Marco Gradoni: “Addio Olimpiadi, faccio la Coppa America con Luna Rossa”

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“Addio 470, il mio sogno è la Coppa America”. Marco Gradoni, 19 anni, tre volte campione mondiale Optimist, il più giovane atleta ad aver vinto il Rolex World Sailor of the Year (il Velista dell’Anno mondiale), era una delle grandi speranze olimpiche della vela italiana, dopo che era salito a bordo del doppio 470. Aveva anche vinto, assieme ad Alessandra Dubbini il mondiale Juniores nel 2021.

Ma lui, alle Olimpiadi, preferisce la Coppa America. E chissà che non lo vedremo a bordo dell’AC75 Luna Rossa già alla prossima America’s Cup di Barcellona. Dicono che al timone, sul simulatore allestito alla base di Cagliari, sia il più forte di tutti. La Federvela perde un potenziale campione olimpico, ma Luna Rossa guadagna un giovane dal talento esplosivo (che ha l’obiettivo di vincere la Coppa America). Solo il tempo ci dirà se Marco ha intrapreso la strada giusta.

Della sua vita con Luna Rossa ci ha parlato Marco Gradoni stesso, nella nostra intervista.

Intervista a Marco Gradoni, giovane stella di Luna Rossa

Raccontaci, come è arrivata l’opportunità di entrare in Luna Rossa Prada Pirelli?

E’ stato un “regalo di compleanno”. Scherzo, ma non del tutto: il giorno in cui ho compiuto 18 anni, infatti, Max (Sirena, Skipper e Team Director di Luna Rossa Prada Pirelli, ndr) mi ha convocato a Cagliari per una prova al simulatore; mi è piaciuto moltissimo e anche lui è rimasto soddisfatto, così mi ha confermato. L’idea di entrare in Luna Rossa Prada Pirelli era un sogno che avevo da tempo e sono felicissimo di far parte del team.

– Qual è precisamente il tuo ruolo all’interno del team?

Sono uno dei timonieri. Mi alleno sul prototipo LEQ12 e sull’AC40. Spero di essere al timone per la Youth America’s Cup e mi farebbe anche molto piacere poter fare una “comparsata” sull’AC75 durante le regate della 37^America’s Cup, ma i ruoli non sono ancora stati definiti: come si dice in Luna Rossa Prada Pirelli, è la barca che sceglie l’equipaggio…

Quali sono i compagni del sailing team dai quali stai imparando di più?

Lavorare in un team è un’esperienza molto diversa per me, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello umano e formativo: ognuna delle persone con cui lavoro, tutti i giorni mi insegna qualcosa: di Jimmy Spithill, ad esempio, mi colpisce la capacità di mantenersi freddo e calmo in qualsiasi situazione; Checco Bruni ha un’esperienza pazzesca ed è un ottimo leader; Umberto Molineris è di una bravura straordinaria e Andrea Tesei è un super tecnico, precisissimo…

Capitolo vela olimpica: la rincorsa a Parigi 2024 con il 470 è stata messa in stand by? Il sogno olimpico resta sempre vivo o sei totalmente assorbito dalla campagna in Coppa America?

Al momento ho messo il 470 in stand by per concentrarmi su Luna Rossa Prada Pirelli e sulla prossima Coppa America: Il sogno olimpico non è più vivo come una volta, ma non escludo che possa riaccendersi di nuovo…

– Tornando al tuo lavoro a Cagliari, AC 40 o prototipo, quale delle due barche ti ha impressionato di più e perché?

Tra i due scelgo sicuramente il Prototipo, intanto perché lo abbiamo progettato, costruito e sviluppato in house, quindi rispecchia e soddisfa le nostre esigenze, e poi perché è più complesso, più tecnologico, più bello in tutti i sensi…

– Vela foil o classica, cosa preferisce Marco Gradoni?

Non ho una preferenza; sicuramente navigare sui foil è un’esperienza straordinaria, forse la più bella che abbia mai fatto: parliamo di barche super tecnologiche, velocissime, complesse che regalano grandi emozioni e soddisfazioni. Alla fine, però, sono un fan di entrambe le discipline.

– Il tuo sogno sportivo oggi?

Vincere la Youth America’s Cup e aiutare il team a conquistare la 37^ America’s Cup.

– Sei più teso quando sei al timone di Luna Rossa o quando gioca la “Magica” Roma?

Sono certamente più teso quando gioca la Roma. Quando sono al timone di Luna Rossa sono rilassato: sento la responsabilità del mio ruolo, ma si tratta del mio lavoro, di qualcosa di cui ho conoscenza e padronanza. Ovviamente c’è molta adrenalina, avverto la pressione, ma non vivo questi momenti con ansia, perché si tratta di qualcosa che sento mia e di cui ho il controllo. Quando gioca la Roma, invece, non c’è niente che possa fare se non guardare e sperare…

Mauro Giuffrè ed Eugenio Ruocco

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3 commenti su “Marco Gradoni: “Addio Olimpiadi, faccio la Coppa America con Luna Rossa””

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