Orche vs barche. Attacchi triplicati, perché sta succedendo?

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Non una forma di gioco, né un sistema di autodifesa. C’è chi è convinto che gli attacchi alle barche a vela da parte di branchi di orche siano in realtà forme di addestramento alla caccia nei confronti dei cuccioli.

Negli ultimi anni la comunità di velisti del Mediterraneo e dell’Atlantico assiste attonita a una lunga serie di assalti che vedono branchi di orche assaltare con sempre più frequenza barche a vela, yachts e pescherecci lungo le coste di Spagna e Portogallo. In qualche caso provocando l’affondamento delle barche o comunque provocando danni a scafi e attrezzature. Oltre che terrorizzando gli equipaggi a bordo.

Gli scienziati marini stanno ancora cercando di determinare cosa stia causando l’aumento degli attacchi delle orche alle imbarcazioni. Ma non c’è dubbio che ci sia stato un aumento considerevole di questi incidenti. Negli ultimi due anni, il gruppo di ricerca sulle orche Atlantic Orca Working Group ha rilevato che questi eventi sono triplicati, passando da 52 incidenti nel 2020 a oltre 200 nel 2022.

Le orche sanno cosa fanno

Secondo la comunità scientifica gli attacchi alle imbarcazioni sono una forma di gioco. Né un comportamento di difesa. C’è chi sostiene che in realtà questi attacchi siano strategici e consapevoli da parte delle orche. Ne è convinto per esempio il comandante Dan Kriz della compagnia marittima Reliance Yacht Management. Dopo essere sopravvissuto a due attacchi ritiene che questi gruppi di orche sappiano “esattamente cosa stanno facendo”.

Kriz ha avuto il suo primo incontro con le orche nel 2020. “Stavo navigando con il mio equipaggio attraverso lo Stretto di Gibilterra per consegnare uno yacht – racconta il velista – quando sono stato circondato da un branco di 8 orche che hanno spinto e colpito la barca per circa un’ora. Siamo stati una delle prime imbarcazioni a sperimentare questo comportamento molto insolito delle orche”. Sebbene le orche abbiano causato danni significativi al timone della barca, lasciandola incagliata e con la necessità di essere rimorchiata fino al porto più vicino, un attacco simile 3 anni dopo ha rafforzato la sua convinzione che le orche disturbino intenzionalmente le imbarcazioni.

Orche

Già 28 gli attacchi registrati in Spagna nel 2023

Negli ultimi anni, gruppi di orche hanno speronato centinaia di piccole imbarcazioni al largo delle coste spagnole e portoghesi, con un comportamento “terrificante” che ha sconcertato gli scienziati. Gli attacchi si sono verificati principalmente tra Cadice e il porto di Tanger, nel Marocco settentrionale, vicino allo Stretto di Gibilterra. Solo nel 2023 la Guardia Costiera spagnola ha già registrato 28 “interazioni” tra orche e barche a vela.

Lo stesso Kriz ha raccontato che il 15 aprile scorso stava consegnando un catamarano vicino alle Canarie, quando ha iniziato a sentire che la barca veniva spostata dalle creature sottostanti. Nell’attacco del 2020 potevamo sentire le orche comunicare tra loro sotto la barca – ha spiegato il capitano – Questa volta invece erano silenziose e non ci hanno messo molto a distruggere entrambi i timoni. Sembra che sapessero esattamente cosa fare. Non hanno toccato nient’altro”.

Orche

Così i genitori addestrano i cuccioli

All’inizio di giugno, il biologo e ambientalista Jeff Corwin ha dichiarato che questo comportamento è dovuto alla incredibile intelligenza delle orche e ritiene addirittura che le gli esemplari più anziani stiano insegnando ai più giovani membri del branco tali comportamenti aggressivi. “Quello che stiamo vedendo – spiega il biologo – è che si tratta di un comportamento frutto di adattamento. Questi animali imparano dall’ambiente in cui vivono e poi prendono queste abilità e le condividono e le insegnano ad altre orche”. Alcuni ricercatori addirittura hanno ipotizzato che una singola orca, ossessionata dalla vendetta, stia insegnando alle altre ad attaccare le barche dopo essere stata ferita da una di esse in passato. Ma non tutti sono convinti di questa teoria.

“Se volessero, potrebbero schiacciare la barca in un batter d’occhio”, ha dichiarato Sébastien Destremau, un capitano che è stato coinvolto in un attacco lo scorso 22 maggio. Anche secondo lui si tratta di genitori che insegnano ai loro cuccioli a cacciare usando le barche come strumento di apprendimento.

Tuttavia, la maggior parte dei ricercatori intervistati in merito a questo bizzarro comportamento concorda sul fatto che gli attacchi non sono malevoli o un tentativo diretto di uccidere gli esseri umani. Nonostante un certo numero di imbarcazioni siano affondate dopo essere state gravemente danneggiate. Tutto rimane per il momento avvolto nel mistero.

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8 commenti su “Orche vs barche. Attacchi triplicati, perché sta succedendo?”

  1. Qualunque sia la causa, la soluzione al problema è il pinger antipredazione ISI-FISH
    http://www.isifish.fr/en/portfolio_page/fishtek-marine/
    Costa circa € 150,00 per i cat si raccomanda uno per lato.
    È utile anche per evitare collisioni con balenottere nell’alto Tirreno o la predazione da parte di delfini quando pratichiamo la traina.
    In ogni caso, la manovra evasiva è descrivere un cerchio in retromarcia; assolutamente non provare ad arpionare le orche.

    1. E se ad eccitarle fosse la deriva nella pancia delle barche a vela, che, vista sott”acqua le fa confondere con qualche pinna di altro cetacei preda o simile?

    1. Pierfrancesco

      …. Che c’entra… Tanto per cominciare, tutti questi aggeggi sono nati per proteggere le attrezzature da pesca ed evitare le catture accidentali di tursiopi. Poi si sono accorti che ha una certa efficacia per evitare le collisioni con le balene, in Tirreno ci sono balenottera comune e capodogli. Sono buoni motivi per acquistare uno di sti così pure non andiamo in Atlantico e non abbiamo problemi con le orche, anche solo se vogliamo fare un po’ di traina senza delfini rompiscatole.

    1. Pierfrancesco

      Non tanto l’elica, ma ingranare il motore indietro tutta andandogli contro, gli impedisce di mordere il timone e rompe la formazione del branco.

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