I natanti possono navigare all’estero? La normativa dice che…

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Controlli ai natanti

Dopo avervi parlato dell’ingresso nello spazio Schengen della Croazia la scorsa settimana, in molti ci avete chiesto se è possibile andarci con un natante. Per fare chiarezza sul tema della navigazione all’estero dei natanti abbiamo deciso di dedicare questo articolo alla normativa italiana e internazionale. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche le nostre ricerche sulla navigazione nelle acque dei paesi vicini.

Cos’è un natante: la normativa italiana

In Italia la normativa di riferimento è contenuta nel Codice della nautica da diporto (D.Lgs N. 171/2005). Per natante da diporto si intende “ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri […] con esclusione delle moto d’acqua” (art. 3). Non c’è distinzione tra barche a remi, motore o vela, purché la lunghezza del suo scafo (appendici non strutturali, come bompresso, musone, scalette escluse) sia inferiore ai 10 metri. I natanti, a differenza delle imbarcazioni, non hanno l’obbligo d’iscrizione nel Registri delle Imbarcazioni da Diporto (art. 27), una semplificazione burocratica che, tra le altre cose, permette di evitare la revisione periodica delle dotazioni di sicurezza e dell’idoneità alla navigazione.

Non più di 12 miglia dalla costa

Anche se le caratteristiche tecniche di omologazione di un’unità da diporto sotto i 10 metri (una misura più che discreta per una barca moderna!) potrebbero permetterlo, i natanti non possono spingersi oltre le 12 miglia dalla costa (art. 27 Codice Navigazione). Un limite che può essere superato in occasione di manifestazione sportive organizzate dalle federazioni nazionali e internazionali (art. 30) ma da non confondere con quello delle acque territoriali, che convenzionalmente corrisponde ad un massimo di 12 miglia nautiche dalla linea di bassa marea e che può anche andare oltre le 12 miglia dalla costa (si veda ad esempio il Golfo di Taranto e tutto l’arcipelago toscano).

La convenzione di Montego Bay

L’accordo internazionale che regola i diritti del mare è la Convenzione di Montego Bay del 10 dicembre 1982 (recepita dall’Italia con la Legge 689/94). In base agli art. 90 e seguenti, la Convenzione garantisce libertà di navigazione in alto mare (oltre le acque territoriali) a tutte le navi battenti bandiera di qualsiasi stato. A garanzia di questo diritto le navi in alto mare sono sottoposte alla giurisdizione esclusiva dello Stato di cui battono bandiera.

Per poter battere bandiera però è necessario che vi sia un regime effettivo fra Stato e nave, comprovato da relativi documenti. I natanti, non essendo iscritti nei registri, sono privi di questa documentazione, poichè in Italia la licenza di navigazione viene rilasciata solamente alle imbarcazioni e alle navi. Nella licenza, che potremmo definire come una sorta di passaporto, sono riportati tutti i dati dell’imbarcazione, quali il nome (facoltativo), numero e sigla dell’ufficio d’iscrizione, nominativo internazionale, dimensioni, dati motore, proprietario, ecc.

Per questi motivi, la navigazione di un natante in acque internazionali costituisce una violazione della Convenzione e la navigazione senza bandiera in acque internazionali espone il conduttore all’eventuale rischio di essere soggetto alla sovranità delle navi militari di qualsiasi nazionalità.

I natanti nelle acque territoriali estere

Sebbene i natanti, come tutte le imbarcazioni, per recarsi all’estero non hanno bisogno di alcuna autorizzazione, salvo eventuali dichiarazioni doganali se si esce dall’UE, in acque territoriali straniere sono soggetti alle normative dello Stato in cui si trovano a navigare. Inoltre non godendo dello status giuridico derivante dal battere bandiera italiana, i natanti non godono dell’eccezione prevista dall’art. 21 della Convenzione di Montego Bay per cui leggi e regolamenti nazionali non debbono interessare la progettazione, la costruzione, l’armamento o l’allestimento di navi straniere.

Quali sono le conseguenze?

Se si naviga oltre le 12 miglia, le sanzioni amministrative previste dal Codice della nautica da diporto sono principalmente pecuniarie ma possono prevedere anche il sequestro del natante se la copertura assicurativa non è valida. Per gli altri paesi, dipende dalla normativa nazionale. Anche a livello europeo non c’è armonizzazione e i requisiti di lunghezza dei natanti e la distanza a cui possono spingersi dalla costa cambiano da paese a paese.

Posso entrare in Slovenia, Croazia, Francia, ecc…?

Viste le tante domande che ci avete scritto nei commenti, nei prossimi giorni cercheremo di coprire il più possibile la normativa dei singoli paesi.

Giacomo Barbaro


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24 commenti su “I natanti possono navigare all’estero? La normativa dice che…”

    1. In realtà, i natanti che navigano in acque interne internazionali (mi riferisco ai laghi maggiore e di lugano) devono essere regolarmente “targati” ed identificati con tanto di libretto rilasciato dalle regioni Lombardia o Piemonte. Considerando che su tale libretto sono riportati sia i dati dell’imbarcazione che quelli del proprietario, non può essere sufficiente per trasferte sul mare?

    1. Giacomo Barbaro

      Stiamo verificando la normativa di ciascun paese in merito alla navigazione dei natanti all’estero. Presto pubblicheremo le informazioni su Slovenia e Croazia.

      1. Il fatto è che da qualche anno la Slovenia ha applicato una tassa d’entrata per navigare e entrare in qualsiasi porto sloveno…è regolare questo quando la Slovenia fa parte dell’Europa ?…non sono briciole,si parla di €600 circa…🙄

    2. No. Serve conformità natante o scafo con marchio CE. Patente nautica, assicurazione, VHF (dipende), “patentino” x VHF, dotazione di bordo solite.vignetta per le acque croate.

  1. Prendete bandiera francese e fan***lo le complicazioni delle leggi italiane!
    In Francia tutte le barche sono identificate e non esiste la categoria “natanti” intesa all’italiana!
    Avranno altri difetti, ma come cultura della nautica da diporto i francesi battono l’Italia 10 a uno (ho messo uno per un residuo di patriottismo)

    1. Qualsiasi stato ,tranne l’Italia, prevede patente ed immatricolazione oltre 3.5m e 5cv. E dovrebbe essere così anche in Italia. siamo noi ad avere leggi anomale libertine. Non gli altri a rompere, in quanto pretendono requisiti che sono normali e sensati.

  2. avendo tutte le dotazioni a bordo previste per la navigazione oltre le 12 miglia dovrebbe essere consentita la navigazione a vela ancorché avvalorata da una parte te nautica a vela e motore senza limiti.

  3. Il pelo nell’uovo… Per natante da diporto si intende “ogni unità a remi ovvero con scafo di lunghezza pari o inferiore a dieci metri […] con esclusione delle moto d’acqua”
    Quel maledetto “ovvero” usato dal burocrate, vuole significare che un’unità a remi anche lunga ben oltre i 10 metri è comunque un natante… o che il natante deve essere esclusivamente a remi?

  4. Buon giorno, per la Grecia come ci si regola? Avrei intenzione di andarci a giugno portandomi appresso il mio amato gommone… chiaramente un natante

  5. Salve a tutti, confermo io col mio gommone cabinato da 8 mt, registrato con bandiera polacca, sono partito da Malta ed ho raggiunto Cipro senza problemi. Solo alla dogana di Cipro mi hanno chiesto il documento T2L.

  6. Il fatto è che da qualche anno la Slovenia ha applicato una tassa d’entrata per navigare e entrare in qualsiasi porto sloveno…è regolare questo quando la Slovenia fa parte dell’Europa ?…non sono briciole,si parla di €600 circa…🙄

  7. Forse sbaglio, ma ricordo che una norma CE consente a tutti i natanti di navigare oltre le 12 miglia se le condizioni meteo lo consentono.
    L’emanazione di questa norma a suo tempo costituì una vera e propria rivoluzione. Non mi interessava perché ho sempre navigato in regate o su imbarcazioni, ma qualcuno se ne dovrebbe ricordare….

    1. E non sbagli e si può navigare anche in acque comunitarie senza nessuna restrizione sempre tenendo le 12 miglia dalla costa in quanto è consentito la navigazione nei mari e non nel mare tutti esperti la regola dice nei mari leggete bene il decreto grazie

    2. Sarebbe molto interessante risalire e approfondire questa normativa. Ho cercato ma non ho trovato nulla in merito. Forse è un’interpretazione indiretta di un articolo che afferma altro? Fatto sta che ogni anno tantissimi natanti italiani. (anzi, che partono da porti italiani), attraversano per andare a farsi qualche giorno di ferie fra le isole della Croazia.

  8. Possiedo un natante che navigava nelle acque interne (Lago Maggiore) ; una normativa regionale di qualche anno fa obbligava l’immatricolazione di tutti i natanti con lunghezza superiore a tre metri, tale normativa era stata imposta a causa di un accordo con la confinante svizzera. Attualmente il mio natante a vela naviga nel mar Tirreno , nei porti della Corsica e Sardegna, ho sempre utilizzato il mio “libretto” rilasciato dalla regione Piemonte. Nessuno ha mai contestato la validità. Cosa succederebbe in Croazia?

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