Orche attaccabarche, “strage” di timoni alla Copa del Rey
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Sono tre le imbarcazioni dei partecipanti alla Copa del Rey ad aver subito danni al timone, perché attaccate dalle orche durante il trasferimento verso Palma. Tutti gli attacchi sono avvenuti vicino allo Stretto di Gibilterra e si aggiungono alla lunga lista di eventi di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.
Orche attaccano le barche della Copa del Rey, cosa sta succedendo?
L’ultima imbarcazione, tra i concorrenti alla Copa del Rey, ad aver subito un attacco alla pala del timone da parte delle orche è Tiro, un Grand Soleil 44 dell’armatore portoghese Nuno Vasco Barreto, iscritta nella categoria ORC 2. “La nostra barca è stata attaccata da due piccole orche nei pressi di Barbate (poco fuori lo streto di Gibilterra, di fronte a Tangeri, ndr). L’attacco è avvenuto venerdì intorno alle 19:00 CET. Hanno spezzato molto rapidamente il la parte inferiore della pala e poi hanno perso interesse.”

L’equipaggio ha deciso di dirigersi verso La Línea de la Concepción, al confine con Gibilterra, per valutare i danni. Ritenuto che l’imbarcazione fosse ancora in grado di navigare, domenica mattina sono ripartiti in direzione Valencia per cercare di riparare la barca in tempo per la regata, anche considerando che non sono disponibili pezzi di ricambio per la parte del timone danneggiata.
Kapote Tercero attaccato a largo della costa mediterranea della Spagna
Un secondo incidente è avvenuto la scorsa settimana, 4/5 miglia a largo di Estepona, sempre sulle coste spagnole ma questa volta dal lato Mediterraneo, appena oltre lo stretto di Gibilterra. Qui Kapote Tercero, altra imbarcazione che si stava dirigendo verso Palma per partecipare alla Copa del Rey, un Sun Fast 37 di proprietà dell’armatore Ignacio González Camacho, è stata attaccata dalle orche.

Un membro dell’equipaggio, Santi Vilagrán, ricorda “stavamo preparando la cena, verso le otto e mezza, e abbiamo notato un soffio“. Vilagrán che è già stato testimone di un incontro con delle orche qualche anno fa, in quel momento non pensava ci fosse il rischio di incontrarne una: “eravamo più tranquilli perché in teoria avevamo già superato la zona più rischiosa“. Quindi quando la barca si è fermata hanno pensato fosse colpa di una rete, ma non ci è voluto molto per capire quale era il reale problema. “L’ho vista a poppa, a pancia in su, con il timone da una parte all’altra. Abbiamo ridotto la velocità, lascato genoa e randa e fatto retromarcia per togliere l’inerzia alla barca e aspettare…”
Secondo la testimonianza di Vilagrán, c’erano tre o quattro orche, due che guardavano e altre due che partecipavano all’attacco. “Sono venute, se ne sono andate… credo che siano state lì per 5 o 10 minuti“. Dopo l’incidente, Kapote Tercero si è diretto verso il porto di Estepona, ma, quando stavano per arrivare, il timone si è bloccato e hanno dovuto richiedere l’assistenza di Salvamento Marítimo per garantire la sicurezza della barca e del suo equipaggio.
A metà luglio il primo assalto a Corsario, il First 50 DK diretto alla Copa del Rey
Il primo attacco di orche, in ordine cronologico, è avvenuto l’11 luglio scorso nei pressi di Barbate, lo stesso luogo dove è stato attaccato Tiro. Corsario, un First 50 DK diretto a Palma di Maiorca per partecipare alla Copa del Rey, ha subito gravi danni alla pala del timone della barca ed è stato costretto a rifugiarsi nel porto di Línea de la Concepción per valutare il danno e procedere alla sua riparazione. L’equipaggio, guidato da Jorge Durán, è rimasto illeso.

Quattro orche hanno partecipato all’attacco; “tre guardava mentre una distruggeva il timone“. ha dichiarato il comandante Durán. “La sensazione che ci ha dato è stata quella di aver preso una pietra, dal momento che la barca si è sollevata per metà“.
Corsario e Kapote Terzo sono riusciti a riparare i danni e parteciperanno alla Copa del Rey mentre Tiro ha tempo fino a domenica per completare i lavori.
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2 commenti su “Orche attaccabarche, “strage” di timoni alla Copa del Rey”
Allora…
Uno, è diventato frequente tra Gibilterra e Baleari. Meglio imparare l’unica manovra evasiva che funziona: quick stop e procedere in cerchio indietro tutta. Rompe la formazione e dopo un po’ vi lasciano in pace.
Due, il pinger antipredazione: funziona? Chi dice di sì, chi dice di no… I pescatori li usano da anni per tenere lontani i delfini, può essere utile anche al diportista che pesca alla traina. Non è infrequente poi incontrare la balenottera comune nel “santuario dei cetacei” nell’alto Tirreno e canale di Sicilia. Un pinger eviterà collisioni notturne.
Salve , io non sono un velista ma nun kayaker da mare. Leggevo nei libri di racconti degli Inuit ( Gli inventori del kayak) quando in kayak in Groenlandia andavano a caccia di foche e ricevevano la “visita” di una o più orche usavo mettere i loro arpioni a punta in giù un paio di metri sotto l acqua, questo gesto pare fosse sufficiente per fare allontanare le orche.
Provo a dire una cosa: chissà se un arpione molto robusto e appuntito fissato in verticale dietro lo specchio di poppa , 2 metri sotto il pelo del acqua , esattamente a poppavia della pala del timone/ timoni possa essere oltre che un deterrente poiché l orca ne riconosce il pericolo anche qualcosa che impedisca all animale di potersi avvicinare e nuotare e muoversi intorno al timone prima di sferrare il morso fatale al vostro povero timone?
Spero di non urtare la sensibilità degli animalisti, ma l arpione sarebbe, come lo intendo io, fermo e ben saldato allo specchio di poppa e non libero nelle mani dei velisti, quindi non pronto a diventare un arma contundente contro le orche.
Saluti
Eugenio Viviani