallelo, il Farr 52 IMS “Mascalzone Latino XI”, quest’ultimo destinato a preparare l’equipaggio in vista dell’America’s Cup del 2003.

Solaris 52 IMS Mascalzone Latino XI; 15,82 x 4,09; Bruce Farr

Con il 2002 il cantiere estende ulteriormente la sua area produttiva, raggiungendo circa 26.000 metri quadri. Crescono le dimensioni raggiungibili dagli scafi costruiti. In contemporanea, nascono i prototipi della nuova serie, il Solaris 44 e il Solaris 36 One Design. Nel 2006 nasce invece il Solaris 48 firmato da Bill Tripp, dando pienamente il via ad una nuova stagione progettuale, rispecchiata 2 anni dopo dal Solaris 60, sempre di Tripp.

Solaris 48; Bill Tripp

Nel 2010 il cantiere, passando di mano ad una cordata guidata da G. Giuliani, diventa di fatto Solaris Yachts, dando il via ad una nuova e ulteriore stagione, principalmente figlia della mano progettuale di Javier Soto Acebal. Tra le più recenti creazioni, i nuovi Solaris 40 ST e Solaris 74 RS, di cui quest’ultimo avremo più notizie con la fine dell’anno, con il varo della prima unità.


Tre “chicche” sulle Classic Boats


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