Silvio Berlusconi e la vela. Non fu mai amore, solo status

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silvio berlusconi e gianni agnelli
Silvio Berlusconi e Gianni Agnelli sull’Extra Beat

Non fu mai vero amore quello tra Silvio Berlusconi, scomparso oggi a 86 anni, e la vela. Grande imprenditore, quattro volte presidente del Consiglio, nato piccolo borghese, con il sogno di diventare grande, fu sempre considerato un “parvenu” dal mondo un po’ snob della vela. E lui stesso, probabilmente, considerava le barche un vero e proprio status symbol.

Silvio Berlusconi e l’Avvocato

Il mito – anche velico – di Berlusconi fu senza dubbio Gianni Agnelli.

L’imprenditore riuscì a coronare il suo sogno di uscire in barca con l’Avvocato solo alla fine degli anni ’80. Storica l’immagine che li ritrae a bordo di Extra Beat (a bordo anche Luca Cordero di Montezemolo), la barca di 36 metri che Agnelli si era fatto costruire in alluminio dal cantiere tedesco Abeking& Rassmussen su progetto dell’argentino German Frers. 

Sicuro, a torso nudo, al timone Gianni Agnelli. Berlusconi in camicia bianca, un poco impacciato, al suo fianco. Si dice che Silvio non si sia mosso dal pozzetto per tutta la navigazione e che lo sbandamento della barca lo spaventasse un poco.

Le barche del Cavaliere

Infatti, quando si fece costruire la sua prima barca a vela da Perini Navi, il 42 metri ketch Principessa Vaivia, la scelta di una barca che sbandasse il meno possibile fu evidente.

Il Principessa Vaivia

Berlusconi mise poi spesso a disposizione il suo ketch all’amico Ennio Doris per far sì che Doris potesse seguire personalmente i lavori di ristrutturazione della sua villa in Sardegna, a Porto Rotondo, instillando in Doris la passione per la vela.

Chiese a Berlusconi di venderglielo e lui accettò, perché nel mentre aveva acquistato il Morning Glory (48 metri, sempre un Perini Navi) del tycoon Rupert Murdoch.

A proposito, questo il retroscena: Murdoch e Berlusconi, dopo il 2004 (anno in cui la legge sul conflitto di interessi avrebbe potuto convincere il Cavaliere a vendere Mediaset), furono protagonisti di un incontro segreto proprio sul Morning Glory. Pareva che Berlusconi dovesse cedere al magnate australiano di Sky la sua Mediaset. Non solo Silvio non vendette, ma finì poi con l’acquistare la barca di Murdoch!

Morning glory
Il Morning Glory di Rupert Murdoch poi acquistato da Berlusconi

Berlusconi ha “rilanciato” Fogar

Silvio Berlusconi è stato anche l’uomo che ha contribuito a rilanciare e “riabilitare” Ambrogio Fogar, dopo che i riflettori si erano spenti sulle imprese del navigatore milanese, sui dubbi relativi alle sue navigazioni e dopo l’incidente che era costato la vita al giornalista Mauro Mancini nel 1977.

Fu Silvio Berlusconi a credere in Fogar – al cavaliere sono sempre piaciuti i personaggi – e a dargli carta bianca sulle sue reti televisive con il fortunato programma d’avventura Jonathan – Dimensione avventura trasmesso su Canale 5 dal 1984 al 1986 e successivamente su Italia 1 dal 1986 al 1991.

Eugenio Ruocco

 

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22 commenti su “Silvio Berlusconi e la vela. Non fu mai amore, solo status”

  1. Massimiliano+Spina

    Se nel giorno della sua scomparsa dovete scrivere un articolo per provare a ridicolizzarlo sottolineando gli aspetti negativi del suo non essere velista DOC, dellaver avuto paura dello sbandamento e tutto il resto, allora direi che non avete stile, e neppure quel senso di cordialità e generosità che dovrebbe contraddistinguere chi ama la vela. Potevate semplicemente non dire nulla. Si capisce che politicamente magari non vi piaceva, ma cogliere l’occasione per gettare fango non è elegante. Non oggi!
    Pessima figura…

    1. Suvvia. Da un giornale di Vela sulla scomparsa di Berlusconi non ti aspetti un commento sulla sua politica o sulle sue indubbie capacità imprenditoriali. Ma sul suo rapporto con la vela. L’articolo è ben fatto ed per nullo ridicolizzante.
      Mr B non è mai stato un velista ma si comprava i Perini che evidentemente riteneva più chic di un di un grande motor yacht. Tra gli imprenditori/manger italiani velisti comunque il il mio cuore rimane per Gardini per averci regalato le emozioni del Moro di Venezia.

    2. Non potrei essere più d’accordo, e grazie per averlo espresso così bene Massimiliano.
      Non si tratta di ‘tifoserie’ (credetemi, in Italia c’è anche ben altro oltre agli Ultrà) nè di ‘tentativi di censura’ (direi che, sempre in Italia, ne abbiamo ben altri esempi) come leggo in alcuni commenti. Si tratta semplicemente di rimanere sorpresi di come, nel giorno in cui viene a mancare una persona (ben prima del personaggio) che nella vita indubbiamente, piaccia o non piaccia, di obiettivi ne ha ottenuti e di cose ne ha costruite (concretamente) si scelga di spendere tempo, parole, e spazio di una pagina per dipingerne “il confronto con Gianni Agnelli” (in questi termini alquanti poveri poi…). Ma davvero?
      Se si fosse voluto trovare un nesso intelligente con la Vela sono sicura che si sarebbe trovato – la Vela è un mondo talmente pieno di valori, di connotazioni profonde e positive, che sono sicura che almeno un collegamento, uno solo, con qualcosa che Berlusconi ha dimostrato nella vita si sarebbe trovato. Se invece voleva essere quel buon momento (“ooh finalmente!”) per esprimere qualche personale opinione che di velistico non ha assolutamente niente, beh allora forse meglio mordersi per un istante la lingua e sforzarsi di trovare qualche altro miglior momento e miglior luogo. Ma tant’è, lo stile è stile – Berlusconi e Agnelli ce lo hanno insegnato (a ognuno decidere in quel campo chi era il ‘mito’ di chi…).

    3. matassa franco

      “Lo sbandamento della barca lo spaventasse un po’ ” non è per niente offensivo e peraltro è un atteggiamento che riguarda molte persone. Arrivare ad affermare di “gettare fango” (!!!) mi sembra una esagerazione tipica di chi vorrebbe mitizzare un individuo in ogni suo aspetto a 360°. Non gradire le caratteristiche della barca a vela non è certamente un atteggiamento penalizzante, specie per chi magari eccelle in altre occasioni o attività. Non esageriamo.

  2. Concordo sulla caduta di stile, artico del tutto fuori luogo e contesto comunque la si voglia pensare politicamente …..si è persa l’occasione di rimanere in silenzio…. mala tempora currunt

      1. Spesso e volentieri il GDV, scrive eresie anche su come andare a vela, ecco perché ho smesso di acquistarlo da anni!!

  3. Mah, a me onestamente non sembra né offensivo né altro. È il ricordo, semplicemente, di una persona che era forse a disagio su una barca a vela.
    Non mi pare si dica altro.
    Anzi, forse capisco male io, ma mi pare che il tutto sia piuttosto bonario.
    Forse è il punto di vista di chi critica l’articolo a priori ad essere viziato; non a tutti devono piacere le stesse cose o le stesse persone, non siamo ipocriti per cortesia.
    Non si esprime nell’articolo nessun parere politico o personale, non è che perché oggi è morto dobbiamo solo dire che è stato un santo, un martire o un apostolo…

  4. La vela e il mare sono una passione un modo per confrontarsi con se stessi e la natura. Non per Berlusconi che ne ha sempre fatto appunto uno status, così come di tante altre cose, d’ altronde.
    Ora che è morto r.i.p. non si può far finta che non sia stato vero e questo….senza acredine, solo a voler essere onesti.
    L’articolo poi non ha certo l’intenzione di mettere in cattiva luce la persona.
    Diamo a Cesare quel che è di Cesare !

  5. …. “mala tempora currunt”, commenta FRANCO, e sono d’accordo con lui se il Giornale della Vela viene attaccato se dice che il Silvio non è mai stato un Soldini.

  6. Buonasera, certamente ognuno è libero di pensare come crede, sono però anche dell’opinione che, in certi casi, …”un bel tacer non fu mai scritto!”

    1. A me è piaciuto molto l’aneddoto di Murdoch e Berlusconi., “Mediaset non te la vendo ma bella la tua barca. te la compro”.
      Sei stato grande Berlusca !

  7. Concordo perfettamente con quanto scritto da Fabio Rossi, Adriano e Vincio.
    Il Giornale della Vela non intendeva assolutamente ridicolizzare Berlusconi: una neanche troppo attenta lettura dell’articolo lo dimostra.
    Non voleva però neppure scrivere un “coccodrillo” con cui santificare un personaggio solo perché è morto, come spesso accade.
    Il Giornale della Vela si interessa di vela ed ha analizzato, direi in modo del tutto neutro e basato sui fatti, il rapporto di Berlusconi con la vela.
    Quello che emerge forse scontenta la tifoseria berlusconiana (l’Italia è il paese delle tifoserie da monarchia e repubblica a Coppie e Bartali e via discorrendo), ma non vedo perché si debba rimanere in silenzio su una figura pubblica, che della pubblicità ha fatto il suo verbo.

  8. Una persona che non è a suo agio in barca e, avendone una di 42 metri, ne compra un’altra di 48 per non andare su nessuna delle due, come in diverse delle 11 ville collezionate in Sardegna, ha dei problemi, e ne crea, inculcando l’idea che tutti possano avere successo come lui

  9. ridicolizzare è forse un termine eccessivo: direi che hanno evidenziato alcune caratteristiche della persona per segnalarne la distanza dal mondo della vela.
    Il fatto che si fosse fatto costruire il Principessa vaivia è solo un motivo per apprezzare ancor di più – se ce ne fosse bisogno – le creazioni di Perini. E non si è smentito con Morning Glory.Perini soprattutto.
    A chi volete che interessi se poi non ha mai messo piede in barca? Ha fatto girare l’economia, ha dato di che vivere ad uno dei cantieri più prestigiosi al mondo.
    Quindi, anche in questo caso, le polemiche sembrano strumentali: mai visto tanto odio nei confronti di una persona. Ma, adesso che ci penso, probabilmente è solo invidia.

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