The Ocean Race: battaglia nel sud Atlantico, gli Imoca verso Tristan da Cunha. VIDEO

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Prodiere a lavoro sulla prua dell’Imoca 60 Holcim PRB

Non sono mancati i colpi di scena in questa seconda tappa della The Ocean Race, il giro del mondo in equipaggio, da Capo Verde a Cape Town, riservata solo agli Imoca 60. Le calme equatoriali sono state come sempre uno spartiacque, e da queste era uscito intesta, con una posizione molto a est, Guyot Environment. Nelle ultime ore si è assistito a un clamoroso ribaltone, con l’anticiclone di Sant’Elena che ha sparigliato le posizioni della flotta.

The Ocean Race, leg 2 – L’intervento di Sant’Elena

L’alta pressione che caratterizza una perte dell’Oceano Atlantico meridionale prende il nome di Sant’Elena, dall’omonima isola dove venne mandato in esilio Napoleone. Questa zona senza venti si allarga e si restringe a seconda dei periodi e dei sistemi depressionari che da sud la comprimono o la spostano, ma nelle ultime settimane è particolarmente estesa.

La flotta della The Ocean Race era obbligata a contornare l’anticiclone di Sant’Elena, cercando una rotta che garantisse un buon avvicinamento verso Cape Town ma passando lontano dalle “paludi” senza vento della Santa.

Guyot come detto era la barca più a est, più vicina all’altapressione, mentre gli altri 4 Imoca 60 erano passati attraverso le calme equatoriali più a ovest, attardandosi di più. Da questa posizione però hanno beneficiato di un vento più costante rispetto a Guyot, finendo per superare il leader in maniera agevole. Dal primo posto in classifica Guyot è scivolato ora al quinto e ultimo, a conferma che con Sant’Elena bisogna andarci “cauti”. 

The Ocean Race – Verso Tristan da Cunha

La lotta in testa alla tappa è serrata, con i primi tre Imoca racchiusi in appena 5 miglia: 11th Hour Racing, Malizia e Holcim PRB sono il terzetto di testa, leggermente più staccato e più a nord c’è Biotherm, chiude la fila Guyot staccato di 300 miglia.

La flotta sta per passare le remote Tristan da Cunha e Gough Island, piccole isole sperdute nel sud Atlantico, e lo sta facendo a medie di velocità “folli”: cavalcando una depressione con venti da nord tra i 20 e i 30 nodi gli Imoca 60 navigano a medie di 25 nodi di velocità, e presto attaccheranno le 500 miglia nelle 24 ore. Cape Town dista 1800 miglia, con una zona di poco vento da attraversare prima dell’arrivo che ad oggi sembra ampia ed è collocata poco a largo del Sud Africa.

The Ocean Race leg 2 – I video più belli

 

 

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