Joshua, la leggendaria barca di Bernard Moitessier torna in mare

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Dopo un lungo restauro rigorosamente conservativo nei canteri di La Rochelle, torna a navigare il mitico Joshua del navigatore francese Bernard Moitessier. E si prepara a una stagione di eventi, regate e saloni.

Il posto migliore per una barca è sempre il mare. Anche quando un cabinato è vecchio e malmesso è sempre struggente vederlo fuori dal suo elemento, magari abbandonato a terra, solo e inutile. È come se l’anima di quella barca fatta per solcare libera le onde, in qualche modo urlasse vendetta. E vale ancora di più quando la barca in questione è una vera leggenda degli oceani.

Come il mitico Joshua del grande navigatore francese Bernard Moitessier, il vagabondo dei mari, che finalmente dopo un lungo lavoro di restauro torna a toccare l’acqua. È una barca davvero speciale, ma anche molto vecchia, visto che venne costruita all’inizio degli Anni 60 del secolo scorso.

Joshua (14,12 m fuoritutto, lunghezza scafo 12,07 m, peso 13 t, zavorra 3 t) fu progettata a quattro mani da Bernard stesso e da Jean Knocker che mise in pratica le idee e gli schizzi del navigatore francese.

Dopo 14 mesi di preparazione, nel 1962, in soli tre mesi, il cantiere Meta di Jean Fricaud realizzò lo scafo in acciaio. Moitessier pagò solo il costo vivo delle lamiere. Ma l’operazione si rivelò vantaggiosa, sono state prodotte ben 70 gemelle.

Nella sua vita ha attraversato di tutto: regate prestigiose, atolli polinesiani, tempeste, naufragi e lunghi periodi di abbandono. Da qualche anno ormai a prendersene cura è l’associazione “Les Amis du Musée Maritime” di La Rochelle (Francia), la stessa che ha provveduto al restauro grazie a una raccolta pubblica di fondi.

Joshua

L’anima di Moietssier è ancora viva

I lavori al Joshua sono iniziati nell’autunno del 2022 e hanno riguardato principalmente la carena con la sostituzione di alcune lamiere in acciaio gravemente corrose dalla ruggine. Anche il motore aveva bisogno di essere messo a posto dopo la lunga sosta. Per rispetto alla storia della barca e della sua unicità, il restauro è stato particolarmente conservativo ed è stato mantenuto circa l’80 per cento dei materiali originali. “Doveva essere riportata al suo stato originale, non essere trasformata, così da conservare la sua anima e l’anima di Moitessier “, ha spiegato il direttore tecnico del Museo marittimo di La Rochelle, Jean-Marc Duboc.

Il Joshua infatti è inconfondibile con il suo scafo dal colore rosso brillante e i due grandi occhi disegnati sui masconi. Ma anche gli alberi del suo armo a ketch realizzati con due vecchi pali del telegrafo in legno sono leggendari. Così come il nome con cui Moitessier voleva rendere omaggio a Joshua Slocum, il navigatore che per primo fece il giro del mondo in solitario tra l’aprile 1895 e il giugno 1898. Navigare su questa barca ancora oggi è un’esperienza che illumina il cuore di ogni appassionato.

Joshua

Tante avventure ancora da vivere per il Joshua

Per vent’anni il Joshua è stato il compagno fedele di Moitessier. Fu la barca a bordo della quale nel 1968 il navigatore abbandonò mentre era in testa alla flotta la prima edizione della Golden Globe, il giro del mondo senza scalo, tirando dritto per i mari del Sud. Un’avventura di ribellione che venne poi raccontata in dettaglio nel bellissimo libro “La lunga rotta”. Nel 1982 la barca naufragò nel Golfo del Messico a causa di un uragano e venne regalata a due ragazzi locali. Poi attraverso altre vicissitudini passò nelle mani del Museo Marittimo di la Rochelle che oggi la gestisce.

Dopo il varo il programma estivo prevede la partecipazione del Joshua alle Voiles de Nuit al Grand Pavois 2023, quindi alle Voiles de Nuit il prossimo settembre e probabilmente al Festival des Aventuriers di Lorient, sempre in autunno. Insomma bentornato a navigare caro Joshua!

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